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sabato 11 agosto 2018

il testamento di Benito Mussolini

Benito Mussolini 

E' l'ultima notte di vita del Duce, la guerra è ormai persa e da prigioniero scrive le sue ultime parole, il suo testamento politico. Dalla stanza della tenuta dei De Maria dove è rinchiuso rivolge a sé stesso e al popolo italiano le ultime lettere e un punto definitivo alla sua vita ed al Fascismo in Italia.


"Nessuno che sia un vero Italiano, qualunque sia la sua fede politica, disperi nell'avvenire. Le risorse del nostro popolo sono immense. Se saprà trovare un punto di saldatura, recupererà la sua forza prima ancora di qualche vincitore. Per questo punto di fusione io darei la vita anche ora, spontaneamente, qualunque sia purché improntata a vero spirito italiano. Dopo la sconfitta io sarò coperto furiosamente di sputi, ma poi verranno a mondarmi con venerazione. Allora sorriderò, perché il mio popolo sarà in pace con se stesso. Il lavoratore che assolve il dovere sociale senz'altra speranza che un pezzo di pane e la salute della propria famiglia, ripete ogni giorno un atto di eroismo. La gente che lavora è infinitamente superiore a tutti i falsi profeti che pretendono di rappresentarla. I quali profeti hanno buon gioco per l'insensibilità di chi avrebbe il sacrosanto dovere di provvedere. Per questo sono stato e sono socialista!

L'accusa di incoerenza non ha fondamento. La mia condotta è sempre stata rettilinea nel senso di guardare alla sostanza delle cose e non alla forma. Mi sono adattato socialisticamente alla realtà. Man mano che l'evoluzione della società smentiva molte delle profezie di Marx, il vero socialismo ripiegava dal possibile al probabile. L'unico socialismo attuabile socialisticamente è il corporativismo, punto di confluenza, di equilibrio e di giustizia degli interessi rispetto all'interesse collettivo. La politica è un'arte difficilissima tra le difficili perché lavora la materia inafferrabile, più oscillante, più incerta. La politica lavora sullo spirito degli uomini, che è un'entità assai difficile a definirsi, perché è mutevole.

Mutevolissimo è lo spirito degli italiani. Quando io non sarò più, sono sicuro che gli storici e gli psicologi si chiederanno come un uomo abbia potuto trascinarsi dietro per vent'anni un popolo come l'italiano. Se non avessi fatto altro basterebbe questo capolavoro per non essere seppellito nell'oblio. Altri forse potrà dominare col ferro e col fuoco, non col consenso come ho fatto io. La mia dittatura è stata assai più lieve che non certe democrazie in cui imperano le plutocrazie. Il Fascismo ha avuto più morti dei suoi avversari e il 25 Luglio al confino non c'erano più di trenta persone. Quando si scrive che noi siamo la guardia bianca della borghesia, si afferma la più spudorata delle menzogne. Io ho difeso, e lo affermo con piena coscienza, il progresso dei lavoratori. Tra le cause principali del tracollo del Fascismo io pongo la lotta sorda ed implacabile di taluni gruppi industriali e finanziari, che nel loro folle egoismo temevano ed odiano il fascismo come il peggior nemico dei loro inumani interessi. Devo dire, per ragioni di giustizia che, il capitale italiano, quello legittimo, che si regge con la capacità delle sue imprese, ha sempre compreso le esigenze sociali, anche quando doveva allungare il collo per far fronte ai nuovi patti di lavoro.

L'umile gente del lavoro mi ha sempre amato e mi ama ancora. Tutti i dittatori hanno fatto strage dei loro nemici. Io sono il solo passivo; tremila morti contro qualche centinaio. Credo di aver nobilitato la dittatura. Forse l'ho svirilizzata, ma le ho strappato gli strumenti di tortura.
Stalin è seduto sopra una montagna di ossa umane. E' male? Io non mi pento di aver fatto tutto il bene che ho potuto anche agli avversari, anche ai nemici, che complottavano contro la mia vita, sia con l'inviare loro dei sussidi che per la frequenza diventavano degli stipendi, sia strappandoli alla morte.
Ma se domani togliessero la vita ai miei uomini, quale responsabilità avrei assunto salvandoli?Stalin è in piedi e vince, io cado e perdo. La storia si occupa solamente dei vincitori e del volume delle loro conquiste ed il trionfo giustifica tutto. La rivoluzione francese è considerata per i suoi risultati, mentre i ghigliottinati sono confinati nella cronaca nera.

Vent'anni di Fascismo nessuno potrà cancellarli dalla storia d'Italia. Non ho nessuna illusione sul mio destino. Non mi processeranno, perché sanno che da accusato diverrei pubblico accusatore. Probabilmente mi uccideranno e poi diranno che mi sono suicidato, vinto dai rimorsi. Chi teme la morte non è mai vissuto, ed io sono vissuto anche troppo. La vita non è che un tratto di congiunzione tra due eternità: il passato ed il futuro.
Finché la mia stella brillò, io bastavo per tutti; ora che si spegne, tutti non basterebbero per me. Io andrò dove il destino mi vorrà, perché ho fatto quello che il destino mi dettò.

I fascisti che rimarranno fedeli ai principi, dovranno essere dei cittadini esemplari. Essi dovranno rispettare le leggi che il popolo vorrà darsi e cooperare lealmente con le autorità legittimamente costituite per aiutarle a rimarginare, nel più breve tempo possibile, le ferite della Patria.
Chi agisce diversamente dimostrerebbe di ritenere la Patria non più Patria quando si è chiamati a servirla dal basso. I fascisti, insomma, dovranno agire per sentimento, non per risentimento. Dal loro contegno dipenderà una più sollecita revisione storica del Fascismo, perché adesso è notte, ma poi verrà il giorno "
Benito Mussolini

mercoledì 6 dicembre 2017

L'Italia dimentica i bambini, il bene più prezioso

La campana suona silenziosamente per quest'altra vittima, per questa silenziosa vittima, per questo popolo senza voce. Ciechi che non vedono il sangue sulle strade. Sono tanti gli invisibili, ma saranno molto di più. Questa massa, molto tempo fa, ha cessato di essere un Popolo, di essere comunità, di essere solidale. Le grida di aiuto, il rantolo della morte, in questa società sorda nessuno sente il dolore della povera gente. Insensibili, si calpestano i cadaveri, il proprio sangue, la propria prole. Nessun grido quando un bambino viene picchiato, quando le donne vengono disonorate da strane mani maschili in abiti neri. Nessun orrore, nessun rimpianto per padri e figli, nemmeno per il povero debole vecchio, nemmeno per il bambino, strappato dalla culla, il cui cranio è stato spaccato così facilmente. Si cerca, invano, il muro della vergogna e del disonore per leggere tutti i loro nomi almeno in silenzio. Oh, quel silenzio, quel silenzio indifferente, che mi spezza il cuore.
i bambini sono il bene più prezioso
Urlo per mostrare al mondo di essere la voce di queste vittime che non hanno voce. Con gli occhi vuoti e spalancati non capiscono nulla. E' proibito anche piangere per la propria gente. Si muove qualcosa e solo autonomamente si fa qualcosa. Che popolo addormentato. Non si pongono domande, ci si potrebbe risvegliare prima della prematura scomparsa. Auto, consumismo, vacanze, ecco quello che conta. Tutte cose senz'anima in questo tempo privo di anima. Una vita vuota e senza senso. Pensieri vuoti come le azioni insignificanti di questa vita. Ore sprecate, giorni sprecati, e nessuno se ne accorge. Emerge il narcisismo e il nulla avanza. L'egoismo prevale, vince e domina in una società decadente in questo tempo fatto di vuoto. I colti, gli istruiti, gli accademici dove sono? I bambini sono rimasti bambini nonostante sia passato tanto tempo. Bambini che cercano di crescere ed educare altri bambini. Ma cosa possono insegnare? -Nulla, il nulla, il vuoto. Questo è quello che possono insegnare. Bambini, così pochi, un bene raro e prezioso, però disturbano, costano, rubano il tempo libero. No, questo non va bene! Giocano con giocattoli vivaci, ma si stancheranno presto perché lo smartphone chiama, l'ultima app. bisogna assolutamente provarla. Se questo Popolo è in lutto, lo è solo per estranei, per qualcosa che pensi sia importante ma che ti fa dimenticare addirittura tuo figlio. Che miseria di valori, che società inutile, che popolo... No, tu sei solo un NON-POPOLO, un pazzo addormentato, non senti più nulla e continui a non vedere. La tua storia, probabilmente la racconterà il vento... (salvatore brosal)

sabato 29 luglio 2017

Noi siamo l'Italia non voi. Accusa implacabile contro una generazione di insensibili !

La nostra esistenza non nasce dal nulla ma è il risultato di una lunga catena di generazioni che sgorga, cresce e si completa attraverso processi storici, politici e culturali. Noi nasciamo più di tremila anni fa per diventare i protagonisti della più vecchia ed immensa cultura del mondo. I nostri antenati hanno vissuto e combattuto contro le guerre, contro le pestilenze, contro la miseria e contro la fame. Ogni generazione ha avuto dinnanzi agli occhi un solo modello da seguire: lottare per dare un futuro più felice, più sicuro e più sereno ai figli e ai figli dei figli. Ecco perché anche nel bisogno i nostri antenati hanno continuato ad educare i bambini e sono morti per loro. Hanno superato anni lunghi e difficili fra miseria, freddo e carestie. Ci hanno trasmesso il grande messaggio: siamo morti affinché voi possiate continuare a vivere. Nessuna generazione e nessuno individuo si è mai sentito isolato dalla storia del mondo. C'è sempre stata una continuità fra passato, presente e futuro. E sempre c'è stato in noi l'obbligo di custodire come bene prezioso l'immensa eredità dei nostri antenati e di arricchire il futuro della progenie con altro impegno assiduo. Per questo furono costruite e preservate nel corso delle generazioni opere di grande significato come riferimento alla nostra grande storia. Si è sempre preservato, mantenuto, curato e rinnovato il patrimonio culturale come eredità per i posteri. Si è sempre fatto così. Noi siamo la Storia. Noi siamo la Cultura, noi siamo l'eredità. Così deve essere, così deve continuare. Certo il futuro è incerto, però noi vogliamo riconoscere e preservare la genialità e la creatività del nostro glorioso passato. Vogliamo emergere dalla tomba del passato millenario per ritrovare le tracce della nostra natura, della nostra stirpe per vedere più nitido il volto del futuro. Se i nostri grandi antenati tornassero in vita si riconoscerebbero in questa Italia di oggi? Siamo stati il grande passato. Siamo stati il fascino con la Sardegna dei nuraghi, siamo stati la Magna Grecia con Sibari, Agrigento, Crotone, Taranto. Siamo stati la Roma imperiale, siamo stati il Regno delle due Sicilie, con Napoli magnifica Capitale. Siamo stati la “serenissima Repubblica di Venezia” con Venezia splendore di bellezza. Siamo stati un popolo di letterati, pittori, scultori, navigatori, medici, matematici. Siamo stati la Storia, siamo stati il Mediterraneo.

Archimede, Pitagora, Giulio Cesare, Gioacchino da Fiore, Dante Alighieri, Bernardino Telesio, Luigi Lilio, Antonio Vivaldi, Gioachino Rossini, Giacomo Puccini, Rino Gaetano, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino. Cosa direbbero: Noi siamo l'Italia, abbiamo vissuto e siamo morti per voi.
Per voi abbiamo vissuto, per voi siamo morti?
Voi avete stracciato questo legame millenario
Voi avete buttato l'eredità dei vostri antenati in una discarica solo per pigrizia.
Essi sono morti affinché voi possiate vivere.
Voi vivete ...e non sentite nessun obbligo verso i vostri antenati, né tanto meno verso i vostri posteri.
Ai vostri posteri state lasciando solo un cumulo di rovine, un cumulo di letame privo di ogni valore culturale. Siete riusciti nello spazio di una sola generazione a distruggere più di 3 mila anni di storia. Tutto questo non vi disturba affatto. Concetti come Popolo, Cultura, eredità sono a voi totalmente estranei. Va bene, così vivete la vostra insignificante vita.
Lasciate marcire la vostra cultura, deridete pure i vostri antenati. Non c'è modo di convincervi, non importa... 

Voi non siete l'Italia. Noi siamo l'Italia. (salvatore brosal, hervé schirrhein, georges rocher)

mercoledì 15 giugno 2016

l'Italia è uno Stato e non una Nazione

L'Italia non ha un sentimento nazionale e neppure una identità come nazione. 
Molti ancora non se ne sono resi conto ma è così. Il processo forzato di italianizzazione che si sta portando avanti dal 1861 è una cosa che sta solo distruggendo un patrimonio di lingue, di costumi, di tradizioni forse unico in Europa. La più grande Cultura del mondo che viene lentamente distrutta da un branco di accaparratori, di ladri, di disonesti che predicano democrazia e libertà ma che sono solo capaci di schiavizzare.
Che cosa ho io, Duosiciliano della Calabria citeriore, in comune con un tirolese di Sterzing, con un valdostano di Courmayer, con un sardo di Decimomannu, con un piemontese di Fenestrelle???
Una Nazione: "un popolo, una lingua, una storia, una bandiera" – Ma l'Italia non è niente di tutto questo. Solo il glorioso “Regno delle due Sicilie”, unito da millenni e da sempre, era uno Stato ed una Nazione insieme, con Napoli magnifica capitale e con Palermo città d'arte.
Dobbiamo uscire dall'equivoco una volta per sempre e sostituire questo concetto antistorico con le bandiere, con le lingue, con le diverse identità dei popoli italiani all'interno di questo Stato che si chiama Italia ma che non è una Nazione. Vogliamo far capire questa cosa semplice anche a livello politico, nazionale ed europeo, se non vogliamo essere destinati al fallimento e all'estinzione?  (s. b.)

Magna Grecia

L'Italia prima dell'unità !

venerdì 21 febbraio 2014

Salvatore Brosal: gli Italiani sono fatti, ma l'Italia ancora non esiste

«L’Italia è fatta, restano a fare gli italiani». Ecco la frase più falsa della storia pronunciata da Massimo D'Azeglio nel 1861. Adesso possiamo affermare con certezza che l'Unità d'Italia è stata voluta e sostenuta dalla massoneria talmudica-sionista-rothschildiana proprio contro gli Italiani. Gli Italiani esistono da sempre, quello che gli Italiani dovrebbero adesso fare è costruire l'Italia, quell'Italia degli Italiani, che ancora non esiste. Massimo D'Azeglio pronunciando quella frase ha affermato una grande “non verità”. Questo è uno Stato, spacciato per "Italiano", ma in verità solo ed assolutamente rothschildiano, senza onore e senza dignità, ma soprattutto senza nessuna autonomia e sovranità, imposto con le armi e con i brogli elettorali, dai vincitori rothschildiani del "risorgimento" ebraico massonico del 1861.
Ecco il nostro nemico: I Rothschild. Da 300 anni questa famiglia semina morte e dal 1861 ci tiene schiavi. Ieri i Savoia con l'unità d'Italia, e la mente che ideò questo complotto fu quella di un Rothschild. Oggi con la B.C.E. (Banca Centrale Europea) e con l'unità monetaria, una macchinosa truffa meglio nota come signoraggio bancario, e a tramare contro il nostro popolo e a cospirare contro la nostra costituzione, c'è ancora un Rothschild. L'incantesimo è finito: questa famiglia va fermata, questa bestia va fermata, i suoi servi vanno fermati o loro fermeranno te!!!  Errare è umano, perseverare è diabolico!!!
Salvatore Brosal e Mariano Ferro, i fratelli del Sud, durante una conferenza stampa. Mariano Ferro, imprenditore siciliano è il leader del movimento dei Forconi

Con l'unità d'Italia del 1861 Mafia, Camorra e 'Ndrangheta, che prima non esistevano, vengono create e faranno parte del burocratico e caotico apparato statale del nuovo Stato unitario. Queste organizzazioni criminali, volute da Rothschild, che unì l'Italia per dividere gli Italiani, sono presenti in tutte le nostre istituzioni. Rothschild, questa mente criminale, ci impose come re un ladro, un assassino ed un usurpatore di nome Vittorio Emanuele II, che non parlava l'italiano. Come bandiera ci fu imposto il tricolore, che ben da 153 anni gronda sangue innocente. Se questa è l'Italia...

Dalla storica interpellanza parlamentare del 4 marzo 1991 di Angelo Manna: 
L'ufficio storico dello stato maggiore dell'esercito italiano è l'armadio nel quale la setta tricolore conserva e protegge i suoi risorgimentali scheletri infami; conserva e protegge le prove delle sue gloriosità sempre abiette; conserva e protegge le prove che nel 1860 l'esercito italiano calò a tradimento nel Regno di Napoli e si comportò, secondo il naturale dei suoi bersaglieri e carabinieri, da orda barbarica; conserva e protegge le prove che Vittorio Emanuele II di Savoia, ladro, usurpatore ed assassino - e perciò galantuomo - nonché il suo protobeccaio Benso Camillo, porco di Stato - e perciò statista sommo - ordinarono ai propri sadici macellai di mettere a ferro e a fuoco l'invaso reame libero, indipendente e sovrano e di annetterlo al Piemonte, grazie ad un plebiscito che fu una truffa schifosa, combinata da garibaldesi, soldataglia allobrogica e camorra napoletana. (...)
L'ufficio storico dell'esercito italiano custodisce e protegge le prove storiche che quella sacra epopea, che fu detta Risorgimento, altro non fu se non una schifosa pagina di rapine e di massacri scritta da un'orda barbarica che, oltre la vita ed i beni, rubò al Sud e portò nell'infrancesato Piemonte finanche il sacro nome d'Italia.

Gli Italiani esistono da sempre, quello che c'è da fare è adesso l'Italia. Una Italia che ancora non esiste perché, dopo più di un secolo e mezzo, è Rothschild, insieme ai suoi burattini, il vero padrone di questo paese. Non facciamo finta di vivere in un paese normale: l'Italia è un paese malato, che può guarire soltanto se si libera dalle catene massoniche rothschildiane e riacquista la sua sovranità monetaria, politica, territoriale e militare. Questa è l'unica cura... non ne esistono altre.   (Brigas - Lucia G.)

domenica 20 ottobre 2013

Il vero crimine di Priebke: il suo revisionismo? - Le vrai crime d'Erich Priebke : son révisionnisme ?

(di Robert Faurisson)
Nel 1944, a Roma, il capitano Priebke ha visto con i propri occhi, uccidere vigliaccamente trenta dei suoi compagni, fatti saltare in aria dall'esplosione di un carretto che era stato parcheggiato in Via Rasella da cecchini che appartenevano al partito comunista. 

Ha visto anche un centinaio dei suoi compagni feriti dalla stessa esplosione: una gran parte di loro persero la vista. Il Capitano rimase particolarmente sconvolto alla vista di un giovane ragazzo italiano di 11 anni, il cui corpo fu squarciato in due dall'esplosione. Quindi ditemi, quale uomo o qual donna potrebbe mantenere il suo sangue freddo in tali circostanze? Aggiungi anche che egli è fra coloro che hanno ricevuto ordini da Berlino, trasmessi dai suoi superiori, di eseguire il giorno dopo, per rappresaglia: Ammazzare dieci Italiani per ogni tedesco ucciso. Un nuovo orrore dopo l'orrore prima.

Le associazioni di ebrei, comunisti e altri che hanno preso, giorno 16 ottobre 2013, l'iniziativa di organizzare la manifestazione violenta ed infame contro i tentativi di trasportare la bara di Priebke in chiesa, non so se lo abbiano fatto pensando al crimine che esse gli rimproverano, oppure se lo abbiano fatto per condannare il suo revisionismo. (Vedere la sua ultima intervista del luglio 2013, a 100 anni suonati)

Caos e scontri ai funerali di Erich Priebke, organizzati dalle associazioni di ebrei e di comunisti  

Dal momento in cui, sul piano strettamente storico e scientifico, i revisionisti stanno avendo successo su successo, si comprende bene il panico che regna fra coloro che hanno propagandato per 70 anni “Olocausto” e “Shoah”, e che vogliano ora costringere il governo italiano ad adottare una legge contro il revisionismo.

Riflettiamo, e pensiamo... 
ci vogliono imporre, per legge, la loro verità....

Robert Faurisson, Il 17 dicembre 1980, alla stazione radio Europe 1, ha sintetizzato il suo revisionismo in una frase di quasi sessanta parole:

“Le pretese camere a gas hitleriane e il preteso genocidio degli ebrei formano una sola e medesima menzogna storica, che ha permesso una truffa politica e finanziaria gigantesca, i cui principali beneficiari sono lo Stato d'Israele e il sionismo internazionale, e le cui principali vittime sono il popolo tedesco - ma non i suoi dirigenti - e tutto il popolo palestinese.”

Thursday, October 17, 2013

Le vrai crime d'Erich Priebke : son révisionnisme ?


Robert Faurisson


En 1944, à Rome, le capitaine Erich Priebke a vu, de ses yeux vu, une trentaine de ses camarades lâchement assassinés, déchiquetés par un engin qu'avaient déposé via Rasella des francs-tireurs sous commandement communiste. Il a aussi vu une centaine de ses camarades blessés par ce même engin : une grande partie en étaient devenus aveugles. Il a été spécialement bouleversé à la vue du jeune Italien âgé de 11 ans dont le corps a été coupé en deux. Alors, minute, quel est l'homme, quelle est la femme qui, en pareilles circonstances, aurait pu conserver son sang-froid ? Ajoutons à cela qu'il a fait partie de ceux qui ont reçu l'ordre, venu de Berlin et transmis par ses supérieurs, d'exécuter le lendemain, en représailles, environ dix hommes pour un assassiné. Une nouvelle horreur après une première horreur. 

Les associations juives, communistes et autres qui hier ont pris l'initiative d'organiser d'infâmes violences contre les tentatives d'un transport du cercueil de Priebke vers une église songeaient certainement au « crime » qu'elles lui reprochaient mais l'on peut se demander si à leurs yeux le vrai crime du bouc émissaire n'était pas son révisionnisme (voy. son entretien écrit de juillet 2013). A l'heure où, sur le plan strictement historique et scientifique, les révisionnistes remportent victoire sur victoire on comprend la panique qui gagne de plus en plus les adeptes de la religion de « l'Holocauste » ou de « la Shoah ». Et puis, n'est-ce pas ?, il faut créer les conditions nécessaires pour que l'Italie, à son tour, adopte une loi d'exception contre le révisionnisme.

17 octobre 2013

martedì 12 marzo 2013

Nell’Italia degli infami privilegi: la fiducia che c’è e quella che non c'è

Il problema dell’Italia, in queste ultime ore, sembra essere quello di una fiducia che non c’è.
Sembrano i neo-parlamentari del MoVimento 5 Stelle la sorgente di ogni delirio, secondo la solita stampa colpevolista come da copione, secondo ritualità identiche al passato, nei toni e nelle intenzioni..
La Storia si ripete, adesso in Italia è ora di cambiare: bisogna azzerare questo sistema marcio. Il popolo è in rivolta.

Ma ragioniamo un po’, noi che siamo “popolo”, ovvero quelli che con la rinuncia ai propri diritti, abbiamo mantenuto le caste per decenni. Bene, dico, ragioniamo da popolo…
Il governo Monti, che tutti ricordiamo, si è mantenuto sulla “ Fiducia” . E con la straordinarietà sono state prese decisioni che avrebbero impiegato anni, seguendo il normale iter parlamentare (e forse prese mai più). Con Monti, vista l’emergenza, con un po’ di decreti, si è fatto tutto quello che “ doveva essere fatto”. Il dizionario Treccani, dice che la fiducia è ”sentimento di sicurezza, di tranquillità che nasce da una ferma speranza “ .. E allora vediamo … Mi sembra di aver visto che in nome della cosiddetta fiducia, ad un certo punto, quest’estate, c’erano i morenti malati di SLA sotto al parlamento delle fiducie, ad invocare la pietà negata. E sempre in nome della fiducia,hanno iniziato a suicidarsi migliaia di persone, e hanno iniziato a fare i disoccupati onesti padri e madri di famiglia a cui non è stata concessa nessuna deroga, nessuno sconto, nessuna fiducia. E proprio mentre tutto questo accadeva, gli stessi uomini delle tante fiducie, erano al mare in vacanza, sugli yacht, beati e spensierati, qualche altro fra loro, comprava ville da dieci milioni di euro. Tanto, c’era lo scudo della “fiducia” intorno a loro... E ragioniamo sul passato un po’ più remoto: qualcuno urlava, anzi inveiva, contro qualche altro ma intanto non si presentava a difendere il popolo nelle stanze opportune e con delega. (demagogia o inganno?) Ora abbiamo scoperto che non si presentava, perché aveva interesse egli stesso a non far passare delle giuste norme, e, badate bene che mentre tutto questo accadeva, attraverso i sindacati, facevano dire a tutti i lavoratori d’Italia che “ non c’erano soldi”. Salvo poi scoprire che erano usciti” 530 Milioni di euro di rimborsi ai partiti, contro lo stesso volere giuridico di un popolo. Usciva cioè un mare di denaro che per gli altri non c’era mai stato …e non si sa da dove, affinché, quelli dalle tante fiducie trovassero altre occasioni di umiliare il lavoro degli Italiani, i figli degli Italiani, le vite degli Italiani.
Dentro talune istituzioni dello Stato stesso come la Scuola, è in corso ormai da anni un vero genocidio: diciamo ai nostri ragazzi che devono essere fiduciosi ed impegnarsi al massimo e nel frattempo mettiamo sotto costante accusa una scuola e il suo personale fino al punto di ritenerli indegni agli occhi del mondo al punto tale che gli alunni si recano a scuola con macchine migliori di quelle dei loro professori, esseri degni di miserevole considerazione e poi, ma poi, appena si riesce a staccare la spina, i nostri stessi studenti, iniziano una vera vita lontano da qui utilizzando proprio quelle vilipese competenze, che la scuola, secondo i membri dello stesso stato, “non aveva dato loro”.
Protesta degli Studenti
Oggi qualcuno lotta con ardore per difendere ideologicamente un uomo che teme di essere bloccato usando la mano della giustizia. Qualcuno fa perfino un solenne sciopero, mai esistito prima, uno sciopero che preoccupa i colli che invocano “ il senso di responsabilità”. Ma ora inizio a chiedermi, dov’erano le stesse persone, quando avrebbero dovuto protestare per la tutela degli interessi non di uno ma di tutti gli Italiani: mi chiedo, ora, perché nessuno precetta loro, adesso, in questa inusuale forma di protesta, perché, badate bene, quando a scuola qualcuno voleva scioperare, veniva precettato e quella giornata gli costava 100euro (soldi che nessun prof. guadagna in un giorno di lavoro)… Già, sempre tante Italie, mille Italie… come il decreto mille proroghe……
La storia recente del nostro paese, insomma, è solo il rapporto drammatico di una serie di gravi tradimenti, perpetrati senza pietà contro un intero popolo, proprio da chi aveva delega di tutela e rappresentanza. Per il nostro Stato, è più possibile pensare che debbano essere altre nazioni a provvedere ai bisogni del popolo italiano che prendersi lui l’onere della vita dei propri figli. Una volta erano valigie di cartone, oggi sono cervelli ma in verità, tutto è stato possibile, tranne che la creazione di un vero stato di diritto. E così, quest’estate, mentre i destinatari di tutte le fiducie erano sdraiati sotto gli ombrelloni, milioni di italiani, compresa la scrivente, li guardava sbalordita dietro il proprio pc chiedendosi come ciò fosse possibile, in uno stato dichiarato “povero da anni” e tutti, per ore, ci siamo chiesti con gravissima amarezza, dove abbiamo sbagliato noi, popolo laureato, abilitato, super professionalizzato, per aver contribuito a rendere alla nazione questo scempio, ai danni della nazione . Quale fatale errore avremo mai commesso… Poi ho capito...
...e adesso nessuna fiducia più da parte nostra
L’errore è stato proprio quella fiducia mal riposta, quella fiducia subdola che si è resa colpevole dei più gravi reati contro i diritti dell’umanità. Quella fiducia per mezzo della quale, abbiamo dovuto accettare di vedere i nostri anziani in mezzo alle immondizie dei mercati, in cerca di cibo, schivi e a testa bassa. Offesi dal destino, dagli uomini e da un Dio distratto che non ce la faceva più neanche a governare la sua stessa Chiesa.
Non ci sono state deroghe per noi popolo, nessuna pietà niente fiducia. Sono saltati tutti i limiti, ogni controllo, ogni vigilanza. Bene, proprio questa è oggi, la risposta del popolo italiano a quelli senza più regole. Nessuna deroga, nessuna fiducia. O si fa l’Italia dei diritti o che crolli! Tanto, noi, ripeto, noi “popolo”, non abbiamo più niente da perdere.   (M. G. Tagliaferri)