mercoledì 18 luglio 2018

Vincolo di mandato ? -No, grazie ! (la costituzione truffa del 1948)


Ormai da molto più di mezzo secolo, che, oltre alle leggi truffa sui criteri di formazione delle liste dei candidati e sui tempi e le modalità di presentazione e convalida delle liste e candidature e sulle liste elettorali, tutti coloro che hanno capacità di intendere e di volere e sono onesti ammetteranno che hanno potuto constatare personalmente, che già immediatamente appena eletti, proprio perché protetti e lasciati impuniti e non perseguibili per legge, in forza degli articoli 67 e 68 della Costituzione massonica del 1948, possono tradire il proprio elettorato senza nessun problema.
Ovvero: la costituzione più immorale, più demagogica, più antipopolare, massonica, ebraica, rothschildiana e tracotantemente truffaldina del mondo!...
Art. 67 della costituzione truffa del 1948
Ecco dunque il cavillo "costituzionale" con cui in genere la stragrande maggioranza dei suddetti ben selezionati politicanti, appena eletti, hanno spesso e sistematicamente tradito ogni promessa elettorale fatta ai propri elettori; ed hanno fatto a proprio arbitrio quello che gli è più convenuto; o meglio hanno fatto quello che è convenuto ai loro ricchissimi e potentissimi signori, padrini e padroni che li avevano messi in lista appunto in modo opportuno affinché fossero sicuramente eletti! 
Comunque sia, per 5 anni, o comunque fino alle elezioni successive, salvo eccezioni rarissime, nessuno dei suddetti politicanti eletti può essere revocato dalla carica di deputato o senatore ad opera dei suoi elettori che ne siano scontenti!
Una vera fregatura per il Popolo Italiano!
Tanto più che detti politicanti, certamente autonomi ed indipendenti dal Popolo, con le buone o con le cattive sono invece resi immediatamente obbligatissimi ed ubbidientissimi ai loro veri mandanti; i quali riducono detti deputati e senatori a semplici burattini, e gli fanno votare o abrogare leggi su leggi, a seconda dei loro esclusivi interessi, ovviamente antipopolari; e fregandosene altamente delle promesse fatte, dai loro partiti, da loro stessi o da chi per loro, ai loro elettori ed ovvero al “popolo”!...
Popolo, quindi, che, in teoria, pur proclamato "sovrano" a destra e a manca, in pratica , in questo modo, è stato fin qui, sempre e sistematicamente trattato niente più, niente meno che da "popolo bue" fin dal 1943, anzi fin dal 1861.

Ma, non basta ancora!... I tanti rimedi proposti dai burattini di turno sono ancora peggio del malaffare dei politicanti che vengono denunciati!
- sappiamo più che bene che chi può correggere in maniera conveniente per il popolo, tutto il lerciume della inevitabile corruzione dei suaccennati deputati e senatori, non è certamente e proprio per niente l'attuale magistratura massonica, ebraica e rothschildiana che, anche quando pronuncia pomposamente le sue sentenze : "in nome del Popolo Italiano", in realtà, non è stata mai eletta dal “Popolo Italiano”!...Ma è stata eletta solamente dallo sfuggente, nascosto ed oscuro “popolo massonico, ebraico, rothschildiano” che è proprio tutt'altra cosa, completamente opposta ed ostile rispetto al Popolo Italiano!
Infatti le carriere, dei suddetti magistrati della soprannominata magistratura, dipendono solamente ed unicamente dal volere della corporazione dei magistrati stessi; la quale corporazione forma commissioni concorsuali a proprio totale arbitrio, secondo gli interessi non certo del popolo italiano, ma della sua corporazione professionale che comunque è prevalentemente, complessivamente e sostanzialmente inserita ed inquadrata nella “Massoneria Universale”; essa deve quindi totale ed assoluta obbedienza ai vertici della suddetta massoneria che è anche ebraica e rothschildiana!.
Detta “Massoneria Universale” è organizzata in maniera ferrea, e non si accede ai vari livelli gerarchici per volere elettivo del “popolo” che sta fuori da detti livelli, ma si accede a ciascun livello solo per volere cooptativo del “popolo” che sta dentro ciascun livello, o per volere espresso da un altro livello gerarchico superiore al livello a cui si viene cooptati o assunti.
Il “popolo” che sta dentro tali livelli ed organismi massonici, rappresenta dunque una sovranità completamente diversa e anche opposta a quella del popolo che sta fuori da essi, perché il suddetto “Popolo della Massoneria Universale” non solo non coincide con l’intero “Popolo Italiano”, ma soprattutto non risponde affatto al “Popolo Italiano”, rispetto al quale si nasconde addirittura; ma risponde invece all’altro popolo organizzato all'interno della Cabala Ebraica Mondiale, la quale a sua volta obbedisce soltanto a Rothschild, la quale “Famiglia” ha come attuale Capo Ereditario a Vita e supremo Signore, Padrino e Padrone, il Caporabbino mondiale e capostrozzino Mondiale: Jacob Rothschild.

Tutte le manovre politiche che vengono fatte servono solo a salvaguardare i suoi luridi interessi.
D'altra parte, è ormai da secoli e secoli che Casa Rothschild e, prima di essa, per millenni la Cabala mondiale con cui è organizzato il suo popolo, ha dimostrato di avere interessi che, per secoli e millenni, hanno ampiamente comprovato con fatti incontrovertibili di essere sistematicamente e perfettamente opposti ed antagonisti agli interessi del Sovrano Popolo Italiano e di tutto il resto dell'Umanità!
Rothschild e la sua millenaria Cabala mondiale, sono sempre stati in realtà il principale nemico, non solo del popolo italiano ma anche, di tutto il resto del genere umano! Rothschild e la sua Cabala, in questo momento storico, hanno paura del Popolo Italiano e della immensa Cattolicità Mondiale di cui esso è il centro storico e tradizionale da millenni. Proprio perciò c'è un attacco spietato contro il Popolo italiano, che è fatto di una propaganda martellante e capillare, abbellita da retorici artifici, spudorate menzogne, ambiguità sottili, doppiezze infinite per imbrogliare gli Italiani e tutti i cattolici che vivono in Italia e nel mondo intero. Per ridurre queste milioni di persone a "Ottuso e Spregevole Popolo Bue"!
In conclusione è sempre più comprensibile ed ammissibile per tutti coloro che informati e capaci di intendere e di volere, sono anche onesti, coraggiosi e leali al Popolo Italiano, ed alla Cattolicità Mondiale, che Rothschild, la sua Cabala Ebraica Mondiale, e tutti i loro servi massonici e non massonici, odiano profondamente il Popolo Italiano e la Cattolicità Mondiale. Ci vogliono corrompere e imbrogliare a tutti i costi per non avere altri ostacoli per la conquista, non solo ideologica, politica, economica, etc., ma anche militare e totale del mondo intero! (Dumal, Salvatore Brosal)

lunedì 28 maggio 2018

il lungo Armistizio

Il proclama di Badoglio dell'8 settembre 1943 è l'annuncio dell'entrata in vigore dell'armistizio di Cassibile firmato dal governo di Pietro Badoglio, miserabile traditore, con gli alleati della seconda guerra mondiale. Il proclama fu letto dal maresciallo alle 19.42 al microfono dell'EIAR e annunciò alla popolazione italiana l'entrata in vigore dell'armistizio di Cassibile, firmato con gli anglo-americani il giorno 3 dello stesso mese. Con la firma di questo armistizio muore l'Italia come Nazione sovrana. Tutto il patrimonio italiano diventa proprietà degli anglo-americani.  

Queste condizioni armistiziali avranno vigore fino alla firma del trattato di pace (10-2-1947), atto di natura unilaterale imposto all'Italia (“diktat”), e accettato dal suo governo postbellico. In esso l'Italia sarà costretta a riconoscere il principio di aver “intrapreso una guerra di aggressione” (premessa, cpv. 2°): e pertanto le sue clausole avranno carattere punitivo. Mutilazioni dei territorio nazionale, rinunzia alle colonie, riparazioni, limitazioni della sovranità dello Stato, divieti per gli armamenti anche solo difensivi, restrizioni di ogni genere: queste condizioni - tutte gravissime - discendono, direttamente, dai criteri che avevano ispirato l'armistizio nel protocollo definitivo, per la cui firma s'era scelto il quadrato di una nave inglese e l'ancoraggio di Malta.
3 settembre 1943. La firma dell'armistizio di Cassibile. Il secondo da destra, in borghese, il rappresentante del governo italiano gen.Castellano.
LA FIRMA

Il 29 settembre 1943 nelle acque di Malta, sul quadrato della nave britannica “ Nelson ”, si riunirono:
per gli “alleati”, il gen. Eisenhower, l'ammiraglio Cunningham, il gen. MacFarlane, il gen. Gorth, coi loro ufficiali;
per l'Italia; il Maresciallo Badoglio, il gen. Ambrosio, il gen. Roatta, il gen. Sandalli, l'ammiraglio De Courten, coi loro ufficiali.
Nella riunione fu discussa la dichiarazione di guerra del R. Governo italiano alla Germania, richiesta dagli anglo-americani attraverso il gen. Eisenhower. Il Capo del R. Governo italiano Badoglio concordò circa l'opportunità della dichiarazione di guerra al Reich, solo riservando al Sovrano la definitiva decisione.
In quella stessa riunione fu firmato l'atto definitivo dell'armistizio italiano. L'atto era intitolato “Condizioni aggiuntive di armistizio con l'Italia ”, e integrava il primo schema di armistizio, o “ corto armistizio ”, firmato il 3 settembre 1943.
Questo è il testo integrale del nuovo protocollo, noto col nome di “lungo armistizio”, o “resa incondizionata dell'Italia ”.

“Poiché in seguito ad un armistizio in data 3 settembre 1943, fra i Governi degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, agenti nell'interesse di tutte le Nazioni Unite, da una parte, e il Governo italiano dall'altra, le ostilità sono state sospese fra l'Italia e le Nazioni Unite in base ad alcune condizioni di carattere militare;
e poiché, oltre queste condizioni, era stabilito in detto armistizio che il Governo italiano si impegnava ad eseguire altre condizioni di carattere politico, economico e finanziario da trasmettere in seguito; e poiché è opportuno che le condizioni di carattere militare e le suddette condizioni di carattere politico, economico e finanziario siano, senza menomare la validità delle condizioni del suddetto armistizio dei 3 settembre 1943, comprese in un atto successivo;
le seguenti, insieme con le condizioni dell'armistizio del 3 settembre 1943, sono le condizioni in base a cui i Governi degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e dell'Unione Sovietica, agendo per conto delle Nazioni Unite, sono disposti a sospendere le ostilità contro L'Italia sempre che le loro operazioni militari contro la Germania ed i suoi alleati non siano ostacolate e che l'Italia non aiuti queste Potenze in qualsiasi modo e non esaudisca le richieste di questi Governi.
Queste condizioni sono state presentate dal generale Dwight D. Eisenhower, Comandante Supremo delle Forze Alleate, debitamente autorizzato a tale effetto;
E sono state accettate senza condizioni dal Maresciallo Pietro Badoglio, Capo del Governo italiano, rappresentante il Comando Supremo delle Forze italiane di terra, mare ed aria, e debitamente autorizzato a tale effetto dal Governo italiano.
1)
(A) Le Forze italiane di terra, mare, aria, ovunque si trovino, a questo scopo si arrendono.
(B) La partecipazione dell'Italia alla guerra in qualsiasi zona deve cessare immediatamente. Non vi sarà opposizione agli sbarchi, movimenti ed altre operazioni delle Forze di terra, mare e aria delle Nazioni Unite. In conformità il Comando Supremo italiano ordinerà la cessazione immediata delle ostilità di qualunque genere contro le Forze delle Nazioni Unite ed impartirà ordini alle autorità navali, militari e aeronautiche italiane in tutte le zone di guerra di emanare immediatamente le istruzioni opportune ai loro comandi subordinati.
(C) Inoltre il Comando Supremo italiano impartirà alle Forze navali, militari ed aeronautiche, nonché alle autorità ed ai funzionari, ordini di desistere immediatamente dalla distruzione e dal danneggiamento di qualsiasi proprietà immobiliare o mobiliare, sia pubblica che privata.
2) Il Comando Supremo italiano fornirà tutte le informazioni relative alla dislocazione ed alla situazione di tutte le Forze Armate italiane di terra, di mare ed aria, ovunque si trovino, e di tutte le Forze degli alleati dell'Italia che si trovano in Italia od in territori occupati dall'Italia.
3) Il Comando Supremo italiano prenderà tutte le precauzioni necessarie per salvaguardare gli aerodromi, le installazioni portuali e qualsiasi altro impianto contro cattura od attacco da parte di qualsiasi alleato dell'Italia. Il Comando Supremo italiano prenderà tutte le disposizioni necessarie per salvaguardare l'ordine pubblico e per usare le Forze Armate disponibili per assicurare la pronta e precisa esecuzione del presente atto e di tutti i suoi provvedimenti. Fatta eccezione per quell'impiego di truppe italiane agli scopi suddetti che potrà essere sanzionato dal Comandante Supremo delle Forze Alleate, tutte le altre Forze italiane di terra, mare e aria rientreranno e rimarranno in caserma, negli accampamenti o sulle navi in attesa di istruzioni dalle Nazioni Unite per quanto riguarda il loro futuro stato e definitiva destinazione. In via eccezionale, il personale navale si trasferirà in quelle caserme navali che le Nazioni Unite indicheranno.
4) Le Forze italiane di terra mare ed aria, entro il termine che verrà stabilito dalle Nazioni Unite, si ritireranno da tutti i territori fuori dell'Italia che saranno notificati al Governo italiano dalle Nazioni Unite e si trasferiranno in quelle zone che verranno indicate dalle Nazioni Unite. Questi movimenti delle Forze di terra, mare e aria verranno eseguiti secondo le istruzioni che verranno impartite dalle Nazioni Unite e in conformità degli ordini che verranno da esse emanati. Nello stesso modo, tutti i funzionari italiani lasceranno le zone notificate, eccetto coloro ai quali verrà dato il permesso di rimanere da parte delle Nazioni Unite. Coloro ai quali verrà concesso il permesso di rimanere si conformeranno alle istruzioni del Comandante Supremo delle Forze Alleate.
5) Nessuna requisizione, appropriazione, od altre misure coercitive potranno essere effettuate dalle Forze di terra, mare ed aria e da funzionari italiani nei confronti di persone o proprietà nelle zone specificate nel capoverso n. 4.
6) La smobilitazione delle Forze italiane di terra, mare ed aria in eccesso del numero che verrà notificato, dovrà seguire le norme stabilite dal Comandante Supremo delle Forze Alleate.
7) Le navi da guerra italiane di tutte le categorie, ausiliarie e da trasporto saranno riunite, secondo gli ordini, nei porti che verranno indicati dal Comandante Supremo delle Forze Alleate, ed ogni decisione in merito a dette navi verrà presa dal Comandante Supremo delle Forze Alleate.
ANNOTAZIONE: Se alla data dell'armistizio, l'intera flotta da guerra italiana sarà stata riunita nei porti alleati, questo articolo avrà il seguente tenore:
“ le navi da guerra italiane di tutte le categorie, ausiliarie e da trasporto rimarranno fino a ulteriori ordini nei porti dove sono attualmente radunate ed ogni decisione in merito ad esse verrà presa dal Comandante Supremo delle Forze Alleate ”.
8) Gli aeroplani italiani di qualsiasi genere non decolleranno dalla terra dall'acqua o dalle navi senza previ ordini del Comandante Supremo delle Forze Alleate.
9) Senza pregiudizio a quanto disposto dagli articoli 14,15 e 28 (A) e (D) che seguono, a tutte le navi Mercantili, da pesca ed altre navi battenti qualsiasi bandiera, a tutti gli aeroplani e ai mezzi di trasporto interno di qualunque nazionalità in territorio italiano o in territorio occupato dall'Italia od in acque italiane dovrà, in attesa di verifica della loro identità o posizione, essere impedito di partire.
10) Il Comando Supremo italiano fornirà tutte le informazioni relative al mezzi navali, militari ed aerei, ad impianti e difese, ai trasporti e mezzi di comunicazione costruiti dall'Italia o dai suoi alleati nel territorio italiano o nelle vicinanze di esso, ai campi di mine od altre ostruzioni ai movimenti per via di terra, mare ed aria, e qualsiasi altra informazione che le Nazioni Unite potranno richiedere in relazione all'uso delle basi italiane o alle operazioni, alla sicurezza o al benessere delle Forze di terra, mare ed aria delle Nazioni Unite. Le Forze e il materiale italiano verranno messi a disposizione delle Nazioni Unite, quando richiesto, per togliere le summenzionate ostruzioni.
11) Il Governo italiano fornirà subito gli elenchi indicanti i quantitativi di tutto il materiale da guerra con l’indicazione della località ove esso si trova. A meno che il Comandante Superiore delle Forze Alleate non decida di farne uso, il materiale da guerra verrà posto in magazzino sotto il controllo che egli potrà stabilire. La destinazione definitiva del materiale da guerra verrà decisa dalle Nazioni Unite.
12) Non dovrà aver luogo alcuna distruzione né danneggiamento, né, fatta eccezione per quanto verrà autorizzato e disposto dalle Nazioni Unite, alcuno spostamento di materiale da guerra, radio, radio localizzazione, o stazione meteorologica, impianti ferroviari, stradali e portuali od altre installazioni, od in via generale di servizi pubblici e privati e di proprietà di qualsiasi sorta ovunque si trovino, e la manutenzione necessaria e le riparazioni saranno a carico delle autorità italiane ("will be the responsability of the italian authorities").
13) La fabbricazione, produzione e costruzione del materiale da guerra, la sua importazione, esportazione e transito, è proibita, fatta eccezione a quanto verrà disposto dalle Nazioni Unite.
Il Governo italiano si conformerà a quelle istruzioni che verranno impartite dalle Nazioni Unite per la fabbricazione, produzione e costruzione, e l'importazione, esportazione e transito di materiale da guerra.
14)
(A) Tutte le navi italiane mercantili, da pesca ed altre imbarcazioni, ovunque si trovino, nonché quelle costruite o completate durante il periodo di validità del presente atto, saranno dalle competenti autorità italiane messe a disposizione, in buono stato di riparazione e di navigazione, in quei luoghi e per quegli scopi e periodi di tempo che le Nazioni Unite potranno prescrivere. Il trasferimento alla bandiera nemica o neutrale è proibito. Gli equipaggi rimarranno a bordo in attesa di ulteriori istruzioni riguardo al loro ulteriore impiego o licenziamento. Qualunque opzione esistente per il riacquisto o la restituzione o la ripresa in possesso di navi italiane o precedentemente italiane, che erano state vendute od in altro modo trasferite o noleggiate durante la guerra, verrà immediatamente esercitata e le condizioni sopra indicate verranno applicate a tutte le suddette navi e ai loro equipaggi.
(B) Tutti i trasporti interni italiani e tutti gli impianti portuali saranno tenuti a disposizione delle Nazioni Unite per gli usi che esse stabiliranno.

15)Le navi mercantili, da pesca ed altre imbarcazioni delle Nazioni Unite, ovunque esse si trovino, in mano degli italiani (incluse, a tale scopo, quelle di qualsiasi paese che abbia rotto relazioni diplomatiche con l'Italia) a prescindere dal fatto se il titolo di proprietà sia già stato trasferito o meno in seguito a procedura del Tribunale delle prede, verranno consegnate alle Nazioni Unite e verranno radunate nei porti che saranno indicati dalle Nazioni Unite le quali disporranno di esse come crederanno opportuno. Il Governo italiano prenderà le disposizioni necessarie per il trasferimento del titolo di proprietà. Tutte le navi mercantili, da pesca od altre imbarcazioni neutrali gestite o controllate dagli italiani saranno radunate in modo simile in attesa di accordi (arrangements) per la loro sorte definitiva. Qualunque necessaria riparazione alle sopraindicate navi se richiesta sarà eseguita dal Governo italiano a proprie spese. Il Governo italiano prenderà tutte le misure necessarie per assicurarsi che le navi ed i loro carichi non saranno danneggiati.
16) Nessun impianto di radio o di comunicazione a lunga distanza od altri mezzi di intercomunicazione a terra o galleggianti, sotto controllo italiano, sia che appartenga all'Italia od altra Nazione non facente parte delle Nazioni Unite, potrà trasmettere finché disposizioni per il controllo di questi impianti non saranno state impartite dal Comandante Supremo delle Forze Alleate. Le autorità italiane si conformeranno alle disposizioni per il controllo e la censura della stampa e delle altre pubblicazioni, delle rappresentazioni teatrali e cinematografiche, della radiodiffusione e di qualsiasi altro mezzo di intercomunicazione che potrà prescrivere il Comandante Supremo delle Forze Alleate.
Il Comandante Supremo delle Forze Alleate potrà a sua discrezione rilevare stazioni radio, cavi od altri mezzi di comunicazione.
17) Le navi da guerra, ausiliarie, di trasporto e mercantili e altre navi ed aeroplani al servizio delle Nazioni Unite avranno il diritto di usare liberamente le acque territoriali italiane e di sorvolare il territorio italiano.
18) Le Forze delle Nazioni Unite dovranno occupare certe zone del territorio italiano. I territori o le zone in questione verranno notificati di volta in volta dalle Nazioni Unite, e tutte le Forze italiane di terra, mare ed aria, si ritireranno da questi territori o zone in conformità agli ordini emessi dal Comandante Supremo delle Forze Alleate. Le disposizioni di questo articolo non pregiudicano quelle dell'art. 4 sopraddetto. Il Comando Supremo italiano garantirà agli Alleati l'uso e l'accesso immediato agli aerodromi e ai porti navali in Italia sotto il suo controllo.
19) Nei territori o zone cui si riferisce l'art. 18, tutte le installazioni navali, militari ed aeree, tutte le centrali elettriche, le raffinerie, i servizi pubblici, i porti, le installazioni per i trasporti e le comunicazioni, i mezzi ed il materiale e quegli impianti e mezzi e altri depositi che potranno essere richiesti dalle Nazioni Unite saranno messi a disposizione in buone condizioni dalle competenti autorità italiane con il personale necessario per il loro funzionamento. Il Governo italiano metterà a disposizione quelle altre risorse o servizi locali che le Nazioni Unite riterranno richiedere.
20) Senza pregiudizio alle disposizioni del presente atto, le Nazioni Unite eserciteranno tutti i diritti di una Potenza occupante nei territori e nelle zone di cui all'art. 18, per la cui amministrazione verrà provveduto mediante la pubblicazione di proclami, ordini e regolamenti. Il personale dei servizi amministrativi, giudiziari e pubblici italiani eseguirà le proprie funzioni sotto il controllo del Comandante in capo alleato a meno che non venga stabilito altrimenti.
21) In aggiunta ai diritti relativi ai territori italiani occupati descritti negli articoli dal numero 18 al 20:
(A) i componenti delle Forze terrestri, navali ed aeree ed i funzionari delle Nazioni Unite avranno il diritto di passaggio nel territorio italiano non occupato o al di sopra di esso e verrà loro fornita ogni facilitazione e assistenza necessaria per eseguire le loro funzioni.
(B) le autorità italiane metteranno a disposizione, nel territorio italiano non occupato, tutte le facilitazioni per i trasporti (transport facilities) richieste dalle Nazioni Unite compreso il libero transito per il loro materiale ed i loro rifornimenti di guerra, ed eseguiranno le istruzioni emanate dal Comandante in capo alleato relative all'uso ed al controllo degli aeroporti, porti, navigazione, sistemi e mezzi di trasporto terrestre, sistemi di comunicazione, centrali elettriche e servizi pubblici, raffinerie, materiali ed altri rifornimenti di carburante e di elettricità ed i mezzi per produrli, secondo quanto le Nazioni Unite potranno specificare, insieme alle relative facilitazioni per le riparazioni e costruzioni.
22) Il Governo e il popolo italiano si asterranno da ogni azione a danno degli interessi delle Nazioni Unite ed eseguiranno prontamente ed efficacemente tutti gli ordini delle Nazioni Unite.
23) Il Governo italiano metterà a disposizione la valuta italiana che le Nazioni Unite domanderanno.
Il Governo italiano ritirerà e riscatterà in valuta italiana entro i periodi di tempo e alle condizioni che le Nazioni Unite potranno indicare tutte le disponibilità in territorio italiano delle valute emesse dalle Nazioni Unite durante le operazioni militari o l'occupazione e consegnerà alle Nazioni Unite senza alcuna spesa la valuta ritirata. Il Governo italiano prenderà quelle misure che potranno essere richieste dalle Nazioni Unite per il controllo delle banche e degli affari in territorio italiano, per il controllo dei cambi con l'estero, delle relazioni commerciali e finanziarie con l'estero e per il regolamento del commercio e della produzione ed eseguirà qualsiasi istruzione emessa dalle Nazioni Unite relativa a dette o a simili materie.
24) Non vi dovranno essere relazioni finanziarie, commerciali e di altro carattere o trattative con o a favore di paesi in guerra con una delle Nazioni Unite o coi territori occupati da detti paesi o da qualsiasi altro paese straniero, salvo con autorizzazione del Comandante in capo alleato o di funzionari designati.

25)
(A) Le relazioni con i paesi in guerra con una qualsiasi delle Nazioni Unite, od occupati da uno di detti paesi, saranno interrotte. I funzionari diplomatici, consolari ed altri funzionari italiani e i componenti delle Forze terrestri, navali ed aeree italiane accreditati in missione presso qualsiasi di detti paesi o in qualsiasi altro territorio specificato dalle Nazioni Unite saranno richiamati. I funzionari diplomatici, consolari di detti paesi saranno trattati secondo quanto potrà essere disposto dalle Nazioni Unite.
(B) Le Nazioni Unite si riservano il diritto di richiedere il ritiro dei funzionari diplomatici e consolari neutrali dal territorio italiano occupato ed a prescrivere ed a stabilire i regolamenti relativi alla procedura circa i metodi di comunicazione fra il Governo italiano e suoi rappresentanti nei paesi neutrali e riguardo alle comunicazioni inviate da o destinate ai rappresentanti dei paesi neutrali in territorio italiano.
26) In attesa di ulteriori ordini ai sudditi italiani sarà impedito di lasciare il territorio italiano eccetto con l'autorizzazione del Comandante Supremo delle Forze Alleate e in nessun caso essi presteranno servizio per conto di qualsiasi paese od in qualsiasi dei territori cui si riferisce l'art. 25 (A), né si recheranno in qualsiasi lungo con l'intenzione di intraprendere lavori per qualsiasi di tali paesi.
Coloro che attualmente servono o lavorano in tal modo saranno richiamati secondo le disposizioni del Comando Supremo delle Forze Alleate.
27) Il personale e il materiale delle Forze militari, navali ed aeree e la marina mercantile, le navi da pesca ed altre imbarcazioni, i velivoli, i veicoli, ed altri mezzi di trasporto di qualsiasi paese contro il quale una delle Nazioni Unite conduca le ostilità oppure sia occupato da tale paese, saranno passibili di attacco o cattura dovunque essi si trovino entro o sopra il territorio o le acque italiane.
28)
(A) Alle navi da guerra, ausiliarie e da trasporto di qualsiasi tale paese o territorio occupato cui si riferisce l'art. 27, che si trovino nei porti o nelle acque italiane od occupate dagli italiani, ed ai velivoli, ai veicoli ed ai mezzi di trasporto di tali paesi entro o sopra il territorio italiano od occupato dagli italiani sarà, nell'attesa di ulteriori istruzioni, impedito di partire.
(B) Al personale militare, navale ed aeronautico e alla popolazione civile di qualsiasi di tali paesi o territorio occupato che si trovi in territorio italiano od occupato dagli italiani sarà impedito di partire, ed essi saranno internati in attesa di ulteriori istruzioni.
(C) Qualsiasi proprietà in territorio italiano appartenente a qualsiasi paese o territorio occupato o ai suoi nazionali, sarà sequestrata e tenuta in custodia in attesa di ulteriori istruzioni.
(D) Il Governo italiano si conformerà a qualsiasi istruzione data dal Comandante Supremo delle Forze Alleate concernente l'internamento, custodia o susseguente disposizione, utilizzazione od impiego di qualsiasi delle sopraddette persone, imbarcazioni, veicoli, materiale o proprietà.
29) Benito Mussolini, i suoi principali associati fascisti e tutte le persone sospette di aver commesso delitti di guerra o reati analoghi, i cui nomi si trovino sugli elenchi che verranno comunicati dalle Nazioni Unite e che ora o in avvenire si trovino in territorio controllato dal Comando militare alleato o dal Governo italiano, saranno immediatamente arrestati e consegnati alle Forze delle Nazioni Unite. Tutti gli ordini impartiti dalle Nazioni Unite a questo riguardo verranno osservati.

30) Tutte le organizzazioni fasciste, compresi tutti i rami della milizia fascista (MVSN), la polizia segreta (OVRA) e le organizzazioni della Gioventù Fascista saranno, se questo non sia già stato fatto, sciolte in conformità alle disposizioni del Comandante Supremo delle Forze Alleate. Il Governo italiano si conformerà a tutte le ulteriori direttive che le Nazioni Unite potranno dare per l'abolizione delle istituzioni fasciste, il licenziamento ed internamento del personale fascista, il controllo dei fondi fascisti, la soppressione della ideologia e dell'insegnamento fascista.
31) Tutte le leggi italiane che implicano discriminazioni di razza, colore, fede od opinione politica saranno, se questo non sia già stato fatto, abrogate, e le persone detenute per tali ragioni saranno, secondo gli ordini delle Nazioni Unite, liberate e sciolte da qualsiasi impedimento legale a cui siano state sottomesse. Il Governo italiano adempirà a tutte le ulteriori direttive che il Comandante Supremo delle Forze Alleate potrà dare per l'abrogazione della legislazione fascista e l’eliminazione di qualsiasi impedimento o proibizione risultante da essa.
32)
(A) I prigionieri di guerra appartenenti alle Forze delle Nazioni Unite, o designati da questi e qualsiasi suddito delle Nazioni unite, compresi i sudditi abissini, confinati, internati, o in qualsiasi altro modo detenuti in territorio italiano od occupato dagli italiani, non saranno trasferiti e saranno immediatamente consegnati ai rappresentanti delle Nazioni Unite o altrimenti trattati come sarà disposto dalle Nazioni Unite. Qualunque trasferimento durante il periodo tra la presentazione e la firma del presente atto sarà considerato come una violazione delle sue condizioni.
(B) Le persone di qualsiasi nazionalità che sono state poste sotto sorveglianza, detenute o condannate (incluse le condanne in contumacia) in conseguenza delle loro relazioni o simpatie colle Nazioni Unite, saranno rilasciate in conformità agli ordini delle Nazioni Unite e saranno sciolte da tutti gli impedimenti legali ai quali esse sono state sottomesse.
(C) Il Governo italiano prenderà le misure che potranno essere prescritte dalle Nazioni Unite per proteggere le persone e le proprietà dei cittadini stranieri e le proprietà degli Stati e dei cittadini stranieri.
33)
(A) Il Governo italiano adempirà le istruzioni che le Nazioni Unite potranno impartire riguardo alla restituzione, consegna, servizi o pagamenti quale indennizzo ("payments by reparation of war ") e pagamento delle spese di occupazione.
(B) Il Governo italiano consegnerà al Comandante Supremo delle Forze Alleate qualsiasi informazione che possa essere prescritta riguardo alle attività ("assets") sia in territorio italiano sia fuori di esso, appartenenti allo Stato italiano alla banca d'Italia a qualsiasi istituto statale o parastatale italiano od organizzazioni fasciste o persone domiciliate ("residents") in territorio italiano e non disporrà né permetterà di disporre di qualsiasi tale attività fuori del territorio italiano salvo col permesso delle Nazioni Unite.
34) Il Governo italiano eseguirà durante il periodo (di validità) del presente atto quelle misure di disarmamento, smobilitazione e smilitarizzazione che potranno essere prescritte dal Comandante supremo delle Forze alleate.
35) Il Governo italiano fornirà tutte le informazioni e provvederà tutti i documenti occorrenti alle Nazioni Unite. Sarà proibito distruggere o nascondere archivi, verbali, progetti o qualsiasi altro documento o informazione.
36) Il Governo italiano prenderà ed applicherà qualsiasi misura legislativa o di altro genere, che possa essere necessaria per l'esecuzione del presente atto. Le autorità militari e civili italiane si conformeranno a qualsiasi istruzione emanata dal comandante supremo delle forze alleate.
37) Verrà nominata una Commissione di controllo che rappresenterà le Nazioni Unite, incaricata di regolare ed eseguire il presente atto in base agli ordini e alle direttive generali del comandante supremo delle forze alleate.
38)
(A) Il termine "Nazioni Unite nel presente atto comprende il comandante supremo delle forze alleate, la commissione di controllo, e qualsiasi altra autorità che le nazioni unite possano nominare.
(B) Il termine “Comandante Supremo" delle forze alleate nel presente atto comprende la commissione di controllo e quegli altri ufficiali e rappresentanti che il comandante supremo delle forze alleate potrà nominare.
39) Ogni riferimento alle Forze terresti, navali ed aeree italiane nel presente atto s'intende includere la Milizia fascista e qualsiasi unità militare o paramilitare, formazioni e corpi che potranno essere prescritti dal Comandante Supremo delle Forze Alleate.
40) Il termine "materiali di guerra” nel presente atto indica tutto il materiale specificato in quegli elenchi o definizioni che potranno di tanto in tanto essere pubblicati dalla Commissione di controllo.
41) Il termine "territorio italiano” comprende tutte le colonie e possedimenti italiani e ai fini del presente atto (ma senza pregiudizio alla questione della sovranità) sarà considerata inclusa l'Albania.
Resta tuttavia stabilito che, eccetto nei casi e nella misura prescritta dalle Nazioni Unite, i provvedimenti del presente atto non saranno applicabili né riguarderanno l'amministrazione di qualsiasi colonia o possedimento italiano già occupato dalle Nazioni Unite, o i diritti o poteri colà posseduti o esercitati da esse.
42) Il Governo italiano invierà una delegazione al Quartier Generale della Commissione di controllo per rappresentare gli interessi italiani e per trasmettere alle competenti autorità italiane gli ordini della commissione di controllo.
43) Il presente atto entrerà in vigore immediatamente. Rimarrà in forza fino a che sarà sostituito da qualsiasi altro accordo o fino a che non entrerà in vigore il trattato di pace con l'Italia.

44) Il presente atto può essere denunciato dalle Nazioni Unite, con effetto immediato, se gli obblighi italiani di cui al presente atto non saranno adempiuti o, altrimenti, le le Nazioni Unite possono punire contravvenzioni dell'atto stesso con misure adatte alle circostanze, quali ad esempio l'estensione delle zone di occupazione militare, od azioni aeree, oppure altra azione punitiva.
Il presente atto è redatto in inglese ed italiano, il testo inglese essendo quello autentico, ed in caso di qualsiasi disputa riguardante la sua interpretazione, la decisione della Commissione di controllo prevarrà”.

Firmato a Malta il giorno 29 settembre 1943:
M.llo PIETRO BADOGLIO, Capo del Governo italiano
DWIGHT D. EISENHOWER, Generale dell'Esercito degli Stati Uniti, Comandante in capo alleato

mercoledì 28 marzo 2018

25 aprile: la festa dei traditori


Per tutti i lutti, per tutti i tradimenti, per tutte le vigliaccate contro l'Italia e contro il Popolo italiano dobbiamo ricordare chi eravamo e chi siamo adesso.
Dall'8 settembre del 1943 veniamo governati da un branco di codardi, di fanatici e di venduti che si sono schierati dalla parte dei nostri peggiori nemici, dalla parte degli invasori massoni ed ebrei: “Alleati” di Rothschild in America e nel Regno Unito. L'Italia fascista aveva eliminato la fame e la disoccupazione. (Lavori pubblici, strade e ferrovie ricevettero particolari cure dal fascismo.)
Nel ventennio mussoliniano regnava l'ordine, l'efficienza, la puntualità, la giustizia. Tutti erano orgogliosi di essere Italiani e di appartenere ad una grande nazione.
Il fascismo era e resta un grande stile di vita: Dio, Patria, Famiglia. Adora Dio, difendi la tua Patria, ama la tua Famiglia e il tuo Popolo.
Solo un grande genio come Mussolini aveva saputo unire davvero gli italiani e far dimenticare i crimini che avevano portato gli Stati italiani alla falsa ed ipocrita unità nel 1861. Venti anni di benessere, venti anni di grandezza, venti anni di fascismo e di totale sovranità prima che si arrivasse a quel fatidico 8 settembre del 1943, in cui la Patria morì, grazie al tradimento del generale Pietro Badoglio, che ci consegnò agli invasori anglo-americani. Invasori che sotto la regia del potere ebraico massonico rothschildiano ritornavano ad essere di nuovo i padroni dell'Italia dopo la pausa del ventennio.
Cessava la libertà per il Popolo italiano ed iniziava la tirannia massonica. L'Italia divenne colonia, con numerose basi militari straniere piazzate in tutte le zone della penisola e delle isole; perdette ogni tipo di sovranità e molti territori di lingua e di cultura italiana passarono allo straniero. L'occupazione fu chiamata “liberazione” e l'usurpazione fu chiamata “democrazia”. Iniziarono i massacri e la caccia ai fascisti da parte di partigiani, che si schierarono dalla parte degli invasori. Centinaia di migliaia di persone innocenti furono massacrate, infoibate, violentate ed uccise. Informati su tutto quello che ci è stato taciuto.
Il 25 aprile è il giorno della nostra totale disfatta. Non c'è proprio nulla da festeggiare perché questa data ci ricorda la nostra sconfitta, grazie ad uomini miserabili che si schierarono per 30 denari dalla parte del nemico. I traditori vengono ancora oggi protetti, grazie anche al trattato di pace del 10 febbraio del 1947, firmato dal governo del miserabile Alcide De Gasperi.
Coloro che hanno voluto questo tipo falso e degenere di democrazia e che continuano a difenderla, nonostante sia un totale fallimento, sono proprio coloro che si scagliarono contro il fascismo, proprio perché il fascismo stando, non soltanto a chiacchiere, ma di fatto dalla parte del popolo italiano era veramente patriottico, democratico, popolare e socialista nel senso migliore dei termini. La maggior parte dei Partigiani e dei cosiddetti antifascisti, condizionati, corrotti e manovrati dalla Criminale ed Infernale Cabala Ebraica e Massonica di Rothschild, al di là della loro iniziale mascheratura demagogica di facciata, sono da sempre contro ogni tipo di vera libertà, di vera giustizia e di vera intelligenza che sfugga al loro feroce e tirannico controllo. La vera bellezza, la giustizia, l'ordine, la sana disciplina, l'armoniosa arte, il positivo libero pensiero in seno al popolo ed a favore del popolo, sono stati sempre combattuti da costoro che, facendo tabula rasa, distruggendo la vera arte ed il giusto ordine in mezzo al popolo propagandano una effimera, pervertita, distruttiva ed autodistruttiva falsa libertà, che altro non sarebbe che la premessa e l’avvio verso la decadenza, lo sfruttamento e la schiavitù del popolo. La falsa democrazia rothschildiana, nata proprio con l’uccisione dell'Italia come nazione cristiana e sovrana, è il trionfo di esseri criminali, parassiti e distruttori che dal 1943 si sono impadroniti dell'Italia. Il trionfo di questa falsa democrazia consiste appunto nella sconfitta dell'Italianità e della Cristianità, ed è il potere degli ignoranti e degli idioti, ma soprattutto dei malvagi, ipocriti, bugiardi ed assassini che vogliono convincerci e costringerci a festeggiare per il 25 aprile la sconfitta della nostra Patria come se fosse la nostra “liberazione”.
Questa congrega di ignoranti e di vigliacchi ci impone dal 1948 una costituzione truffa, demagogica e antitaliana, senza nessuna sovranità. L'antifascismo su cui si basa la “costituzione” dei Patrigni costituzionali è l'adorazione, la canonizzazione e l'esaltazione dell'imbecillità e della malafede. Incompetenza, vigliaccheria, tradimento, nullità, ingiustizia, inefficacia sono le armi di questi idioti cretini che (mal)governano l'Italia e che per sopravvivere alla loro becera ignoranza seminano odio in seno al popolo italiano. Si nutrono di acredine e ripetono da 75 anni di essere antifascisti. Essi infatti si nutrono e prosperano proprio grazie al disordine, alla confusione ed al caos che riescono a creare nelle nostre famiglie e nella mente di ciascuno di noi, ripetendo continuamente da 75 anni e fino all’ossessione ed alla follia più completa, l’assurdità diabolicamente falsa e criminale che bisogna “essere antifascisti ed antinazionalsocialisti”...
Come se l'antifascismo fosse una virtù...
Il 25 aprile ci ricorda solo la nostra condanna che siamo soltanto una colonia anglo-americana rothschildiana. (Georges Rocher, Brigas d. Sila, Sal. Br.) 
Proprio perché la Storia la scrivono i vincitori in Italia si continua a festeggiare dal 25 aprile 1945 una sconfitta. Ma Noi ci dissociamo da questi festeggiamenti che ricordano solo massacri e ingiustizie.

domenica 25 marzo 2018

TERRORISTI GRAZIATI DAI PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Esiste un filo conduttore che unisce alcuni dei nostri Presidenti della Repubblica, e che li accomuna in ciò che si può definire, a giusta ragione, come una sorta di benevola condiscendenza e di  evidente compiacenza nei riguarda di alcuni ambienti legati all’estrema sinistra extraparlamentare.

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Questa affermazione scaturisce dall’analisi delle molte grazie che i vari Presidenti hanno concesso, durante il loro mandato, nei confronti di criminali e assassini appartenenti ad organizzazioni comuniste, condannati per efferati delitti, per omicidi e stragi, e per aver tentato di sovvertire l’Ordine costituito.
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A nulla sono valse le condanne promulgate dai Giudici, le morti di vittime innocenti, e i lunghi processi, poiché tutto è stato annullato dalla Grazia che il Presidente della repubblica di turno ha emesso nei confronti dei criminali comunisti italiani responsabili di aver versato sangue impunemente.
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Ecco l’elenco di questi nostri Presidenti, e quello dei criminali che hanno goduto della inspiegabile clemenza e della grazia ricevuta, nonostante i tribunali abbiano emesso anche sentenze di condanna all’ergastolo.
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Presidente della Repubblica, SANDRO PERTINI.
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Nel 1978 concesse la GRAZIA a GIULIO PAGGIO :
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Paggio era a capo della formazione paramilitare comunista “Volante Rossa”, nata a Milano nel 1945, e come tale si rese responsabile di una lunga lista di omicidi, in Lombardia, in Piemonte, in Emilia, nel famigerato “triangolo della morte”, e nel Lazio.
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Giulio Paggio
Si macchiò dell'assassinio delle seguenti vittime :
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Rosa Bianchi Sciaccaluga , e la figlia Liliana. Furono uccise il 31 agosto 1945 a Milano, per il fatto di essere rispettivamente moglie e figlia di Stefano Bianchi Sciaccaluga, ufficiale della Decima Mas (fucilato dai partigiani il 26 aprile 1946) ;
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Orlando Assirelli, commerciante, fu ucciso a Sesto San Giovanni (MI) il 27 gennaio 1946 ;
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Franco De Agazio, direttore del periodico “il Meridiano d’Italia”, fu ucciso a Milano il 14 marzo 1947, perché responsabile di aver iniziato a pubblicare una serie di articoli che indagavano sull’”Oro di Dongo” (il tesoro di Mussolini trafugato dai partigiani), mettendo in dubbio la versione ufficiale ;
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Enrico Meneghini, fu ucciso il 6 febbraio 1946, in quanto sospettato di appartenere alle SAM (Squadre d’Azione Mussolini) ;
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Ferruccio Gatti, Generale decorato con medaglia al valore militare, morì in ospedale in seguito alle gravi ferite, il 13 dicembre 1947, dopo essere stato colpito perché sospettato di appartenere al FAR (Fasci di Azione Rivoluzionaria) ;
Il figlio tentò invano, eroicamente, di fare scudo con il proprio corpo, rimanendo gravemente ferito.
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Michele Petruccelli, fu ucciso a Milano il 5 novembre 1947, perché militante dell’”Uomo qualunque” il partito politico dichiaratamente anti comunista ;
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Giorgio Magenes Folli, agricoltore, anch’egli appartenente alla formazione politica dell’”Uomo qualunque”, fu linciato da una folla di comunisti, a Robbiano Mediglia (MI), aizzati dagli uomini della “Volante Rossa” ;
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Felice Ghisalberti, reduce della RSI, fu ucciso a Milano il 27 gennaio 1949 ;
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Leonardo Masazza, dirigente della fabbrica ”Olap”, fu ucciso a Milano il 27 gennaio 1949 ;
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Paggio fu condannato all’ergastolo, ma non ha mai scontato nemmeno un giorno di carcere, poiché è sempre rimasto nascosto all’estero, protetto dal Partito Comunista Italiano, fino a quando l’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini, nel 1978,  decise di porre fine alla sua latitanza, regalandogli la grazia.
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Paggio, e i componenti della “volante rossa” vennero condannati per la seguente lista di reati :
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Associazione a delinquere;
Detenzione di armi;
Omicidio di Ferruccio Gatti
Tentato omicidio di Margherita Bellingeri, moglie di Ferruccio Gatti;
Sequestro di persona (Italo Toffanello);
Omicidio di Felice Ghisalberti;
Omicidio di Leonardo Massaza;
Assalto al bar di via Pacini a Milano;
Invasione e danneggiamento della sede del giornale “Il Meridiano d’Italia”.
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Paggio non ha mai espresso parole di pentimento o di dispiacere per gli assassinii compiuti, o tanto meno ha chiesto perdono ai familiari di quelle vittime cui Sandro Pertini sembra aver voluto negare giustizia, colpevolmente, senz’altro alibi che quello che evidentemente lo ha legato, in simbiosi, agli ambienti del terrorismo comunista.
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Quale altro motivo può spiegare o giustificare un simile disprezzo per la Giustizia, tale da permettere ad un feroce assassino di non subire la giusta condanna per i reati commessi ?
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Quale motivo ci può essere per negare ai familiari delle vittime una giustizia, già sentenziata dai Giudici e dai Tribunali, e permettere ad una vera e propria belva umana di godere della libertà impunemente ?
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Pertini e il leader del PCI Enrico Berlinguer
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Lo stesso anno, nel 1978, nuovamente, il nostro
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Presidente della Repubblica, SANDRO PERTINI,
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concesse la grazia a MARIO TOFFANIN detto “GIACCA”, un criminale partigiano comunista, capo della “Brigata Osoppo”, condannato all’ergastolo nel 1954 dalla Corte di Assise di Lucca.
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A questa pena furono aggiunti altri trent’anni di reclusione per sequestro di persona, rapina aggravata, estorsione e concorso in omicidio aggravato e continuato.
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“Botteghe oscure” riuscì a far espatriare Toffanin in Jugoslavia.
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Mario Toffanin
Il criminale partigiano comunista era già da tempo in simbiosi con i comunisti slavi, avendo collaborato con il IX Corpus titino, responsabile degli eccidi delle Foibe e della strage di Porzus in cui furono trucidati 17 partigiani cattolici.
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Pertini, inspiegabilmente, concesse la grazia anche a questo sudicio escremento, a questa blatta comunista,  indegno di appartenere alla razza umana.
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Il condono della pena non indusse comunque Toffanin a tornare in Italia.
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Questo macellaio, correo della tragedia delle “foibe”, finì infatti i suoi giorni in Slovenia, percependo anche una pensione italiana di 672.00 Lire fino alla sua morte, avvenuta nel gennaio 1999.
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Evidentemente l’afflato del Presidente Pertini con la ferocia espressa dai partigiani comunisti non è riuscito ad essere contenuto nei limiti della decenza ma anzi si è espresso con arroganza e protervia, insultando così la memoria delle vittime innocenti.
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Non a caso, alla morte del dittatore comunista jugoslavo ideatore del massacro delle popolazioni della Giulia e della Dalmazia, Josip Broz Tito (nel 1980), il Presidente Pertini si scapicollò a rendergli omaggio, baciando perfino il feretro e la bandiera nella quale il leader marxista slavo era avvolto.
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Gli Italiani purtroppo ricordano invece Pertini solamente, a causa della disinformazione attuata dai comunisti per decenni, come il Presidente che alzò la Coppa del Mondo di calcio allo Stadio Santiago Bernabeu l’11 luglio 1982, in occasione della vittoria della squadra nazionale italiana.
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Presidente della Repubblica, SANDRO PERTINI.
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Nel 1985 graziò FIORA MARIA PIRRI ARDIZZONE  (Prima Linea)

Questa “pasionaria” comunista era una ricercatrice del CNR, ed ex moglie del leader del ’68 di Potere Operaio Franco Piperno, e figlia di primo letto dell’allora compagna (Ninni) del senatore del PCI Emanuele Macaluso.
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Fiora Maria Pirri Ardizzone
Palermitana, fu arrestata il 6 aprile del 1978 in un appartamento di Licola,  piccolo centro del litorale flegreo a pochi chilometri da Napoli, e successivamente condannata a 9 anni e 8 mesi anni per associazione sovversiva e per un attentato all’Università della Calabria commesso dalla formazione rivoluzionaria ”Primi fuochi di guerriglia”, da lei stessa creata.
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Nell’appartamento furono trovati, oltre che a documenti vari, anche sei pistole.
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Dopo aver scontato solo 7 anni di carcere è intervenuto il Presidente Pertini che ancora una volta ha espresso inequivocabilmente un diverso indirizzo, in termini di linea di fermezza dello Stato nei confronti dei terroristi, applicando agli esponenti del terrore marxista-comunista un metro di giudizio diverso, e più benevolo, di quello dei Tribunali.
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Presidente della Repubblica, OSCAR LUIGI SCALFARO
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Bersani e Scalfaro
Nel 1994 graziò BASCHIERI PAOLO (appartenente al comitato rivoluzionario toscano delle BR).
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Fu arrestato nel 1978 mentre era insieme ad altri brigatisti, tutti armati.
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Il 18 dicembre 1985 fu emessa la sentenza di condanna a 16 anni di carcere perché coinvolto nel sequestro del Giudice Giovanni D’Urso.
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Risultò essere intestatario di conti e di cassette di sicurezza in Svizzera, da cui pare attingessero le Brigate Rosse.
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A questo proposito, secondo il Sen. Pellegrino, Presidente della Commissione bicamerale sulle stragi, nelle banche svizzere, appunto, sarebbero custoditi i segreti più inconfessabili delle Br, tra cui perfino le carte originali mai trovate del memoriale Moro.
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Oggi Baschieri è un cattedratico di biofisica al Consiglio Nazionale delle Ricerche.
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Il Presidente della Repubblica, OSCAR LUIGI SCALFARO,
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Pertini e Scalfaro
nel 1998 firmò il provvedimento di grazia per  PANIZZARI GIORGIO  (uno dei fondatori dei Nuclei Armati Proletari), appartenente anche alle BR.
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Secondo il parere di ben 3 giudici avrebbe dovuto rimanere in carcere, a scontare l’ergastolo, al quale fu condannato nel 1972,  per l’omicidio di un orefice durante una rapina.
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Panizzari Giorgio
Fu coinvolto anche nelle indagini per l’omicidio del professor Massimo D’Antona e per costituzione di banda armata.
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Panizzari infatti fu colui che parcheggiò il Nissan Vanette in via Salaria il giorno prima che questo fosse poi usato dagli assassini per spiare i movimenti del professor D’Antona e ucciderlo.
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Le BR lo volevano libero in cambio di Moro, in occasione delle trattative sulla sorte dello statista democristiano sequestrato e poi ucciso barbaramente.
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Panizzari fu artefice di numerose rivolte carcerarie : 
prima ad Aversa, al manicomio giudiziario, dove nel ’74 sequestrò due guardie e ne ferì una, poi a Viterbo, dove ferì altre due guardie, poi all’Asinara, insieme ai Brigatisti Curcio e Franceschini.
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Presidente della Repubblica, OSCAR LUIGI SCALFARO
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CERICA CLAUDIO
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Era un appartenente ad  Autonomia Operaia e alle Brigate Rosse..
Gli furono contestati i reati di costituzione di banda armata come appartenente al Fronte comunista combattente, associazione sovversiva ed eversione, ma si rifugiò in Francia come latitante.
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Primula rossa del terrorismo italiano fu anche accusato di aver partecipato al sequestro e all’uccisione dell’ex Presidente del petrolchimico di Porto Marghera, Giuseppe Taliercio, e successivamente prosciolto..

Fu graziato dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.
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Presidente della Repubblica, OSCAR LUIGI SCALFARO
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GIOMMI CARLO appartenente alle Brigate Rosse, fu condannato alla pena di 22 anni di reclusione per concorso morale in fatti di sangue.
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Giuseppe Taliercio, sequestrato dalle Brigate Rosse


Condannato all’ergastolo durante il maxi processo “Moro ter” fu poi graziato dal Presidente Scalfaro, immemore del fatto che il motto delle Br fosse :
Colpirne uno per educarne cento
(Motto ripreso da Mao Tse Tung e adottato dai brigatisti rossi).
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Il Presidente della Repubblica, OSCAR LUIGI SCALFARO
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MATURI PAOLA
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Paola Maturi è conosciuta come «infermiera» della colonna romana delle Brigate Rosse, fu arrestata nel 1982 e poi condannata nel 'Moro ter' a 22 anni e 11 mesi di reclusione per concorso morale in fatti di sangue.
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Aveva preparato, in un covo, una infermeria di appoggio a un'azione che portò poi alla morte del vice questore Sebastiano Vinci, dirigente del commissariato Primavalle, ucciso a colpi di arma da fuoco il 19 giugno 1981.
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Vinci, a bordo di un’auto di servizio, fu attaccato da un commando terroristico delle Brigate Rosse, composto da quattro individui, tra cui una donna.
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Vinci fu ferito gravemente da numerosi colpi di arma da fuoco, nonostante il pronto intervento dell’autista, l’agente Pacifico Votto, che reagì sparando, pur anch’egli ferito, e mettendo in fuga gli aggressori.
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Il commissario morì poco dopo al Policlinico Gemelli.
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L’agguato è stato poi rivendicato dalle Brigate Rosse “Colonna 28 Marzo” e successivamente anche dai Nuclei Armati Comunisti Rivoluzionari.
Sebastiano Vinci
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Paola Maturi è stata anche ritenuta responsabile dell'organizzazione del rapimento del vice questore della Digos romana, Nicola Simone.
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In questa occasione operò ad un braccio il brigatista Giovanni Alimonti (ex centralinista di Montecitorio) che nell'azione era rimasto ferito.
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La donna fu incarcerata e successivamente rimessa in libertà per decorrenza termini, e dopo la condanna fuggì a Parigi, ma nel '93 si costituì.
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Il Presidente della Repubblica, OSCAR LUIGI SCALFARO
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VENTURA MARINELLA
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Marinella Ventura, è stata un esponente della colonna veneta delle Br e fu implicata, come fiancheggiatrice, negli omicidi del dirigente della Montedison, Sergio Gori e del vice capo della Digos, Alfredo Albanese, e accusata di introduzione in Italia di armi da guerra.
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Albanese fu insignito di una medaglia d’oro al valor civile alla memoria e gli fu dedicato il parco pubblico vicino al luogo dell’uccisione, in cui fu deposta una lapide pavimentizia.
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Lasciò la moglie Teresa in attesa del primo figlio.
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Furono individuati e catturati i membri del commando, appartenenti alle Brigate Rosse.
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Quattro brigatisti comunisti furono condannati alla pena dell’ergastolo, mentre altri tre terroristi ebbero pene varianti dai 13 ai 16 anni di reclusione (e scarcerati dopo alcuni anni).
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Nonostante tutto ciò l’enfasi benevola e accondiscendente del presidente Scalfaro si profuse in una grazia, a favore della criminale Ventura, nel dicembre del 1997, solo per il fatto che allora lei fosse allora una delle cinque ex terroriste ancora in carcere, con figli piccoli.
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Le vittime della furia criminale e omicida dei brigatisti non ebbero però clemenza o altre opportunità di sopravvivenza e morirono sotto i colpi di un comunismo arrogante e violento, quello delle Brigate Rosse.
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Presidente della Repubblica, OSCAR LUIGI SCALFARO
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VILLIMBURGO MANUELA
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Dissociata e sorella di Enrico, condannato all'ergastolo per almeno dieci omicidi firmati dalla colonna romana delle Brigate Rosse, è stata condannata nell’ambito del processo “Moro ter”, in cui rientrarono tutti i delitti delle BR compiuti nella capitale tra il 1978 e il 1983.
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Manuela ha messo in rete il codice IBAN per effettuare versamenti sul proprio conto, al fine di raccogliere fondi a favore del fratello Enrico rifugiato in Francia come latitante.
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Il codice è stato diffuso attraverso un sito comunista che si occupa di “soccorso rosso”, chiamata “contromaelstrom.com”.
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Nell’intestazione del sito, in alto a destra, appare una scritta che recita :
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Chiamiamo comunismo la società senza galere”, ma evidentemente il suo autore ha dimenticato i gulag staliniani, i laogai cinesi, S21 la fabbrica della morte cambogiana, e le vittime stesse prodotte anche in Italia proprio dai criminali che costoro vogliono aiutare.
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Enrico si avvale dell’alibi di essere ammalato, quasi che la sua situazione sanitaria sia più importante del fatto di aver tolto la vita ad altre persone…
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Presidente della Repubblica, CARLO AZEGLIO CIAMPI
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DOMENICO PITTELLA è un ex senatore del Partito Socialista Italiano, condannato a 12 anni nel processo in cui è stato imputato per aver messo a disposizione delle Brigate Rosse la sua clinica di Lauria, in cui sottopose a cure mediche la terrorista Natalia Ligas, ferita in uno scontro a fuoco nel tentativo di omicidio dell’avvocato difensore del terrorista pentito Patrizio Peci.
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La “pasionaria” delle Br fu ferita ad una gamba, e Pittella intervenne, appunto, per eliminare la cancrena che ne seguì.
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Domenico Pittella
Fu accusato anche di aver ideato, insieme ad altri brigatisti, un  piano per rapire il vice Presidente della Regione Basilicata, Ferdinando Schettini, suo rivale.
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L’ infamante accusa che gli fu rivolta, fu quella di aver stretto un patto con le Br, secondo il quale avrebbe curato e nascosto la brigatista Ligas se le Br stesse, in cambio, avessero sequestrato, appunto, il suo compagno di Partito e avversario personale, l’assessore regionale Schettini.
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La condanna per associazione sovversiva e partecipazione a banda armata divenne definitiva in occasione del processo “Moro ter”, il 10 maggio 1993, anno in cui Pittella si diede alla latitanza, riparando in Francia.
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Dopo sei anni si costituì mentre il suo debito con la Giustizia fu ridotto di un terzo a causa della Grazia concessagli dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
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La pena rimanente si estinse mediante l’affidamento ai servizi sociali fino al 2002.
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Giorgio Napolitano
Il Giudice romano Rosario Priore lo indicò come un “effettivo” delle Brigate Rosse.
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Presidente della Repubblica, GIORGIO NAPOLITANO
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OVIDIO BOMPRESSI è stato un militante attivista di Lotta Continua, la formazione comunista extraparlamentare di orientamento rivoluzionario.
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Fu condannato come esecutore materiale nell’omicidio del Commissario di Polizia Luigi Calabresi, commesso insieme a Leonardo Marino, autista del Commando e accusatore di Bompressi, e con Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani come mandanti.
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Gli fu comminata una pena di 22 anni di reclusione, ma potè poi godere del provvedimento di clemenza concessogli per gravi motivi di salute dal Presidente Giorgio Napolitano il 1° giugno 2006.
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Questi criminali hanno potuto contare, nonostante le condanne per i crimini commessi, sul favore di molti intellettuali della sinistra, come ad esempio Dario Fo, che infatti mise addirittura in piedi un nuovo spettacolo “ad hoc” per sostenere la battaglia per la liberazione di Sofri, Bompressi, e Pietrostefani.
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Paradossalmente, nonostante la sua accondiscendenza verso i criminali comunisti, gli è stato conferito il Premio Nobel per la letteratura nel 1997.
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Il commissario Calabresi è stato insignito di medaglia d’oro al merito civile, con la seguente motivazione :
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«Fatto oggetto di ignobile campagna denigratoria, mentre si recava sul posto di lavoro, veniva barbaramente trucidato con colpi d’arma da fuoco esplosigli contro in un vile e proditorio attentato. Mirabile esempio di elette virtù civiche ed alto senso del dovere. »

Milano, 17 maggio 1972
Giuseppe Saragat
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Presidente della Repubblica, GIUSEPPE SARAGAT
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FRANCESCO MORANINO detto “Gemisto” era un comandante partigiano comunista, a capo del 6° distaccamento Pisacane della Brigata Garibaldi-Biella, anch’essa comunista.
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Moranino, fautore della creazione di una repubblica sovietica sul suolo italiano, al momento della liberazione, si specializzò nell’uccisione di fascisti, o presunti tali, e di partigiani “autonomi”, che potevano contrastare la sua guerra ideologica.
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L’evento drammaticamente più significativo fu l’eccidio della cosiddetta “Missione Strassera” avvenuto il 26 novembre 1944 in località Portula.
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Emanuele Strassera era stato incaricato dagli anglo-americani di coordinare la lotta partigiana e di controllare l’attività delle formazioni comuniste.
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Strassera si rese conto dei piani di Moranino, che andavano ben oltre la Liberazione dai nazisti, e insieme ad altri quattro amici arruolati si dedicò quindi a stilare un rapporto sulla situazione, da consegnare agli agenti alleati operanti in Svizzera.
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Moranino organizzò un’imboscata in cui attirare queste cinque persone e le assassinò, massacrando anche due delle spose degli uccisi stessi.
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Dopo la strage Moranino iniziò la sua carriera politica, in seno al Partito Comunista Italiano, per il quale nel 1946 fu eletto a Torino nell’Assemblea Costituente.
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Nel 1947 fu nominato sottosegretario alla Difesa nel Governo De Gasperi.
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Francesco Moranino
Fu rieletto per il PCI nel 1953 nel Fronte Democratico Popolare.
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Nel frattempo i familiari delle vittime della “Missione Strassera” raccolsero prove schiaccianti sulle responsabilità di Moranino, divenuto intanto deputato comunista.
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Il 27 gennnaio 1955, durante il Governo pella, la Camera dei Deputati votò per l’arresto del criminale partigiano, dietro domanda della Procura di Torino.
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L’accusa era di omicidio plurimo aggravato e continuato, oltre che di occultamento di cadavere e Moranino fu condannato alla pena dell’ergastolo per sette omicidi commessi durante il periodo della “Resistenza”.
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Si legge nella sentenza : 
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«Perfino la scelta degli esecutori dell’eccidio venne fatta tra i più delinquenti e sanguinari della formazione. Avvenuta la fucilazione, essi si buttarono sulle vittime depredandole di quanto avevano indosso. Nel percorso di ritorno si fermarono a banchettare in un’osteria e per l’impresa compiuta ricevettero in premio del denaro».
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L’onorevole Moranino, detto “Gemisto”, non fu arrestato perché scappò a Praga, in Cecoslovacchia, protetto dal Partito Comunista dove divenne Direttore dell’emittente radiofonica in lingua italiana, Radio Praga.
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Il 27 aprile 1965 Saragat, a causa di manovre attuate dalle correnti di sinistra interne al partito della Democrazia Cristiana, fu indotto a firmare la grazia per il criminale comunista.
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Nel 1968, il PCI e il neonato Psiup (Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria) candidarono Moranino nel collegio di Vercelli.
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L’assassino fu rieletto ed entrò a far parte della Commissione Industria e Commercio del Senato.

Fonte dell'articolo: italian-samizdat
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