Visualizzazione post con etichetta ebraismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ebraismo. Mostra tutti i post

domenica 19 novembre 2023

sapete almeno chi era Adolf Hitler?


Sapete almeno chi era davvero Adolf Hitler? 

-era ariano al 100%

-era eterosessuale al 100% e amava gli animali

-aveva una morale rigida e nessuna perversione

-è stato sempre cortese con tutti amici e subordinati

-ha trattato le donne sempre con massimo rispetto

-ha avuto un solo grande amore: Eva Braun

-è stato contro l’aborto e l’omosessualità

-era il genio, l’avatara sceso sulla terra

-ha distrutto e combattuto il comunismo in Europa

-è stato sempre contro la guerra

-è stato costretto ad entrare in guerra da ebrei e inglesi

-non ha mai bevuto, né fumato, né avuto altri vizi

-ha dato la vita per il suo Popolo e per la sua razza

-a 15 anni capì che gli ebrei sono il male dell’umanità

-non è stato mai crudele, mai violento, non ha ammazzato mai nessuno

-su Adolf Hitler vengono raccontate solo menzogne dalla massoneria ebraica rothschildiana

               Adolf Hitler con Eva Braun
 

sabato 18 novembre 2023

la verità riemerge dai fondali neri della Storia. Hanno accusato Adolf Hitler, ingiustamente, dei crimini più atroci...

Hanno accusato Adolf Hitler dei crimini più atroci.

Solo un ebreo può essere così disumano, feroce e ingiusto verso l'umanità. Loro, gli ebrei, considerano con disprezzo e odio profondo tutta l'umanità. ❤️❤️ La verità, però, riemerge dai fondali bui della storia per fare giustizia.

La verità riemerge dai fondali della Storia e dalle menzogne scritte e diffuse dai soliti noti.

E' sorprendente constatare la grande attualità dei discorsi di Hitler; i quali, in realtà, sono stati nascosti e taciuti ad arte per quasi un secolo, dal monopolio mediatico mondiale ebraico, proprio per la loro veridicità ed incisività nel denunciare e colpire il maligno potere egemone del giudaismo internazionale.

Chissà quanti secoli dovranno ancora passare prima che su questa terra arrivi di nuovo un uomo con le capacità umane e intellettuali come le sue. Un uomo che ha solamente amato e lottato per il suo Popolo, anche se i suoi detrattori lo descrivono come un folle. E' stato lo statista che ha scacciato dalla Germania la famiglia usuraia dei Rothschild e tutti gli altri sanguisughe, che vivono di speculazioni bancarie, preparano le guerre e vogliono che i popoli non trovino pace.

Nel 1939 la Germania aveva raggiunto il massimo del suo splendore, grazie ad Adolf Hitler.

Nacque così l'invidia dei suoi nemici che lo costrinsero alla guerra. Lui che amava la pace.

         Adolf Hitler con Eva Braun
 

 

lunedì 26 giugno 2017

Il processo di Norimberga: la più grande farsa giuridica del XX secolo



Il processo che fu il crimine dei crimini. 11 condannati all'impiccagione. Hermann Göring, però, si era tolto la vita il giorno prima con una capsula di cianuro. E la sua morte scombussolava i loro piani. Restavano 10 uomini da giustiziare; e questo per loro non andava bene. Bisognava assolutamente rispettare il macabro rituale massonico di questo processo farsa con 11 condannati a morte. Gli impiccati dovevano essere 11 e non 10, e così impiccarono anche un uomo morto, Göring appunto. Tutti gli imputati si dichiararono non colpevoli. La regia del processo di Norimberga fu fatta da una mente demoniaca. Basta pensare che i bombardamenti distruttivi sulle popolazioni civili delle città di Hiroshima e Nagasaki in Giappone, e di Dresda in Germania rimasero per sempre impuniti. L'azione più infame e anticristiana, però, rimane quella di non avere consegnato le salme dei condannati alle famiglie, che furono, a spregio, bruciate e le ceneri disperse nel torrente Konventzbach presso Monaco. Il “processo di Norimberga” è il nome che viene usato per indicare due distinti gruppi di processi ai gerarchi nazionalsocialisti nella seconda guerra mondiale. I processi si tennero a Norimberga dal 20 novembre 1945 al 1 ottobre del 1946. Norimberga era considerata, insieme a Berlino e Monaco di Baviera, simbolo dell'ideologia nazionalsocialista. La Germania nazionalsocialista era riuscita in un paio di anni a ridurre drasticamente la disoccupazione dei lavoratori tedeschi che da sette milioni di disoccupati scesero a zero. Inoltre, grazie al grande progetto di risanamento delle imprese, furono salvate dalla mattanza delle aste giudiziarie tutte le aziende agricole. Questo è stato il grande motivo che provocò l'invidia dei nemici del Reich e costrinsero la Germania alla guerra. Germany musst perish, la Germania deve essere distrutta, si gridava negli ambienti del Potere massonico mondiale. Scoppiò quindi la guerra per distruggere il Reich e a fine guerra venne organizzato il processo farsa di Norimberga per completare l'opera di distruzione anche a livello culturale. I processi contro “presunti dittatori” sono diventati una farsa, grazie all'arroganza e alla strafottenza degli Americani che seminando distruzione e morte propagandano la loro feroce condotta di morte come azione, portatrice di pace. “Norimberga fu il giudizio dei vincitori sui vinti. Non servì principi giuridici, ma gli interessi delle potenze che lo organizzarono, quelle che avevano sconfitto la Germania. Spero che di Norimberga si perda il modello.” Renzo De Felice (Rosso e Nero, 1995) “Un Tribunale costituito dai vincitori e non basato su norme preesistenti può solo definirsi strumento di vendetta e non di giustizia” (Benedetto Croce, 1947) Il processo agli alti gerarchi nazionalsocialisti ebbe inizio nel Palazzo di Giustizia di Norimberga il 20 novembre del 1945 e la corte era presieduta dal giudice britannico lord Geoffrey Lawrence, marionetta di Rothschild. I capi nazionalsocialisti, i “vinti”, erano sul banco degli accusati nelle vesti di imputati. I “vincitori”, statunitensi, francesi, britannici e sovietici, erano invece nelle vesti di giudici e della pubblica accusa. Criminali di guerra erano solo i vinti, i vincitori erano i giudici supremi che facevano valere, in questo modo squallido, una giustizia inesistente. Il Tribunale era formato in base paritaria da rappresentanti degli Stati Uniti, URSS, Inghilterra e Francia. Le accuse che vennero mosse contro gli imputati tedeschi furono suddivise in tre categorie: crimini contro la pace, crimini di guerra, crimini contro l’umanità. Nonostante l’organizzazione democratica ancora oggi molte sono le perplessità a livello giuridico circa la validità di tale processo dovuto sia alla metodologia con il quale si è sviluppato, sia a causa della stessa composizione della Corte. Interessante è l’analisi dei diversi codici militari che possono svelare perché molti studiosi considerano questo processo la più grande farsa giuridica del XX secolo. “La costituzione degli Stati Uniti, che non consente l’introduzione di leggi retroattive, non è una raccolta di parole soggette a libera interpretazione: è il fondamento della nostra giustizia. E’ cosa disgustosa che a Norimberga si sia venuto meno ai nostri principi costituzionali per punire un avversario sconfitto. (…) Un processo tenuto dai vincitori a carico dei vinti non può essere imparziale perché in esso prevale il bisogno di vendetta. E dove c’è vendetta non c’è giustizia”. John Fitzgerald Kennedy 35° Presidente degli Stati Uniti d’America. Martin Borman: Condannato a morte in contumacia, il corpo venne ritrovato nel 1972. Karl Dönitz: 10 anni Großadmiral, comandante della Kriegsmarine dal 1943 e, dopo la morte di Hitler, presidente del Reich. Hans Frank: Governatore del Governatorato Generale – Impiccato il 16 ottobre 1946. Wilhelm Frick: Ministro dell'Interno del governo Hitler – condannato a morte. Hans Fritzsche: Popolare commentatore radiofonico. Fu processato al posto di Joseph Goebbels, morto suicida. Walther Funk: Ministro dell'Economia del governo Hitler – Ergastolo. Hermann Göring: Era il comandante in capo della Luftwaffe. Era il gerarca più importante tra i presenti al processo. Condannato all'impiccagione non venne giustiziato perché riuscì a suicidarsi la notte prima dell'esecuzione con una capsula di cianuro. Lo impiccarono comunque dopo morto. Rudolf Hess: ergastolo - Fu l'unico imputato già detenuto durante la guerra; nel 1941 era volato in Scozia ed era stato imprigionato dai britannici. Alfred Jodl: Secondo di, Keitel, era a capo dello staff dell'OKW. Impiccato il 16 ottobre del 1946. Il 28 febbraio 1953 fu assolto postumo da una corte tedesca che lo trovò non colpevole secondo il diritto internazionale. Ernst Kaltenbrunner: Capo del Reichssicherheitshauptamt, maggior gerarca delle SS sopravvissuto alla guerra. Impiccato il 16 ottobre 1946. Wilhelm Keitel: Capo dell'OKW - Nonostante la sua richiesta d'essere fucilato da soldato, fu impiccato come tutti gli altri condannati a morte. Robert Ley: Capo del DAF, il Fronte tedesco del lavoro - Si suicidò impiccandosi nella sua cella il 25 ottobre 1945, prima dell'inizio del processo. Konstantin von Neurath: Ministro degli Esteri del governo Hitler fino al 1938 e governatore del Protettorato di Boemia e Moravia – 15 anni. Erich Raeder: Großadmiral e comandante della Kriegsmarine fino al 1943 - ergastolo. Joachim von Ribbentropp: Ministro degli Esteri del governo Hitler dal 1938 - Ideatore del patto di non aggressione fra Germania e Unione Sovietica. Impiccato il 16 ottobre del 1946. Alfred Rosenberg: Ideologo del partito nazista e padre delle teorie razziste - «Protettore di territori occupati a est», ossia il Ministro responsabile per i territori occupati dal 1941. Impiccato. Fritz Sauckel: Le sue ultime parole furono: «Muoio innocente. La mia sentenza è sbagliata. Dio protegga la Germania». Impiccato. Baldur von Schirach: Capo della Gioventù hitleriana - 20 anni. Arthur Seyss-Inquart: Fu uno degli artefici dell'Anschluss. Impiccato. Albert Speer: Ministro degli armamenti del governo Hitler – 20 anni. Julius Streicher: Giornalista, direttore del settimanale Der Stürmer. Le sue ultime parole furono: «Questa è la mia celebrazione del Purim 1946. Sto andando da Adonai. I bolscevichi vi prenderanno tutti un giorno! Adele, mia cara moglie... Heil Hitler!» Impiccato. Tutti gli imputati condannati a morte vennero impiccati il 16 ottobre 1946 nel seguente ordine: von Ribbentrop, Keitel, Kaltenbrunner, Rosenberg, Frank, Frick, Streicher, Sauckel, Jodl, Seyß-Inquart. Fu impiccato anche Hermann Göring, che riuscì a suicidarsi il giorno prima dell'esecuzione con del cianuro di potassio. Il boia fu il sergente statunitense John C. Woods. Gli ebrei hanno i 10 comandamenti, il candelabro a 7 braccia e le 22 lettere dell'alfabeto, il loro numero però l'11. A fine processo a Norimberga avrebbero dovuti essere impiccati 11 condannati. Il giorno prima però Herman Goering si suicidò con una capsula di cianuro. Tentarono disperatamente di rianimarlo, invano. Allora impiccarono il suo cadavere. Le 11 impiccagioni avrebbero dovuto essere parte integrante di un rituale esoterico. Il loro rituale fallì per il suicidio di Herman Goering e da allora non sono più sicuri di potere dominare il mondo secondo la loro legge talmudica. (salvatore brosal - brigas della Sila - hervé schirrhein)

domenica 13 marzo 2016

le sedicenti camere a gas: Léon Degrelle

Léon Joseph Marie Ignace Degrelle 
(
Bouillon15 giugno 1906 – Málaga31 marzo 1994)
Il professore Robert Faurisson, un emerito ricercatore dell'università di Lione, ha messo in discussione l'esistenza delle camere a gas, affermando che tali camere non sono mai esistite nei campi di concentramento tedeschi, e che la Shoah è una enorme truffa politico finanziaria ai danni del popolo tedesco e di quello palestinese. Un disegno perverso al fine di favorire la nascita dello stato di Israele e di estorcere denaro a favore del sionismo internazionale. Nel 1978 Faurisson persuaso dell'inesistenza delle camere a gas, sollecitava gli storici ad aprire un dibattito sul tema, e invitava chiunque a presentare prove incontrovertibili della loro esistenza e del loro funzionamento.

L'uomo della strada, ovviamente, non ha i mezzi di ricerca che possiede un professore universitario. Non può passare dieci anni per fare delle indagini. Ma riflettendo, ognuno poteva almeno, porsi alcune domande sensate dopo aver letto Faurisson.
1.Perché, se fosse stato così semplice gasare milioni di ebrei con il solo uso di granuli di Zyklon B, non più grandi di un'aspirina, perché i tedeschi non avrebbero utilizzato questi metodi così semplici negli stessi paesi in cui vivevano questi ebrei: Ungheria, in Serbia, in Grecia, Francia, ecc... invece di trascinarsi dietro questi ebrei in migliaia di treni ingombranti e costosi attraverso tutta l'Europa, con innumerevoli complicazioni di sovraccarico attraverso le reti ferroviarie dal 1942 al 1944?
2. Mentre i tedeschi, per l'appunto, per la mancanza di mezzi rotabili, lasciavano viaggiare i loro soldati in carri bestiame che avevano ritardi di 21 a 23 giorni per arrivare al fronte orientale. Perché avrebbero dovuto tralasciare la loro azione militare per caricare degli ebrei in centomila vagoni e seimila locomotive, di cui la loro armata ne aveva un fortissimo bisogno?
Il trasporto degli ebrei in questione ha rappresentato per gli anni di guerra un percorso di milioni di chilometri. Se ciò era per portare questi israeliti sul territorio tedesco col solo scopo di liquidarli, perché i tedeschi non utilizzarono sul posto questi granuli di Zyklon B, minuscoli e per niente ingombranti, invece di ricorrere a interminabili trasporti per via ferroviaria?
3. I tedeschi, senza i loro lavoratori, partiti come soldati al fronte sovietico, dovevano sopportare grandi costi di milioni di stranieri, al fine che fossero mantenute in attività le loro fabbriche. Allora perché, in questo tale caso di necessità, avrebbero dovuto privarsi, gasandola, l'immensa manodopera ebrea, completamente gratuita ?
4. Perché inoltre i tedeschi, che avevano un grande bisogno di manodopera nella loro industria bellica, avrebbero dovuto licenziare questa manodopera, molto significativa, gasandola?
5. Infine, se è vero che tutti gli ebrei, o quasi, perirono gasati nei campi tedeschi, come si spiega che dopo la sconfitta del Reich nel 1945, arrivarono tutti guizzanti qualche due milioni di ebrei che erano stati nei campi di Hitler?

Certamente i 75.000 deportati ebrei consegnati dalla Francia ai tedeschi durante la guerra non avevano nessun motivo di ritornare, una volta liberi, nel paese che li aveva così maltrattati, Israele presentava più attrazioni. Ma essi erano accompagnati da tribù, di tutta ll'Europa detta liberata, specialmente da centinaia di migliaia di ebrei provenienti dall'Ungheria e da un milione, si, un milione !!! di ebrei provenienti dalla Polonia, preferendo mille volte Israele piuttosto che tornare alla loro vecchia casa, dove i comunisti vittoriosi erano già impegnati in nuovi programmi!
Se sono stati ammazzati tutti, o quasi tutti, da Hitler, come hanno fatto ad arrivare così numerosi alle rive di Tel Aviv?
Léon Degrelle

Zyklon B, minuscole pastiglie


Léon Degrelle ( Les soit disant chambres à gaz )
L’homme de la rue, évidemment, ne dispose pas des moyens de recherches que possède un professeur d’université. Il ne peut pas consacrer dix ans à des investigations. Mais, faisant réflexion, chacun pouvait néanmoins, après avoir lu Faurisson, se poser quelques questions de bon sens :
1) Pourquoi, s’il était si simple de gazer des millions de Juifs avec le seul emploi de granulés de Zyklon B, pas plus gros qu’une aspirine, pourquoi les Allemands n’avaient-ils pas utilisé sur place ces moyens, tout simples, dans les pays mêmes où vivaient ces Juifs, en Hongrie, en Serbie, en Grèce, en France, etc, au lieu de trimbaler interminablement ces Juifs dans des milliers de trains encombrants, coûteux, à travers toute l’Europe, parmi les complications inouïes des réseaux ferroviaires surchargés de 1942 à 1944 ?
2) Alors que les Allemands, précisément, manquaient de matériel roulant à tel point que leurs millions de soldats tardaient de 21 à 23 jours pour arriver, en wagons à bestiaux, au front de l’Est, pourquoi auraient-ils détourné de leur fonction militaire, pour charrier des Juifs, cent mille wagons et six mille locomotives dont leurs armées éprouvaient un besoin extrême ?
Le transbahutage des Juifs en question a représenté au long des années de guerre des millions de kilomètres de parcours. Si c’était pour amener ces Israélites sur le territoire allemand dans le seul but de les liquider, pourquoi les Allemands n’utilisaient-ils pas sur place ces granulés si peu encombrants de Zyklon B au lieu de recourir à d’aussi interminables déplacements par voie ferrée ?
3) Les Allemands, privés de leurs travailleurs, partis comme soldats au front soviétique, devaient amener à grands frais des millions d’étrangers afin que fussent maintenues en activité leurs usines. Alors pourquoi, dans un tel cas de nécessité, eussent-ils été se priver, en la gazant, de l’immense main-d’œuvre juive, gratuite celle-là ?
4) Pourquoi en outre, alors qu’ils éprouvaient, à un point si harcelant, un besoin de collaboration manuelle dans leurs industries de guerre, pourquoi les Allemands, organisateurs patentés, eussent-ils, en affamant ou maltraitant cette main d’oeuvre, ou en la gazant, commis la stupidité de réduire à rien le rendement de cette réserve de travail qui, de toute évidence, eût pu être considérable ?
5) Enfin, s’il est exact que tous les Juifs d’Europe, ou peu s’en faut, ont péri gazés dans les camps allemands, comment est-il explicable qu’après la défaite du Reich en 1945, aient pu arriver tout frétillants dans le nouvel État d’Israël quelque deux millions d’ex-locataires juifs des camps d’Hitler ?
Certes, les 75 000 déportés israélites livrés par la France aux Allemands pendant la guerre n’avaient aucun motif de retourner, une fois libres, dans le pays qui les avait si maltraités ; Israël présentait beaucoup plus d’attraits. Mais ils étaient accompagnés de tribus de toute l’Europe dite libérée, notamment de centaines de milliers de Juifs provenant de Hongrie et d’un million – oui ! un million ! – de Juifs de Pologne, préférant mille fois Israël au retour à leur ancien gîte, où les communistes vainqueurs se livraient déjà à de nouveaux pograms !
S’ils étaient tous, ou à peu près tous, morts chez Hitler, comment arrivaient-ils si nombreux, après 1945, aux rivages de Tel Aviv ?
Léon Degrelle

Prof. Robert Faurisson
Faurisson afferma:
Le sedicenti “camere a gas” e il presunto “genocidio nazista” degli Ebrei formano una sola e propria menzogna storica, che ha permesso una gigantesca truffa politico-finanziaria, di cui i principali beneficiari sono lo Stato d'Israele e il sionismo internazionale, e di cui le principali vittime sono il Popolo tedesco,   e l'intero Popolo palestinese. 

domenica 28 febbraio 2016

Léon Degrelle: sognammo un mondo meraviglioso - we dreamed of something marvellous

Léon Degrelle
Léon Joseph Marie Ignace Degrelle (Bouillon, 15 giugno 1906 – Málaga, 31 marzo 1994) è stato un politico belga, fondatore delrexismo, movimento nazionalista belga di ispirazione cattolica, per poi indirizzarsi ideologicamente al fascismo. Combatté nella seconda guerra mondiale nel contingente vallone delle Waffen-SS. Esiliato in Spagna nel 1945 e ivi naturalizzato nel 1954, ha sempre difeso ed esaltato il suo operato erigendosi a paladino del nazionalsocialismo e delle tesi revisioniste sulla seconda guerra mondiale. È stato una delle principali figure del neonazionalsocialismo e referente di alcuni movimenti dell'estrema destra europea.


e quando guardo indietro non ho che una sensazione, un grande rimpianto, rimpianto di non essere riusciti a creare questo mondo europeo che è stato per sempre padrone dell'universo, che assicurava alla razza bianca, la prima delle razze, il grande dominio della mente. Quando noi vediamo cosa ci sta di fronte... trenta anni di vittorie degli altri hanno portato questa anarchia nel mondo, questa disfatta del mondo bianco, questa diserzione in tutto l'universo. Quando vediamo nei nostri paesi la decomposizione dei costumi, la sconfitta della Patria, la caduta della famiglia, il collasso dell'ordine sociale. Quando vediamo questo appetito verso i beni materiali che è subentrato alla grande fiamma dell'ideale che ci animava, e molto bene fra i due, abbiamo scelto la parte buona. La piccola miserabile Europa di oggi, di questo striminzito mercato comune, non potrà dare nessuna felicità agli uomini. La società dei consumi sta facendo marcire l'umanità invece di farla crescere. Noi almeno abbiamo sognato qualcosa di grandioso e fino all'ultimo momento della mia esistenza mi batterò per questo. Per quello che fu la nostra lotta e il nostro martirio sia un giorno la resurrezione.”
Gioventù tedesca durante il nazionalsocialismo hitleriano

«Quand je récapitule, je n’ai qu’un sentiment, c’est un immense regret, regret que nous n’ayons pas pu créer ce monde européen qui eut été le maître de l’univers pour toujours, qui assurait à la race blanche, la première des races, la grande domination de l’esprit. Quand nous voyons ce qu’il y a en face, ce que trente ans de victoire des autres ont donné : cette anarchie dans le monde, cette débandade du monde blanc, cette désertion à travers l’univers. Quand nous voyons dans nos propres pays la décomposition des mœurs, la chute de la Patrie, la chute de la famille, la chute de l’ordre social. Quand nous voyons cet appétit des biens matériels qui a succédé à la grande flamme de l’idéal qui nous animait, et bien vraiment, entre les deux, nous avions choisi le bon côté. La petite Europe misérable d’aujourd’hui, de ce marché commun étriqué, ça peut pas donner le bonheur aux hommes. La société de consommation pourrit l’humanité au lieu de la grandir. Alors nous autres au moins nous avons rêvé à quelque chose de grandiose et nous n’avons qu’un seul désir, c’est que cet esprit là renaisse, et avec mes forces et jusqu’au dernier moment de mon existence, je lutterai pour ça, pour que ce qui fut notre combat et notre martyr soit un jour la résurrection ».
Entusiamo delle ragazze tedesche al passaggio del Führer: Adolf Hitler

« Si j'avais eu un fils, j'aurais aimé qu'il fût comme vous. »
« Se io avessi avuto un figlio mi sarebbe piaciuto che fosse come voi. »
(Presunta dichiarazione di Adolf Hitler a Degrelle: da una intervista di Jean Kapel a Léon Degrelle in Histoire magazine, n° 19, settembre 1981)

Gioventù tedesca attuale: 
la decadenza totale della società, della famiglia e dei valori.





sabato 30 maggio 2015

La lettera di Léon Degrelle al Papa Giovanni Paolo II dal suo esilio in Spagna, 20 maggio 1979

estratto dalla lettera originale

dall'esilio a Sua Santità, Papa Giovanni Paolo II, Città del Vaticano

Santo Padre, sono Léon Degrelle, il capo del Rexisme belga prima della seconda guerra mondiale e il Comandante dei Volontari belgi del Fronte Orientale, combattente in seno alla 28 ° divisione armata SS " Vallonia " durante la stessa guerra. Questo non è certamente agli occhi di tutti una raccomandazione. Ma io sono un cattolico come Voi e credo, quindi, di aver il permesso di scriverVi come un fratello nella fede. Ecco si tratta, come la stampa annuncia, del vostro prossimo viaggio in Polonia tra il 2 e il 12 giugno del 1979, di andare a concelebrare la Messa con tutti i Vescovi polacchi nell'ex campo di concentramento di Auschwitz. Trovo, vi dico subito, molto edificante pregare per i morti chiunque essi siano, ovunque esso sia, anche di fronte ai nuovi forni crematori fiammeggianti, ai mattoni refrattari immacolati. Ma mi sento preoccupato comunque. Voi siete polacco. Questa appartenenza riappare costantemente, ed è umano, nel vostro comportamento pontificio. (...)

Léon Joseph Marie Ignace Degrelle alias José León Ramírez Reina 
Se vi impressionano molto fortemente vecchi sentimenti di patriota, di chi partecipò da vicino, nella sua gioventù a un duro conflitto bellico, voi potreste essere tentato, divenuto Papa, prendere parte alle lotte temporali che la storia non ha ancora risolto. (...)

Temo soprattutto che le vostre preghiere, e anche semplicemente la vostra sola presenza qui (ad Auschwitz), vengano immediatamente deviate dal loro significato profondo, e servire da schermo per propagandisti senza scrupoli che le usano per riavviare immediatamente sotto la vostra copertura, campagne di odio a base di contro-verità che avvelenano tutto il caso di Auschwitz, dopo oltre un quarto di secolo. (...)
Voi siete stato, Beatissimo Padre, un resistente durante la seconda guerra mondiale. Alcuni sostengono che siete stato internato ad Auschwitz: come molti altri ne siete uscito, dal momento che siete Papa, un Papa che, ovviamente, non sente troppo il gas Zyklon B!
Santità, avendo vissuto in quei luoghi, dovreste sapere che le gasazioni di massa di milioni di persone non hanno avuto mai luogo. Come testimone sul campo avete mai visto personalmente che questi massacri di massa, propagandati da gruppi settari, siano stati mai eseguiti? (...)
Per il resto, Santo Padre, proprio perché si parla di una formale determinazione di genocidio, non esiste nessun documento ufficiale che abbia dato prova in questi 30 anni di quello che finora ci è stato raccontato sullo sterminio di milioni di ebrei. Ed ancora oggi si continua a parlare di fantomatiche camere a gas. È insensato immaginare, soprattutto di rivendicare, che avrebbero potuto essere gasati ad Auschwitz, 24.000 persone al giorno, in gruppi di 3000 ogni volta. (...)

E poi tutti i particolari: 21 ore di attesa prima di smuovere il primo cadavere e poi estrarre tutti i denti dalle mascelle dei cadaveri, quelli d'oro, quelli piombati come se fossero diamanti nascosti. (…)
24.000 gasati giornalmente al Cyclon B, che rappresentano 48.000 mascelle da svuotare, più di 760.000 denti da controllare giornalmente, se ci teniamo ai 6 milioni di ebrei morti. Parlando solo delle estrazioni, esse avrebbero assorbito ben 1875 giorni di lavoro dell'intera squadra. E poi tagliare i capelli ed esaminare ancora gli ani dei cadaveri, prima di essere passati nei forni, per vedere se nascondessero gioielli o diamanti. Potete, Santo Padre immaginare una cosa simile?

Léon Degrelle durante il secondo conflitto mondiale
Santo Padre, i potenti abusano cento volte del loro potere. Molte persone hanno perduto la testa, non uno specialmente, ma tutti. Accanto milioni di cuori puri e disinteressati che hanno offerto la loro giovinezza a un ideale, la Germania ha avuto come tutti gli altri, la sua quota di esseri detestabili colpevoli di violenza inaccettabile. Ma quale paese non ha avuto la sua? La Francia della Rivoluzione francese non ha inventato il Terrore, la ghigliottina e gli annegamenti nella Loira? E la Gran Bretagna con i suoi orrori, i suoi bombardamenti su città libere come Copenhagen, i suoi campi di concentramento di Transvaal, dove furono trucidati donne e bambini in una miseria indicibile?

 Karol Jozéf Wojtyla, alias Giovanni Paolo II
Homo homini lupus (l'uomo lupo dell'uomo), dicono i settari. Homo homini frater (l'uomo, fratello dell'uomo), dice il cristiano, che non è ipocrita. Siamo tutti fratelli, il deportato soffre dietro il filo spinato, il soldato sparuto sul suo mitra. Noi tutti che siamo sopravvissuti al 1945, Voi il perseguitato divenuto papa, io il guerriero divenuto perseguitato e milioni di persone che hanno vissuto in un modo come l'altro, l'immensa tragedia della seconda guerra mondiale, col nostro ideale, i nostri 10 Léon Degrelle slanci, le nostre debolezze, i nostri errori, noi dobbiamo perdonare, noi dobbiamo amare. La vita non ha altro senso. Dio non ha altro senso. Quindi in sostanza che importa il resto. Il giorno in cui celebrerete la vostra messa ad Auschwitz, nonostante le crisi spirituali, che possono comportare le prese di posizione di un papa nel dibattito storico non chiuso, e malgrado i fanatici dell'odio, che senza indugio, sfrutteranno la spettacolarità del vostro gesto, unirò, dal fondo del mio esilio lontano, il mio fervore al vostro. Santo Padre, filialmente vostro Léon Degrelle

Lettera completa in francese di Léon Degrelle al Papa: 

Lettre à Jean-Paul II, par Léon Degrelle - le pape connaissait la vérité

En exil, le 20 Mai 1979. 
A SA SAINTETÉ LE PAPE JEAN-PAUL II  Cité du Vatican. 

Très Saint Père, Je suis Léon Degrelle, le Chef du Rexisme belge avant la Seconde Guerre Mondiale, et, durant celle-ci, le Commandeur des Volontaires belges du Front de l'Est, luttant au sein de la 28ème Division des Waffen S.S. «Wallonie». Ceci n'est certainement pas aux yeux de tous une recommandation. Mais je suis catholique comme vous et me crois, de ce fait, autorisé à vous écrire, comme à un frère dans la foi. Voilà de quoi il s'agit: la presse annonce que lors de votre prochain voyage en Pologne, entre le 2 et le 12 Juin 1979, vous allez concélébrer la Messe avec tous les Évêques polonais à l'ancien camp de concentration d'Auschwitz. Je trouve, je vous le dis tout de suite, très édifiant qu'on prie pour les morts quelqu'ils soient, et où que ce soit, même devant des fours crématoires flambants neufs, aux briques réfractaires immaculées. Mais j'éprouve des appréhensions tout de même. Vous êtes Polonais. Cette appartenance réapparaît sans cesse, et c'est humain, dans votre comportement pontifical. Si vous impressionnaient trop fortement d'anciens ressentiments de patriote qui participa de tout près, dans sa jeunesse, à un dur conflit belliqueux, vous pourriez être tenté de prendre parti, devenu Pape, dans des bagarres tempo[4]relles que l'Histoire n'a pas encore suffisamment décantées. 
continua a leggere:  continua a leggere