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domenica 13 marzo 2016

le sedicenti camere a gas: Léon Degrelle

Léon Joseph Marie Ignace Degrelle 
(
Bouillon15 giugno 1906 – Málaga31 marzo 1994)
Il professore Robert Faurisson, un emerito ricercatore dell'università di Lione, ha messo in discussione l'esistenza delle camere a gas, affermando che tali camere non sono mai esistite nei campi di concentramento tedeschi, e che la Shoah è una enorme truffa politico finanziaria ai danni del popolo tedesco e di quello palestinese. Un disegno perverso al fine di favorire la nascita dello stato di Israele e di estorcere denaro a favore del sionismo internazionale. Nel 1978 Faurisson persuaso dell'inesistenza delle camere a gas, sollecitava gli storici ad aprire un dibattito sul tema, e invitava chiunque a presentare prove incontrovertibili della loro esistenza e del loro funzionamento.

L'uomo della strada, ovviamente, non ha i mezzi di ricerca che possiede un professore universitario. Non può passare dieci anni per fare delle indagini. Ma riflettendo, ognuno poteva almeno, porsi alcune domande sensate dopo aver letto Faurisson.
1.Perché, se fosse stato così semplice gasare milioni di ebrei con il solo uso di granuli di Zyklon B, non più grandi di un'aspirina, perché i tedeschi non avrebbero utilizzato questi metodi così semplici negli stessi paesi in cui vivevano questi ebrei: Ungheria, in Serbia, in Grecia, Francia, ecc... invece di trascinarsi dietro questi ebrei in migliaia di treni ingombranti e costosi attraverso tutta l'Europa, con innumerevoli complicazioni di sovraccarico attraverso le reti ferroviarie dal 1942 al 1944?
2. Mentre i tedeschi, per l'appunto, per la mancanza di mezzi rotabili, lasciavano viaggiare i loro soldati in carri bestiame che avevano ritardi di 21 a 23 giorni per arrivare al fronte orientale. Perché avrebbero dovuto tralasciare la loro azione militare per caricare degli ebrei in centomila vagoni e seimila locomotive, di cui la loro armata ne aveva un fortissimo bisogno?
Il trasporto degli ebrei in questione ha rappresentato per gli anni di guerra un percorso di milioni di chilometri. Se ciò era per portare questi israeliti sul territorio tedesco col solo scopo di liquidarli, perché i tedeschi non utilizzarono sul posto questi granuli di Zyklon B, minuscoli e per niente ingombranti, invece di ricorrere a interminabili trasporti per via ferroviaria?
3. I tedeschi, senza i loro lavoratori, partiti come soldati al fronte sovietico, dovevano sopportare grandi costi di milioni di stranieri, al fine che fossero mantenute in attività le loro fabbriche. Allora perché, in questo tale caso di necessità, avrebbero dovuto privarsi, gasandola, l'immensa manodopera ebrea, completamente gratuita ?
4. Perché inoltre i tedeschi, che avevano un grande bisogno di manodopera nella loro industria bellica, avrebbero dovuto licenziare questa manodopera, molto significativa, gasandola?
5. Infine, se è vero che tutti gli ebrei, o quasi, perirono gasati nei campi tedeschi, come si spiega che dopo la sconfitta del Reich nel 1945, arrivarono tutti guizzanti qualche due milioni di ebrei che erano stati nei campi di Hitler?

Certamente i 75.000 deportati ebrei consegnati dalla Francia ai tedeschi durante la guerra non avevano nessun motivo di ritornare, una volta liberi, nel paese che li aveva così maltrattati, Israele presentava più attrazioni. Ma essi erano accompagnati da tribù, di tutta ll'Europa detta liberata, specialmente da centinaia di migliaia di ebrei provenienti dall'Ungheria e da un milione, si, un milione !!! di ebrei provenienti dalla Polonia, preferendo mille volte Israele piuttosto che tornare alla loro vecchia casa, dove i comunisti vittoriosi erano già impegnati in nuovi programmi!
Se sono stati ammazzati tutti, o quasi tutti, da Hitler, come hanno fatto ad arrivare così numerosi alle rive di Tel Aviv?
Léon Degrelle

Zyklon B, minuscole pastiglie


Léon Degrelle ( Les soit disant chambres à gaz )
L’homme de la rue, évidemment, ne dispose pas des moyens de recherches que possède un professeur d’université. Il ne peut pas consacrer dix ans à des investigations. Mais, faisant réflexion, chacun pouvait néanmoins, après avoir lu Faurisson, se poser quelques questions de bon sens :
1) Pourquoi, s’il était si simple de gazer des millions de Juifs avec le seul emploi de granulés de Zyklon B, pas plus gros qu’une aspirine, pourquoi les Allemands n’avaient-ils pas utilisé sur place ces moyens, tout simples, dans les pays mêmes où vivaient ces Juifs, en Hongrie, en Serbie, en Grèce, en France, etc, au lieu de trimbaler interminablement ces Juifs dans des milliers de trains encombrants, coûteux, à travers toute l’Europe, parmi les complications inouïes des réseaux ferroviaires surchargés de 1942 à 1944 ?
2) Alors que les Allemands, précisément, manquaient de matériel roulant à tel point que leurs millions de soldats tardaient de 21 à 23 jours pour arriver, en wagons à bestiaux, au front de l’Est, pourquoi auraient-ils détourné de leur fonction militaire, pour charrier des Juifs, cent mille wagons et six mille locomotives dont leurs armées éprouvaient un besoin extrême ?
Le transbahutage des Juifs en question a représenté au long des années de guerre des millions de kilomètres de parcours. Si c’était pour amener ces Israélites sur le territoire allemand dans le seul but de les liquider, pourquoi les Allemands n’utilisaient-ils pas sur place ces granulés si peu encombrants de Zyklon B au lieu de recourir à d’aussi interminables déplacements par voie ferrée ?
3) Les Allemands, privés de leurs travailleurs, partis comme soldats au front soviétique, devaient amener à grands frais des millions d’étrangers afin que fussent maintenues en activité leurs usines. Alors pourquoi, dans un tel cas de nécessité, eussent-ils été se priver, en la gazant, de l’immense main-d’œuvre juive, gratuite celle-là ?
4) Pourquoi en outre, alors qu’ils éprouvaient, à un point si harcelant, un besoin de collaboration manuelle dans leurs industries de guerre, pourquoi les Allemands, organisateurs patentés, eussent-ils, en affamant ou maltraitant cette main d’oeuvre, ou en la gazant, commis la stupidité de réduire à rien le rendement de cette réserve de travail qui, de toute évidence, eût pu être considérable ?
5) Enfin, s’il est exact que tous les Juifs d’Europe, ou peu s’en faut, ont péri gazés dans les camps allemands, comment est-il explicable qu’après la défaite du Reich en 1945, aient pu arriver tout frétillants dans le nouvel État d’Israël quelque deux millions d’ex-locataires juifs des camps d’Hitler ?
Certes, les 75 000 déportés israélites livrés par la France aux Allemands pendant la guerre n’avaient aucun motif de retourner, une fois libres, dans le pays qui les avait si maltraités ; Israël présentait beaucoup plus d’attraits. Mais ils étaient accompagnés de tribus de toute l’Europe dite libérée, notamment de centaines de milliers de Juifs provenant de Hongrie et d’un million – oui ! un million ! – de Juifs de Pologne, préférant mille fois Israël au retour à leur ancien gîte, où les communistes vainqueurs se livraient déjà à de nouveaux pograms !
S’ils étaient tous, ou à peu près tous, morts chez Hitler, comment arrivaient-ils si nombreux, après 1945, aux rivages de Tel Aviv ?
Léon Degrelle

Prof. Robert Faurisson
Faurisson afferma:
Le sedicenti “camere a gas” e il presunto “genocidio nazista” degli Ebrei formano una sola e propria menzogna storica, che ha permesso una gigantesca truffa politico-finanziaria, di cui i principali beneficiari sono lo Stato d'Israele e il sionismo internazionale, e di cui le principali vittime sono il Popolo tedesco,   e l'intero Popolo palestinese. 

domenica 28 febbraio 2016

Léon Degrelle: sognammo un mondo meraviglioso - we dreamed of something marvellous

Léon Degrelle
Léon Joseph Marie Ignace Degrelle (Bouillon, 15 giugno 1906 – Málaga, 31 marzo 1994) è stato un politico belga, fondatore delrexismo, movimento nazionalista belga di ispirazione cattolica, per poi indirizzarsi ideologicamente al fascismo. Combatté nella seconda guerra mondiale nel contingente vallone delle Waffen-SS. Esiliato in Spagna nel 1945 e ivi naturalizzato nel 1954, ha sempre difeso ed esaltato il suo operato erigendosi a paladino del nazionalsocialismo e delle tesi revisioniste sulla seconda guerra mondiale. È stato una delle principali figure del neonazionalsocialismo e referente di alcuni movimenti dell'estrema destra europea.


e quando guardo indietro non ho che una sensazione, un grande rimpianto, rimpianto di non essere riusciti a creare questo mondo europeo che è stato per sempre padrone dell'universo, che assicurava alla razza bianca, la prima delle razze, il grande dominio della mente. Quando noi vediamo cosa ci sta di fronte... trenta anni di vittorie degli altri hanno portato questa anarchia nel mondo, questa disfatta del mondo bianco, questa diserzione in tutto l'universo. Quando vediamo nei nostri paesi la decomposizione dei costumi, la sconfitta della Patria, la caduta della famiglia, il collasso dell'ordine sociale. Quando vediamo questo appetito verso i beni materiali che è subentrato alla grande fiamma dell'ideale che ci animava, e molto bene fra i due, abbiamo scelto la parte buona. La piccola miserabile Europa di oggi, di questo striminzito mercato comune, non potrà dare nessuna felicità agli uomini. La società dei consumi sta facendo marcire l'umanità invece di farla crescere. Noi almeno abbiamo sognato qualcosa di grandioso e fino all'ultimo momento della mia esistenza mi batterò per questo. Per quello che fu la nostra lotta e il nostro martirio sia un giorno la resurrezione.”
Gioventù tedesca durante il nazionalsocialismo hitleriano

«Quand je récapitule, je n’ai qu’un sentiment, c’est un immense regret, regret que nous n’ayons pas pu créer ce monde européen qui eut été le maître de l’univers pour toujours, qui assurait à la race blanche, la première des races, la grande domination de l’esprit. Quand nous voyons ce qu’il y a en face, ce que trente ans de victoire des autres ont donné : cette anarchie dans le monde, cette débandade du monde blanc, cette désertion à travers l’univers. Quand nous voyons dans nos propres pays la décomposition des mœurs, la chute de la Patrie, la chute de la famille, la chute de l’ordre social. Quand nous voyons cet appétit des biens matériels qui a succédé à la grande flamme de l’idéal qui nous animait, et bien vraiment, entre les deux, nous avions choisi le bon côté. La petite Europe misérable d’aujourd’hui, de ce marché commun étriqué, ça peut pas donner le bonheur aux hommes. La société de consommation pourrit l’humanité au lieu de la grandir. Alors nous autres au moins nous avons rêvé à quelque chose de grandiose et nous n’avons qu’un seul désir, c’est que cet esprit là renaisse, et avec mes forces et jusqu’au dernier moment de mon existence, je lutterai pour ça, pour que ce qui fut notre combat et notre martyr soit un jour la résurrection ».
Entusiamo delle ragazze tedesche al passaggio del Führer: Adolf Hitler

« Si j'avais eu un fils, j'aurais aimé qu'il fût comme vous. »
« Se io avessi avuto un figlio mi sarebbe piaciuto che fosse come voi. »
(Presunta dichiarazione di Adolf Hitler a Degrelle: da una intervista di Jean Kapel a Léon Degrelle in Histoire magazine, n° 19, settembre 1981)

Gioventù tedesca attuale: 
la decadenza totale della società, della famiglia e dei valori.





sabato 30 maggio 2015

La lettera di Léon Degrelle al Papa Giovanni Paolo II dal suo esilio in Spagna, 20 maggio 1979

estratto dalla lettera originale

dall'esilio a Sua Santità, Papa Giovanni Paolo II, Città del Vaticano

Santo Padre, sono Léon Degrelle, il capo del Rexisme belga prima della seconda guerra mondiale e il Comandante dei Volontari belgi del Fronte Orientale, combattente in seno alla 28 ° divisione armata SS " Vallonia " durante la stessa guerra. Questo non è certamente agli occhi di tutti una raccomandazione. Ma io sono un cattolico come Voi e credo, quindi, di aver il permesso di scriverVi come un fratello nella fede. Ecco si tratta, come la stampa annuncia, del vostro prossimo viaggio in Polonia tra il 2 e il 12 giugno del 1979, di andare a concelebrare la Messa con tutti i Vescovi polacchi nell'ex campo di concentramento di Auschwitz. Trovo, vi dico subito, molto edificante pregare per i morti chiunque essi siano, ovunque esso sia, anche di fronte ai nuovi forni crematori fiammeggianti, ai mattoni refrattari immacolati. Ma mi sento preoccupato comunque. Voi siete polacco. Questa appartenenza riappare costantemente, ed è umano, nel vostro comportamento pontificio. (...)

Léon Joseph Marie Ignace Degrelle alias José León Ramírez Reina 
Se vi impressionano molto fortemente vecchi sentimenti di patriota, di chi partecipò da vicino, nella sua gioventù a un duro conflitto bellico, voi potreste essere tentato, divenuto Papa, prendere parte alle lotte temporali che la storia non ha ancora risolto. (...)

Temo soprattutto che le vostre preghiere, e anche semplicemente la vostra sola presenza qui (ad Auschwitz), vengano immediatamente deviate dal loro significato profondo, e servire da schermo per propagandisti senza scrupoli che le usano per riavviare immediatamente sotto la vostra copertura, campagne di odio a base di contro-verità che avvelenano tutto il caso di Auschwitz, dopo oltre un quarto di secolo. (...)
Voi siete stato, Beatissimo Padre, un resistente durante la seconda guerra mondiale. Alcuni sostengono che siete stato internato ad Auschwitz: come molti altri ne siete uscito, dal momento che siete Papa, un Papa che, ovviamente, non sente troppo il gas Zyklon B!
Santità, avendo vissuto in quei luoghi, dovreste sapere che le gasazioni di massa di milioni di persone non hanno avuto mai luogo. Come testimone sul campo avete mai visto personalmente che questi massacri di massa, propagandati da gruppi settari, siano stati mai eseguiti? (...)
Per il resto, Santo Padre, proprio perché si parla di una formale determinazione di genocidio, non esiste nessun documento ufficiale che abbia dato prova in questi 30 anni di quello che finora ci è stato raccontato sullo sterminio di milioni di ebrei. Ed ancora oggi si continua a parlare di fantomatiche camere a gas. È insensato immaginare, soprattutto di rivendicare, che avrebbero potuto essere gasati ad Auschwitz, 24.000 persone al giorno, in gruppi di 3000 ogni volta. (...)

E poi tutti i particolari: 21 ore di attesa prima di smuovere il primo cadavere e poi estrarre tutti i denti dalle mascelle dei cadaveri, quelli d'oro, quelli piombati come se fossero diamanti nascosti. (…)
24.000 gasati giornalmente al Cyclon B, che rappresentano 48.000 mascelle da svuotare, più di 760.000 denti da controllare giornalmente, se ci teniamo ai 6 milioni di ebrei morti. Parlando solo delle estrazioni, esse avrebbero assorbito ben 1875 giorni di lavoro dell'intera squadra. E poi tagliare i capelli ed esaminare ancora gli ani dei cadaveri, prima di essere passati nei forni, per vedere se nascondessero gioielli o diamanti. Potete, Santo Padre immaginare una cosa simile?

Léon Degrelle durante il secondo conflitto mondiale
Santo Padre, i potenti abusano cento volte del loro potere. Molte persone hanno perduto la testa, non uno specialmente, ma tutti. Accanto milioni di cuori puri e disinteressati che hanno offerto la loro giovinezza a un ideale, la Germania ha avuto come tutti gli altri, la sua quota di esseri detestabili colpevoli di violenza inaccettabile. Ma quale paese non ha avuto la sua? La Francia della Rivoluzione francese non ha inventato il Terrore, la ghigliottina e gli annegamenti nella Loira? E la Gran Bretagna con i suoi orrori, i suoi bombardamenti su città libere come Copenhagen, i suoi campi di concentramento di Transvaal, dove furono trucidati donne e bambini in una miseria indicibile?

 Karol Jozéf Wojtyla, alias Giovanni Paolo II
Homo homini lupus (l'uomo lupo dell'uomo), dicono i settari. Homo homini frater (l'uomo, fratello dell'uomo), dice il cristiano, che non è ipocrita. Siamo tutti fratelli, il deportato soffre dietro il filo spinato, il soldato sparuto sul suo mitra. Noi tutti che siamo sopravvissuti al 1945, Voi il perseguitato divenuto papa, io il guerriero divenuto perseguitato e milioni di persone che hanno vissuto in un modo come l'altro, l'immensa tragedia della seconda guerra mondiale, col nostro ideale, i nostri 10 Léon Degrelle slanci, le nostre debolezze, i nostri errori, noi dobbiamo perdonare, noi dobbiamo amare. La vita non ha altro senso. Dio non ha altro senso. Quindi in sostanza che importa il resto. Il giorno in cui celebrerete la vostra messa ad Auschwitz, nonostante le crisi spirituali, che possono comportare le prese di posizione di un papa nel dibattito storico non chiuso, e malgrado i fanatici dell'odio, che senza indugio, sfrutteranno la spettacolarità del vostro gesto, unirò, dal fondo del mio esilio lontano, il mio fervore al vostro. Santo Padre, filialmente vostro Léon Degrelle

Lettera completa in francese di Léon Degrelle al Papa: 

Lettre à Jean-Paul II, par Léon Degrelle - le pape connaissait la vérité

En exil, le 20 Mai 1979. 
A SA SAINTETÉ LE PAPE JEAN-PAUL II  Cité du Vatican. 

Très Saint Père, Je suis Léon Degrelle, le Chef du Rexisme belge avant la Seconde Guerre Mondiale, et, durant celle-ci, le Commandeur des Volontaires belges du Front de l'Est, luttant au sein de la 28ème Division des Waffen S.S. «Wallonie». Ceci n'est certainement pas aux yeux de tous une recommandation. Mais je suis catholique comme vous et me crois, de ce fait, autorisé à vous écrire, comme à un frère dans la foi. Voilà de quoi il s'agit: la presse annonce que lors de votre prochain voyage en Pologne, entre le 2 et le 12 Juin 1979, vous allez concélébrer la Messe avec tous les Évêques polonais à l'ancien camp de concentration d'Auschwitz. Je trouve, je vous le dis tout de suite, très édifiant qu'on prie pour les morts quelqu'ils soient, et où que ce soit, même devant des fours crématoires flambants neufs, aux briques réfractaires immaculées. Mais j'éprouve des appréhensions tout de même. Vous êtes Polonais. Cette appartenance réapparaît sans cesse, et c'est humain, dans votre comportement pontifical. Si vous impressionnaient trop fortement d'anciens ressentiments de patriote qui participa de tout près, dans sa jeunesse, à un dur conflit belliqueux, vous pourriez être tenté de prendre parti, devenu Pape, dans des bagarres tempo[4]relles que l'Histoire n'a pas encore suffisamment décantées. 
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martedì 26 maggio 2015

la verità storica imposta per legge è Menzogna - tributo a Robert Faurisson - le sedicenti “camere a gas”



Karol Wojtyla, chi era davvero? 

Il pensiero totalitario imposto per legge aggredisce i fatti, trasforma la menzogna in verità.
Robert Faurisson afferma:
Le sedicenti “camere a gas” e il presunto “genocidio nazista” degli Ebrei formano una sola e propria menzogna storica, che ha permesso una gigantesca truffa politico-finanziaria, di cui i principali beneficiari sono lo Stato d'Israele e il sionismo internazionale, e di cui le principali vittime sono il Popolo tedesco, ma non i loro dirigenti, e l'intero Popolo palestinese.
Perché volete impedirci su scala planetaria di fare ricerche storiche o dubitare delle vostre verità?
Perché fate condannare dai vostri tribunali i revisionisti e tutti i ricercatori storici?
Perché i vostri continui appelli per far chiudere siti Internet di Revisionisti?
E perché avete mostrato sempre la vostra totale soddisfazione alle vili e violente aggressioni fisiche ai Revisionisti, come ad esempio l'aggressione al saggista francese Robert Faurisson?
Per le sue ricerche storiche e per le sue affermazioni sulle sedicenti camere a gas lo storico negazionista francese Robert Faurisson è stato aggredito più volte da commandi della comunità ebraica. Io sono una persona libera a cui piace ascoltare entrambe le campane su tutto quello che concerne argomenti controversi di Storia. Volerci imporre la vostra verità per legge, come se fosse un dogma è una pretesa assurda e vergognosa. Quando la verità ci viene imposta per legge, dall'alto, allora è certo che si tratta solo di una vile menzogna. Se non credo alla vostra verità, ma alla verità di qualche altro, allora sono un negazionista, e come negazionista delle vostre affermazioni storiche mi aspetta la galera. Se tutto quello che finora ci avete raccontato è vero, allora lasciate che ci siano persone che possano finalmente aprire gli archivi storici e analizzare in modo critico i fatti...
che ci sia finalmente un dibattito serio basato scientificamente e storicamente sulla ricerca della verità. Come potete impedirci per legge di leggere quello che vogliamo. Tutti gli uomini hanno diritto di esprimere il loro pensiero, di leggere quello che vogliono, di vivere liberamente e senza condizionamenti assurdi. Se a voi non piace quello che i revisionisti scrivono e raccontano, voi non avete nessun diritto di impedirglielo. Criticateli pure, presentate le vostre argomentazioni ma smettetela con la vostra censura, perché la verità, quando sarà conosciuta da tutti, sarà uno tsunami che annienterà tutte le menzogne.

Ho sempre creduto a quello che la “Storia ufficiale” ci ha presentato come verità. Fino a qualche anno fa ho creduto allo sterminio di 6 milioni di persone appartenenti al popolo ebraico tramite gasazioni. Adesso dopo aver letto e studiato fino in fondo tutte le argomentazioni del professore Robert Faurisson ho iniziato ad avere i miei dubbi e a non credere più a quello che finora Voi ci avete raccontato.
Nei suoi testi Faurisson sostiene che:
1. non sarebbe mai esistito un piano preordinato di sterminio fisico degli ebrei, bensì un progetto per una loro emigrazione fuori dell'Europa, e che l'eccidio di 6 milioni di persone non è mai avvenuto.
2. Le camere a gas nei campi di sterminio tedeschi non sono mai esistite.
3. l'intera storia dell'Olocausto sarebbe un'enorme invenzione della propaganda alleata a favore dello stato d'Israele.


Nel 1978, R. Faurisson pubblicò un lungo articolo nel quale affermò che il Diario di Anna Frank in realtà è un falso
Nel 1978, Robert Faurisson pubblicò un lungo articolo nel quale affermò che il Diario di Anna Frank in realtà fosse un falso, prodotto artificiosamente dal padre di Anna, Otto Frank. Faurisson diede alla veridicità del diario un taglio scientifico mai prima così approfondito, causando molte polemiche. In un'intervista del 5 febbraio 2008 Faurisson ha dichiarato di essere giunto alla fine della sua carriera di storico, a causa della sua vecchiaia e ritiene oramai concluso il suo compito, ossia di aver vinto la polemica scientifica contro i suoi avversari.
In un messaggio del 5 giugno 2013 il professore Faurisson parla anche della sedicente camera a gas dello Struthof e dei suoi presunti 86 gasati, invitando a finirla con questa storia assurda.

Léon Degrelle, fondatore del Rexismo, movimento nazionalista belga
di ispirazione cattolica
20 maggio 1979 Léon Degrelle, esiliato in Spagna, scrive una lettera a Giovanni Paolo II.
Sono Leon Degrelle, il capo del Rexisme belga e Comandante dei Volontari belgi del fronte Orientale, combattente nella 28 Divisione dell'Armata SS "Vallonia". Sono un cattolico come voi e credo, quindi, essere autorizzato a scrivervi come un fratello nella fede.

Voi siete stato, Beatissimo Padre, un resistente durante la seconda guerra mondiale. Alcuni sostengono che siete stato internato ad Auschwitz: come molti altri, ne siete uscito, dal momento che siete Papa, un Papa, che, ovviamente, non sente troppo il gas Zyklon B! Santità, avendo vissuto in quei luoghi, dovreste sapere che le gasazioni di massa di milioni di persone non hanno avuto mai luogo. Come testimone sul campo avete mai visto personalmente che questi massacri di massa, propagandati da gruppi settari, siano stati mai eseguiti?

Karol Jozef Wojtyla - Giovanni Paolo II
Per il resto, Santo Padre, proprio perché si parla di una formale determinazione di genocidio, non esiste nessun documento ufficiale che abbia dato prova in questi 30 anni di quello che finora ci è stato raccontato sullo sterminio di milioni di ebrei. Ed ancora oggi si continua a parlare di fantomatiche camere a gas. È insensato immaginare, soprattutto di rivendicare, che avrebbero potuto essere gasati ad Auschwitz, 24.000 persone al giorno, in gruppi di 3000 ogni volta. Senza la verità, Santo Padre, tutto crolla. Léon Degrelle 

(salvatore brosal)