mercoledì 4 gennaio 2017

lo sterminio della razza bianca e il piano Kalergi: l'Italia in particolare e l'Europa, in generale, nelle mani del giudaismo talmudico

"Lo sterminio della razza bianca è necessario per risolvere i problemi sociali di tutto il mondo!", lo afferma l'ebreo Noel Ignatiev - La chiave per risolvere tutti i problemi sociali del loro mondo è: "Eliminare la Razza Bianca”! Questo, lo afferma Noel Ignatiev, ebreo "progressista" appartenente alla Cabala satanica sionista mondiale ebraica la quale lavora a questo progetto già da moltissimo tempo.


Questi Giudei, negrieri e sionisti vogliono distruggere il nostro mondo, la nostra storia, la nostra cultura, la nostra razza. Essi hanno realizzato un enorme potere: possiedono quasi tutte le banche del mondo e controllano capillarmente quasi tutti gli Stati e i Governi dell'intero pianeta. Vivono secondo la legge del talmud, che predica che gli ebrei, per salvarsi devono fare il Male, procurando sofferenza a coloro che, amici o nemici, essi individuino come loro possibili ed utili vittime sacrificali.
Il loro perfido piano, per ora, sta funzionando quasi alla perfezione: Vanno in Africa e, con le buone o con le cattive, con guerre, terrore, fame, miseria, propaganda e corruzione convincono o costringono, a venire in Europa a cercar fortuna, di riffa o di raffa, molti negri di ogni tipo: uomini e donne, giovani, vecchi e bambini, quali prestanti ed in perfetta salute e quali deboli, malati e portatori di pericolosissime malattie infettive, come tubercolosi, malaria, dengue, aids, ebola, ecc... Alcuni di questi Africani vengono perfino rapiti negli Stati a sud del Sahara e sul Golfo di Guinea, deportati sotto sorveglianza armata attraverso il deserto del Sahara e costretti ad imbarcarsi a forza dalla Libia verso l'Italia. Per altri invece, alle loro famiglie vengono dati in cambio dei soldi da questi negrieri, e cioè questi poveracci vengono praticamente comprati con un vero e proprio contratto strozzino e schiavista; mentre a molti di coloro che decidono, come veri e propri mercenari di guerra, di venire in Europa, sempre con lo stesso metodo strozzino e ricattatorio, viene pagato il viaggio sulle navi messe a disposizione dal satanico Rothschild. In Europa questi nuovi arrivati vengono in certi casi dispersi come clandestini in campi di fortuna nascosti perfino nei boschi dove vivono, costretti con la violenza e con l'inganno, in uno stato schiavistico e di abbrutimento bestiale totale in condizione di mera sussistenza, lavorando supersfruttati nei campi per la raccolta del pomodoro, della frutta e negli allevamenti di maiali e di altri animali per paghe assurdamente basse di 3 o 4 euro al giorno; altri invece "più fortunati" vengono alloggiati dalla Caritas o dalle Coop, finanziate dallo Stato fantoccio sionista, sedicente "italiano", in confortevoli alberghi, o in discutibilissimi e tremendi centri di accoglienza. In certi casi ricevono gratuitamente vitto, alloggio, e addirittura cellulari, PC a disposizione e in più un sussidio giornaliero. Non a caso, miliardi di euro sono stati stanziati da tutti i governi fantoccio della “Unione Europea” sionista anche per la Nato e l'Onu che da una parte fanno la guerra a questi disgraziati nei loro paesi d'origine e dall'altra "li salvano" quando attraversano il Mediterraneo verso l'Italia, e per i Servizi Sociali e le onlus per la loro accoglienza ed il loro mantenimento. Stati, Governi e Chiese che sono tutti appunto controllati dalla Cabala mondiale ebraico-sionista.
Quando, però, l'Europa sarà sufficientemente strapiena di moltissimi stranieri soprattutto africani ed asiatici, che stanno già da un pezzo venendo inseriti a tutti i livelli, sia bassi che alti in tutti gli organi sociali e statali, come per esempio la congolese Kienge, il marocchino Chaouki, l'israeliano Gutgeld, ed altri ancora in parlamento, ma anche in tutti gli altri settori dello Stato e soprattutto tra i militari e gli organi di polizia e di repressione, allora scatterà la fase finale dell'ormai famigerato "Piano Kalergi". (la distruzione della Razza Bianca)
All'interno di molti Stati, specie del Sud Europa, a moltissimi di questi, "profughi" e "migranti" soprattutto tra i più poveri, disperati e schiavizzati, verrà tolto di colpo la possibilità di lavorare anche per paghe da fame, sarà tolto qualsiasi sussidio ed anche i più "fortunati" verranno sbattuti fuori dagli alberghi e dai centri di accoglienza ed anche da posti di lavoro molto importanti, e tutti saranno costretti in maniera anche violenta a ribellarsi per sopravvivere. Perciò sarà la guerra civile peggio che nelle "banlieu" parigine!, Ma, allora, con l'occasione sarà dato anche luogo a vere e proprie invasioni barbariche dall'esterno con "commandos" dell'Isis e di Al Qeda, etc, dalla Libia e da altri stati del Nord Africa, come la Tunisia e l'Egitto, e dal Vicino Oriente, come la Turchia e l'Arabia Saudita, fatti andare di proposito al collasso, allo sfascio ed alle convulsioni delle rivoluzioni e delle guerre civili ed incivili.
Ragazze europee di nazionalità tedesca
Il fatto è che Noel Ignatiev pur essendo nato a Philadelphia, Pennsylvania, United States nel 1940, è comunque uno dei tantissimi ebrei nati dappertutto nel mondo, ma sempre tutti fortemente collegati tra loro in un'unica associazione a delinquere criminale mondiale di stampo sionista, che è la Cabala ebraica, talmudica, rothschildiana mondiale. Questi ebrei sionisti, talmudici e rothschildiani ritengono infatti, che gli Italiani in particolare, ma in generale tutti gli Europei e l'intera Razza Bianca a livello Mondiale, siano per loro il principale e più pericoloso ostacolo sulla via della realizzazione, anche militare, del loro impero millenario talmudico, egemone su tutta la Terra e sull'intero Sistema Solare.
Ignatiev è dunque niente altro che uno dei tanti collaboratori e programmatori, sia pure di punta, in questo progetto di sterminio di massa a livello mondiale con il quale la Cabala Mondiale Ebraica postula che gli ebrei, per risolvere i loro problemi di dominio e schiavizzazione del resto dell'Umanità del mondo intero, abbiano bisogno di procedere alla eliminazione prima di tutto degli Italiani, poi degli Europei ed infine della intera razza bianca a livello mondiale!

Noel Ignatiev, ebreo "progressista", lavora da anni al progetto per lo sterminio della Razza Bianca
Di fronte a tutto questo, noi Italiani, Noi Europei, Noi di Razza Bianca, non dobbiamo per nulla arrenderci o rimanere passivi come stupide bestie: vacche, maiali o pecore che, passato il periodo dell'ingrasso, vengono poi munte, tosate ed infine portate tutte al macello. Noi non siamo affatto animali decerebrati, ma esseri umani ben dotati di capacità di intendere e di volere, e non saranno certamente neanche i più astuti e malvagi tra i Figli di Giuda a riuscire a prenderci per fessi, metterci nel sacco e portarci tutti al macello per il loro sfizio, la loro soddisfazione, la loro felicità fatta desiderio di primato e di dominio totale mondiale ed assoluto su tutto e tutti!
Se noi penseremo, diremo e faremo le cose giuste, allora come già altre volte nel passato del mondo, questi Figli del Demonio saranno sconfitti, dispersi e riprecipitati di nuovo per secoli e secoli fino al fondo dell'Inferno da cui sono sfuggiti e provengono tutti. (salvatore brosal, duccio. ma)

Video: lo sterminio della razza bianca - piano kalergi

martedì 20 dicembre 2016

L'Italia è una Repubblica nata senza sovranità ed è occupata militarmente dagli USA dal 1943

Basi militari Usa in Italia 
Grazie ai Patrigni costituzionali
8 settembre 1943 l'Italia muore come nazione sovrana e sul suo cadavere germogliano e crescono le menzogne massoniche. Si entra in piena dittatura, camuffata da democrazia, infatti con i loro brogli e imbrogli senza fine, e con i loro media completamente asserviti, fanno credere che agli Italiani vada bene così. 1948 fanno andare in vigore la costituzione scritta dai “Patrigni Costituzionali” e ancora una volta cercano di far credere agli Italiani che tutto vada bene così. E continuano a cercare di far credere che una Costituzione senza nessuna sovranità rallegri la penisola e che tutti siano contenti, ma non è affatto così. La stampa di regime parla di un benessere, inesistente, e cercano di illudere gli Italiani, facendo loro credere, di vivere in un paese finalmente libero e ricco. In realtà l'Italia viene grigliata a fuoco lento ma la stampa di regime, imperterrita, continua a mistificare la verità e a diffondere menzogne, facendole passare per verità. Agli italiani viene imposta una costituzione truffaldina che li priva della sovranità e molti dei propagandisti del regime, o senza averla neppure letta, o senza averla capita, o in totale malafede la difendono e la spacciano per la più bella del mondo.
Si impone di votare per candidati che, per dettato costituzionale, art.67, una volta eletti possono tradire impunemente gli elettori. Ed è proprio con questo perfido e demagogico articolo che vengono messi i fondamenti e le premesse del crescendo di tutte le degenerazioni politiche da allora fino al disastro dei nostri giorni. Parlamentari, che appunto perché eletti senza vincolo di mandato dei loro elettori, ma pesantemente influenzati, condizionati, ricattati e corrotti dalle varie logge massoniche eleggeranno a loro volta un Presidente della Repubblica, (art. 83), che per forza di cose, non potrà mai rappresentare veramente gli interessi del Popolo italiano, ma rappresenterà ovviamente gli interessi delle logge massoniche che lo hanno imposto. (vedi ad esempio Napolitano che nel 2011 ha imposto il governo massonico, antidemocratico e antipopolare di Monti). Avverrà così che il presidente della Repubblica nominerà il Presidente del Consiglio dei ministri, e su proposta di questo, i ministri (art. 92). E saranno tutti espressione degli interessi della massoneria e non del popolo. (vedi ad esempio governi Renzi e Gentiloni, nominati da Mattarella). Il Governo, nominato da un simile Presidente della Repubblica, avrà sicuramente la fiducia delle due camere, traditrici degli elettori e asservite alla massoneria.
Col Porcellum vengono abolite anche le preferenze. La legge n. 270 del 21 dicembre 2005, comunemente nota come legge Calderoli o Porcellum, è una legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza e liste bloccate che ha disciplinato l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica in Italia nel 2006, 2008 e 2013. Nel gennaio 2014, con sentenza n. 1/2014, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale parziale della legge, annullando il premio di maggioranza e introducendo la possibilità di esprimere un voto di preferenza. La legge elettorale proporzionale così risultante, soprannominata Consultellum, è rimasta in vigore per l'elezione della Camera fino alla sua sostituzione con l'Italicum a decorrere dal 1º luglio 2016, e rimane tuttora in vigore per l'elezione del Senato.
Con la riforma costituzionale del 2005 Forza Italia, Lega Nord, CCD, CDU, nuovo PSI e PRI proposero il premierato (presidente del consiglio eletto dal popolo) e Senato delle regioni, oltre alla riduzione drastica di tutti gli inutili idioti: senatori e deputati; La proposta di legge prevedeva inoltre nuove elezioni ad ogni caduta di governo. il popolo sovrano, però, disse no nel referendum 2006. Bisogna andare avanti come vuole la costituzione, questo rifiuto tossico che ci sta avvelenando. Ogni legislatura ha avuto più governi, a volte anche 6. Tutto naturalmente a discrezione del Presidente della Repubblica, non eletto dal popolo italiano. Tutto a discrezione delle camere, che danno o negano la fiducia. Così vuole la costituzione, la più bella e la più inutile del mondo. In 2 legislature (IV e VI) Moro ha fatto 5 volte il presidente del consiglio. Quando il suo governo era sfiduciato e cadeva, il presidente della repubblica decideva di ridargli l'incarico. Il Presidente del Consiglio doveva però soddisfare e sottostare ai ricatti di alcuni parlamentari. Altro che rappresentanti del popolo, ma rappresentanti dei propri interessi. D'altra parte questa costituzione, che abbiamo ereditato dai patrigni costituzionali, lo prevede: Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. Il presidente del Consiglio faceva un rimpasto del nuovo governo, aumentavano i ministeri e i sottosegretari e si andava avanti così. Se il nuovo governo riceveva la fiducia dal Parlamento si continuava e si continuavano a prendere gli italiani per i fondelli. Ieri come oggi, oggi come domani. Viva Viva la costituzione. Guai a chi la tocca o la ritocca. Vae victis! La repubblica italiana è nata senza sovranità ed è pure occupata militarmente da moltissime basi militari statunitensi dal 1943. (salvatore brosal)

martedì 25 ottobre 2016

la profezia di Bettino Craxi: "Dietro la longa manus della cosiddetta globalizzazione si avverte il respiro di nuovi imperialismi, sofisticati e violenti, di natura essenzialmente finanziaria e militare". Estratti dal libro “Io parlo, e continuerò a parlare”

Benedetto Craxi, detto Bettino (Milano, 24 febbraio 1934 – Hammamet, 19 gennaio 2000), è stato un politico italiano, Presidente del Consiglio dei Ministri dal 4 agosto 1983 al 17 aprile 1987 e Segretario del Partito Socialista Italiano dal 1976 al 1993. È stato uno degli uomini politici più rilevanti della cosiddetta Prima Repubblica: intraprese un'azione di rinnovamento del PSI e della sinistra italiana che lo portò a scontrarsi, anche duramente, con le resistenze al cambiamento da parte del Partito Comunista Italiano e all'interno del suo stesso partito. È stato il primo socialista ad aver rivestito l'incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri: la sua attività di governo portò il Paese al di fuori della grave situazione economica e finanziaria dovuta alla "crisi del petrolio" e all'inserimento dell'Italia nel ristretto novero delle nazioni del G7.

"Dietro la longa manus della cosiddetta globalizzazione si avverte il respiro di nuovi imperialismi, sofisticati e violenti, di natura essenzialmente finanziaria e militare".
"Il regime avanza inesorabilmente. Lo fa passo dopo passo, facendosi precedere dalle spedizioni militari del braccio armato. La giustizia politica è sopra ogni altra l’arma preferita. Il resto è affidato all’informazione, in gran parte controllata e condizionata, alla tattica ed alla conquista di aree di influenza. Il regime avanza con la conquista sistematica di cariche, sottocariche, minicariche, e con una invasione nel mondo della informazione, dello spettacolo, della cultura e della sottocultura che è ormai straripante.
Bettino Craxi
Non contenti dei risultati disastrosi provocati dal maggioritario, si vorrebbe da qualche parte dare un ulteriore giro di vite, sopprimendo la quota proporzionale per giungere finalmente alla agognata meta di due blocchi disomogenei, multicolorati, forzati ed imposti. Partiti che sono ben lontani dalla maggioranza assoluta pensano in questo modo di potersi imporre con una sorta di violenta normalizzazione. Sono oggi evidentissime le influenze determinanti di alcune lobbies economiche e finanziarie e di gruppi di potere oligarchici.
A ciò si aggiunga la presenza sempre più pressante della finanza internazionale, il pericolo della svendita del patrimonio pubblico, mentre peraltro continua la quotidiana, demagogica esaltazione della privatizzazione. La privatizzazione è presentata come una sorta di liberazione dal male, come un passaggio da una sfera infernale ad una sfera paradisiaca. Una falsità che i fatti si sono già incaricati di illustrare, mettendo in luce il contrasto che talvolta si apre non solo con gli interessi del mondo del lavoro ma anche con i più generali interessi della collettività nazionale. La “globalizzazione” non viene affrontata dall’Italia con la forza, la consapevolezza, l’autorità di una vera e grande nazione, ma piuttosto viene subìta in forma subalterna in un contesto di cui è sempre più difficile intravedere un avvenire, che non sia quello di un degrado continuo, di un impoverimento della società, di una sostanziale perdita di indipendenza.
I partiti dipinti come congreghe parassitarie divoratrici del danaro pubblico, sono una caricatura falsa e spregevole di chi ha della democrazia un’idea tutta sua, fatta di sé, del suo clan, dei suoi interessi e della sua ideologia illiberale. 
George Soros, ebreo ungherese nato il 12 agosto 1930, denominato lo squalo da Bettino Craxi, nel 1992 si pappò da solo più di 15mila miliardi di debito pubblico italiano. 
Fa meraviglia, invece, come negli anni più recenti ci siano state grandi ruberie sulle quali nessuno ha indagato. Basti pensare che solo in occasione di una svalutazione della lira, dopo una dissennata difesa del livello di cambio compiuta con uno sperpero di risorse enorme ed assurdo dalle autorità competenti, gruppi finanziari collegati alla finanza internazionale, diversi gruppi, speculando sulla lira (Soros) evidentemente sulla base di informazioni certe, che un’indagine tempestiva e penetrante avrebbe potuto facilmente individuare, hanno guadagnato in pochi giorni un numero di miliardi pari alle entrate straordinarie della politica di alcuni anni. Per non dire di tante inchieste finite letteralmente nel nulla.
D’Alema ha detto che con la caduta del Muro di Berlino si aprirono le porte ad un nuovo sistema politico. Noi non abbiamo la memoria corta. Nell’anno della caduta del Muro, nel 1989, venne varata dal Parlamento italiano una amnistia con la quale si cancellavano i reati di finanziamento illegale commessi sino ad allora. La legge venne approvata in tutta fretta e alla chetichella. Non fu neppure richiesta la discussione in aula. Le Commissioni, in sede legislativa, evidentemente senza opposizioni o comunque senza opposizioni rumorose, diedero vita, maggioranza e comunisti d’amore e d’accordo, a un vero e proprio colpo di spugna. La caduta del Muro di Berlino aveva posto l’esigenza di un urgente “colpo di spugna”. Sul sistema di finanziamento illegale dei partiti e delle attività politiche, in funzione dal dopoguerra, e adottato da tutti anche in violazione della legge sul finanziamento dei partiti entrata in vigore nel 1974, veniva posto un coperchio.
Bettino Craxi, presidente del Consiglio con Ronald Reagan, presidente USA nel 1985
La montagna ha partorito il topolino. Anzi il topaccio. Se la Prima Repubblica era una fogna, è in questa fogna che, come amministratore pubblico, il signor Prodi si è fatto le ossa. I parametri di Maastricht non si compongono di regole divine. Non stanno scritti nella Bibbia. Non sono un’appendice ai dieci comandamenti. I criteri con i quali si è oggi alle prese furono adottati in una situazione data, con calcoli e previsioni date. L’andamento di questi anni non ha corrisposto alle previsioni dei sottoscrittori. La situazione odierna è diversa da quella sperata. Più complessa, più spinosa, più difficile da inquadrare se si vogliono evitare fratture e inaccettabili scompensi sociali. Poiché si tratta di un Trattato, la cui applicazione e portata è di grande importanza per il futuro dell’Europa Comunitaria, come tutti i Trattati può essere rinegoziato, aggiornato, adattato alle condizioni reali ed alle nuove esigenze di un gran numero ormai di paesi aderenti.
Questa è la regola del buon senso, dell’equilibrio politico, della gestione concreta e pratica della realtà. Su di un altro piano stanno i declamatori retorici dell’Europa, il delirio europeistico che non tiene contro della realtà, la scelta della crisi, della stagnazione e della conseguente disoccupazione.
Affidare effetti taumaturgici e miracolose resurrezioni alla moneta unica europea, dopo aver provveduto a isterilire, rinunciare, accrescere i conflitti sociali, è una fantastica illusione che i fatti e le realtà economiche e finanziarie del mondo non tarderanno a mettere in chiaro.
La pace si organizza con la cooperazione, la collaborazione, il negoziato, e non con la spericolata globalizzazione forzata. Ogni nazione ha una sua identità, una sua storia, un ruolo geopolitico cui non può rinunciare. Più nazioni possono associarsi, mediante trattati per perseguire fini comuni, economici, sociali, culturali, politici, ambientali. Cancellare il ruolo delle nazioni significa offendere un diritto dei popoli e creare le basi per lo svuotamento, la disintegrazione, secondo processi imprevedibili, delle più ampie unità che si vogliono costruire.
Dietro la longa manus della cosiddetta globalizzazione si avverte il respiro di nuovi imperialismi, sofisticati e violenti, di natura essenzialmente finanziaria e militare."
(Bettino Craxi, estratti dal libro “Io parlo, e continuerò a parlare”, ripresi da “Il Blog di Lameduck” il 19 maggio 2015. Il libro, edito da Mondadori nel 2014, cioè 14 anni dopo la morte di Craxi, raccoglie scritti del leader socialista risalenti alla seconda metà degli anni ‘90. Scritti che oggi appaiono assolutamente profetici).
la tomba di Bettino Craxi ad Hammamet

martedì 13 settembre 2016

Fenestrelle: Campo di Sterminio, una mostruosità

perché insistono sull'aspetto naturalistico e turistico di Fenestrelle?
E non menzionano affatto le atrocità e i crimini commessi in questo terribile luogo di morte?Anche Auschwitz e Guantanamo potrebbero essere propagandati sotto l'aspetto naturalistico e turistico. Ma questo non viene fatto, perché questi due pesi e due misure?
Non lasciatevi incantare dalle belle immagini riprese dall'alto, non lasciatevi influenzare dalla loro mistificazione. Fenestrelle era e resta anche un grande campo di sterminio. Fenestrelle era e resta anche un luogo di morte. Fenestrelle era e resta un inferno per l'umanità. La loro propaganda, fatta con queste belle immagini, li farà ancora cuocere nel brodo della menzogna. Fenestrelle, un campo di sterminio, un luogo di atrocità, di massacri, che vorrebbero ancora restare nascosti e impuniti. Fenestrelle, il campo di sterminio più grande del mondo, che ci crediate o no. Qua, e in altri analoghi campi di sterminio, furono annientati i soldati Duosiciliani che rimasero fedeli al patto di fedeltà giurato al loro popolo e alla loro vera Patria, il Regno delle due Sicilie. Fenestrelle è il simbolo della Vergogna e della menzogna di uno Stato massonico, spacciato per italiano, ma che è il più acerrimo nemico di quel Popolo italiano che dice di rappresentare.
FENESTRELLE: ...che siano commemorati, in questo luogo di morte, tutti gli Italiani che furono ammazzati nel nome di una falsa e ipocrita unità d'Italia. Qua regna la morte, qua in questo campo di sterminio c'è ancora la Barbarie. Qua vivono ancora impunite la ferocia, la crudeltà e l'infamia massonica. Qua la menzogna non viene smascherata ma amplificata e fatta passare per verità.
La spettacolarità delle immagini non cancella i crimini che furono commessi in questo luogo di terrore e di sterminio, altro che Auschwitz, altro che Guantanamo. I corpi dei trucidati venivano sciolti nella calce viva, affinché non restasse traccia dei delitti commessi. Fenestrelle è la vergogna e il disonore di quei criminali massonici cosmopoliti che massacrando tantissimi Italiani, e mettendo a ferro e fuoco tutta l'Italia, costruirono su di essa il loro Stato, nel 1861.
come disse giustamente proprio il massone Edmondo De Amicis: Fenestrelle
"una sorta di gradinata titanica, come una cascata enorme di muraglie a scaglioni, un ammasso gigantesco e triste di costruzioni, che offre non so che aspetto misto di sacro e di barbarico, come una necropoli guerresca o una rocca mostruosa, innalzata per arrestare un'invasione di popoli, o per contener col terrore milioni di ribelli"...
Campo di sterminio di Fenestrelle: una mostruosità, che non deve e non può essere dimenticata.

(salvatore brosal – du. ma)


VIDEO: Fenestrelle Campo di Sterminio




lunedì 18 luglio 2016

Omaggio ad Edoardo Agnelli, da parte del Popolo Duosiciliano, martire del sistema imperialista massonico

Domenica 3 luglio 2016, il popolo Duosiciliano e tutti i Popoli italiani di buona volontà hanno reso omaggio ad Edoardo Agnelli, figlio di Gianni, martirizzato dal sistema massonico rothschildiano che opprime il nostro paese, il nostro continente ed il mondo intero.
Con la morte di Gianni Agnelli e con la Fiat nelle mani degli Elkann sono scomparsi un milione di posti di lavoro. Ogni altro commento appare superfluo.


il giovane Edoardo Agnelli a destra, martire del sistema massonico, col padre Gianni 
La cerimonia, nel cimitero di Villar Perosa, si è svolta aperta a tutti coloro che in spirito di comune e sincera fede, o comunque in spirito di sincera amicizia e simpatia si sono uniti a noi in questo semplice rito della memoria. Edoardo Agnelli, fratello di fede, per le sue idee era molto vicino alla gente normale che deve lottare giornalmente per vivere. Con la morte di Gianni Agnelli, padre di Edoardo, e con la Fiat nelle mani degli Elkann sono scomparsi dall'Italia un milione di posti di lavoro. Ogni altro commento appare superfluo.
Aggiungiamo che questa occasione, oltre a celebrare un segno di fratellanza nella fede, ha anche un significato più ampio al nostro gesto, nel senso che crediamo che sia giusto onorare Edoardo Agnelli anche perché egli, in un momento storico fortemente decisivo, in seno alla sua famiglia e quindi in seno alla classe dirigente attualmente vigente in Italia, rappresentò concretamente e visibilmente qualcosa di più vicino alla nostra sensibilità, ai nostri interessi di membri non solo del Popolo Italiano, ma anche di membri di tanti altri Popoli del Mondo. Edoardo scelse un'ideale di solidarietà umana e di società non solo italiana, ma anche globale che per noi era indubbiamente migliore di quella attualmente rappresentata, prospettata e perseguita da tanti altri personaggi di spicco del panorama italiano e mondiale.

3 luglio 2016, Cimitero di Villar Perosa, Cappella della Famiglia Agnelli
Infatti, l'ideale che animava Edoardo Agnelli e che egli cercò di realizzare, e per il quale, egli seppe e volle lottare fino al sacrificio della sua stessa vita, era a nostro avviso, e per certi versi molto simile allo spirito che animava, ad esempio, Enrico Mattei!
A questo proposito, noi crediamo che, in particolare nel caso specifico, non sia affatto fortuito e senza significato che per Enrico Mattei sia stato decisivo il suo rapporto con la classe dirigente iraniana del suo tempo, ovvero con lo Scià Reza Palevi, proprio come, analogamente anche per Edoardo Agnelli sia stato decisivo il rapporto che egli ebbe con la classe dirigente iraniana del suo tempo, ovvero con l'Imam Khomeyni.
In sostanza, sia Edoardo Agnelli che Enrico Mattei ebbero entrambi una visione di equilibri interni, internazionali e mondiali del tutto diversa ed opposta a quella dominante nel loro contesto storico, che era a loro avversa e la quale, comunque, prevalse in tutti e due i casi fino al punto di eliminarli fisicamente.


E' in questo spirito, costruttivo nei confronti di tutti gli uomini di buona volontà nel mondo intero, che noi e tutti i nostri confratelli, amici e simpatizzanti, abbiamo reso omaggio alla memoria di Edoardo Agnelli. (s. brosal - duccio m.)

Video: 
 Omaggio ad Edoardo Agnelli, martire del sistema massonico - Villar Perosa 3 luglio 2016

mercoledì 15 giugno 2016

l'Italia è uno Stato e non una Nazione

L'Italia non ha un sentimento nazionale e neppure una identità come nazione. 
Molti ancora non se ne sono resi conto ma è così. Il processo forzato di italianizzazione che si sta portando avanti dal 1861 è una cosa che sta solo distruggendo un patrimonio di lingue, di costumi, di tradizioni forse unico in Europa. La più grande Cultura del mondo che viene lentamente distrutta da un branco di accaparratori, di ladri, di disonesti che predicano democrazia e libertà ma che sono solo capaci di schiavizzare.
Che cosa ho io, Duosiciliano della Calabria citeriore, in comune con un tirolese di Sterzing, con un valdostano di Courmayer, con un sardo di Decimomannu, con un piemontese di Fenestrelle???
Una Nazione: "un popolo, una lingua, una storia, una bandiera" – Ma l'Italia non è niente di tutto questo. Solo il glorioso “Regno delle due Sicilie”, unito da millenni e da sempre, era uno Stato ed una Nazione insieme, con Napoli magnifica capitale e con Palermo città d'arte.
Dobbiamo uscire dall'equivoco una volta per sempre e sostituire questo concetto antistorico con le bandiere, con le lingue, con le diverse identità dei popoli italiani all'interno di questo Stato che si chiama Italia ma che non è una Nazione. Vogliamo far capire questa cosa semplice anche a livello politico, nazionale ed europeo, se non vogliamo essere destinati al fallimento e all'estinzione?  (s. b.)

Magna Grecia

L'Italia prima dell'unità !

lunedì 30 maggio 2016

a Motta Santa Lucia paese natale del "Brigante Giuseppe Villella" nasce il primo "Giardino del Dialogo"

"Il Giardino del Dialogo” - Quando l'amore vince la morte. Pasquale Totaro, l'autore del libro, fa partire da Motta Santa Lucia (Calabria), paese natale del Brigante/Patriota Giuseppe Villella, i primi raggi di luce che squarceranno le tenebre e ci porteranno a conoscere i veri Giusti della Storia. Il primo giardino mondiale del dialogo nasce, il 29 maggio 2016, a Motta Santa Lucia alla presenza del sindaco Amedeo Colacino. Seguiranno altre inaugurazioni in altre città. Trentasette targhe per ricordare i genocidi ed i martiri per la pace del mondo intero degli ultimi 500 anni. Gratitudine ed ammirazione al prof. Pasquale Totaro, autore del libro, “Il Giardino del Dialogo”. Dal progetto realizziamo un giardino per tutti i martiri ed i giusti. E che Giuseppe Villella possa finalmente tornare a casa e non essere più tenuto prigioniero nel mausoleo Lombroso di Torino. E che a tutti i Giusti, imprigionati ancora nel vergognoso mausoleo di Torino, intitolato all'ebreo Ezechia Lombroso, venga data finalmente una sepoltura cristiana. (salvatore brosal)
Pasquale Totaro, autore del libro "Il Giardino del Dialogo" con Amedeo Colacino, sindaco di Motta Santa Lucia
La Storia è la Storia. E’ qualcosa che è accaduto. Quindi immutabile! E se, invece, la Storia fosse qualcosa di diverso da quanto leggiamo sui libri? E se quello che vediamo in televisione o sui giornali non fosse tutto vero? Oppure, semplicemente, se non fosse “tutto”, che poi è la medesima cosa? Finora abbiamo vissuto con una visione del mondo “ottimistica”, convinti che le barbarie siano cose del passato e che oggi l’Umanità abbia posto rimedio ad errori, ingiustizie e soprusi dei tempi bui. Ma se cosi non fosse? Se chi ha oppresso, perseguitato, violentato e tiranneggiato l’Umanità continuasse adesso ad occultare i delitti e gli atti abbietti per attuarli ancora, in forme e modi diversi, magari più subdoli e viscidi ma "consoni" all’evoluzione dei tempi? In opposizione a tutto ciò il “Giardino del Dialogo” si pone tra gli obiettivi quello di amplificare le flebili voci di quanti si sono prodigati nel silenzio e, molte volte, nell'indifferenza, se non nel disprezzo generale, per aiutare una persona, una comunità etnica, religiosa, sociale o un popolo intero ingiustamente perseguitato, con violenze, fisiche e morali, dai potenti di turno che hanno poi "coperto" i propri misfatti con parole ed intenzioni fatte passare ai posteri come "buone" e "giuste". Se vi sono state e vi sono ingiustizie che vengono tacitate, sarebbe il caso di venirne a conoscenza? E' lecito sapere quando e come avvennero? Da parte di chi? A danno di chi? In molti libri sono celebrati, come eroi, coloro che in altri manuali di Storia sono additati come esempi di arroganza, violenza, oppressione e prevaricazione. In altri casi persone e fatti sono, semplicemente, distrattamente o volutamente "dimenticati". Purtroppo è assolutamente vero che la Storia è scritta solo dai vincitori e il potere manipola il passato per controllare il presente e determinare il futuro. 
Il “Giardino del Dialogo” vuole ricordare gli avvenimenti ignorati o descritti ad uso e consumo di coloro che in prima persona hanno determinato quegli eventi: tramandandoli faziosamente a proprio vantaggio, deformandoli o cancellandoli dalla memoria per nasconderli ai posteri. Troppe volte la sorte di popoli interi è stata segnata dalla cupidigia, avidità e sete di potere di alcuni uomini, che hanno in seguito  giustificato i loro crimini odiosi con espressioni “politicamente corrette”, quali “libertà”, “giustizia”, “uguaglianza”, "fratellanza”: parole d’ordine che toccano il cuore e sfruttano le emozioni per oscurare la mente. Purtroppo questo travisamento è sempre accaduto ed accade ancor di più oggi, tenuto conto che un pugno di persone, di cui spesso non si conosce neppure il volto, ha di fatto in mano le redini dell’informazione, controllandola capillarmente in modo monopolistico con un potere tale da riuscire persino a scatenare crisi economiche catastrofiche, che mettono in ginocchio così tanti Paesi, e che talvolta fa credere di risolvere con apparenti "aggiustamenti" telematici..., e ad incidere  addirittura sul clima. Molti Popoli della Terra hanno da sempre sofferto la fame e la sete, le malattie e le guerre in tutte le versioni e fuori da ogni possibile controllo. Oggi queste “variabili” non sono più al di sopra delle capacità di controllo umano, ma possiamo considerarli a ragione come avvenimenti voluti, causati e manipolati secondo il volere di poteri planetari e sovrani quanto anonimi e praticamente “irresponsabili” verso l'Umanità intera. Le risorse mondiali, oggi, sono sufficienti per sfamare più del doppio della popolazione mondiale. I soli alimenti che giornalmente finiscono nell’immondizia dei paesi opulenti, creando anche costi per il loro smaltimento, sarebbero sufficienti a sfamare quanti muoiono per fame in un intero continente come l’Africa. Eppure per i fratelli affamati, i diseredati del mondo, si spenderebbero - così ci propinano i media - miliardi di dollari. Purtroppo, però, la realtà è ben diversa, e, invece di essere aiutate, intere popolazioni sono sfruttate e depredate anche delle risorse naturali della loro terra. Non aiuti veri, allora. Non tecnologie agricole o industriali per lo sviluppo dei paesi poveri, ma, sotto la definizione  rassicurante di “aiuti umanitari”, vendita di armi ai tiranni locali per perpetuare nuove forme di schiavitù e sfruttamento. 
Oggi, su circa sette miliardi di abitanti del pianeta Terra, un miliardo soffre stabilmente la fame, e per fame ogni anno muoiono oltre 40 milioni di persone, di cui 20 milioni sono bambini; 2 miliardi di persone, inoltre, guadagnano meno di un dollaro al giorno per vivere, o meglio, sopravvivere. Allora è lecito chiedersi: i costosi organismi creati per risolvere queste drammatiche situazioni (Onu, Fao, Fmi, Banca Mondiale, Wto, Unesco, Unicef, ecc…), a cosa servono? Si può ben dire che blaterano a vuoto e con ipocrisia di “rispetto dei Diritti dell'Uomo”. Mai, nella Storia, si è parlato di “Diritti dell’Uomo” se non per unirle ai doveri che l’Uomo ha nei confronti dei propri simili. Oggi l’accento è posto solo sui “diritti”, dimenticando i doveri, ma si assiste paradossalmente alla negazione dei diritti stessi, pur proclamati con enfasi secondo un umanitarismo parolaio e falso. Si vogliono in sostanza toccare i cuori per ottenebrare le menti, far tacere la lingua e negare il libero pensiero a favore del “pensiero unico”. Da diversi anni, in tutto il mondo, sono stati realizzati parchi, sacrari e santuari, per alcuni versi simili al nostro “Giardino del Dialogo”, dove sono onorati coloro che con le loro idee, parole e azioni hanno eroicamente protetto, pagando di persona, la vita morale e materiale di tanti altri loro simili, durante guerre, genocidi e persecuzioni. Noi qui ricordiamo le “azioni” dei Martiri e dei Giusti nei cinque continenti, confidando che il racconto delle loro storie e  scelte di vita in momenti così drammatici possano essere d’insegnamento ed emulate dalle nuove generazioni. 
Il “Giardino” avrebbe potuto essere chiamato “dei Giusti”, come quello presente in Israele e tanti altri che sono sorti nel mondo, anche nel nostro Paese. Sarebbe stato oltretutto un riferimento diretto alle 36 targhe che richiamano i “36 giusti” per amor dei quali Dio non distrugge il mondo, qualunque cosa accada. Avrebbe potuto essere “Il Giardino degli Eroi”, perché tali sono in effetti Coloro che hanno messo a repentaglio la loro vita per gli altri e che sono qui ricordati e onorati. Oppure “dei Martiri”. Ne ho discusso a lungo con tanti collaboratori, ma nessuno degli attributi rendeva completamente l’idea. Ho pensato allora che il “Dialogo” è l’unico strumento, ideale e pratico, che condensa ed esprime pienamente cosa occorre fare e cosa occorre sapere. Per “dialogare” occorre “conoscere”, ed ogni targa del giardino tocca una tragedia che spesso viene taciuta o deformata: quindi non è conosciuta. Occorre pertanto conoscere per dialogare, anche perché solo dal dialogo e dalla condivisione può nascere la vera concordia tra i popoli: solo la conoscenza reciproca può portare alla comprensione reciproca. Molte volte reputiamo l’altro un “diverso” da noi, ma in realtà ha solo altri problemi che, in molti casi, non conosciamo o non comprendiamo. E allora? Bene, “Giardino del Dialogo”, ci è parsa l'intitolazione più adatta: per aprire le menti ed i cuori, per conoscere cosa è accaduto ieri, capire cosa veramente succede oggi e creare una Memoria Universale Condivisa per evitare che i mali del passato si ripetano nel futuro. Questi sono alcuni degli obiettivi del “Giardino del Dialogo”. Gli avvenimenti, (esaltanti o ignobili), le persone (con le loro vigliaccherie o i loro eroismi), gli atti (vergognosi o sublimi) che sono esposti nelle diverse “targhe” e nei diversi capitoli, non sono mai frutto di ideologismi pro o contro qualcuno o qualcosa, ma sempre frutto di una ricerca della Verità, soprattutto se occultata o rimossa ad arte dalla memoria collettiva. Come già detto, oggi le tecniche di controllo e sudditanza sono molto più sofisticate e, come tutte le strade che portano all’inferno, ammantate di buoni propositi di facciata. 
La stessa "civiltà occidentale" sembra oggi minata al proprio interno ed orientata a demolire tutti i valori tradizionali sui quali è stata edificata nel corso dei secoli: la droga sta distruggendo alla base le giovani generazioni; si sta distruggendo la famiglia che, anche nella crisi attuale, è stato l’unico baluardo a difesa dei più deboli: giovani ed anziani; i figli non dovrebbero più essere considerati un dono ed un frutto dell’amore, ma un prodotto da scegliere a catalogo e produrre con l’utero in affitto, premio all’egoismo di ricchi annoiati, giocattolo da ricevere e poi abbandonare qualora il gioco diventasse noioso. Questi sono solo alcuni degli aspetti che riguardano etica, rapporti umani e società. Ma non possiamo dimenticare i conflitti che tuttora insanguinano il pianeta; le tragedie provocate dall’ISIS - e da chi l'ha generato e continua a sostenere nel "democratico Occidente" - che sfociano negli atti terroristici alle porte delle nostre case; la tratta di milioni di uomini e donne, mascherata da finto umanitarismo; i profughi creati da chi finanzia le guerre e poi finge di volerle scongiurare; le stragi che, in un silenzio assordante, avvengono nel Donbass, in Nigeria, Yemen ed in altre parti del mondo; la cancellazione, tuttora in atto, del Tibet e della sua popolazione, la più pacifica del mondo, tollerata sull’altare del “business is business”, che fa tacere il mondo intero davanti ai crimini perpetrati dalla Cina. Gli orrori del passato visti con la verità taciuta ci fanno comprendere la falsa civiltà che vorrebbero imporci per un futuro dove la vera libertà sarà una chimera, una prigione dorata in cui, però, ci faranno desiderare fortemente di voler abitare con piacere. I vari capitoli dell’opera vogliono stimolare, nelle coscienze di ognuno, un percorso di riflessione per  riscoprire ed attualizzare i Valori fondamentali della Civiltà umana. Non entriamo, in questa presentazione, nei titoli dei singoli capitoli del libro, collegati alle diverse targhe del giardino fisico e di quello virtuale, dove chiunque può accedere per comprendere come spesso il Bene non stia mai tutto da una parte ed il Male tutto dalla parte opposta. Le atrocità naziste non possono e non devono nascondere quelle dei “liberatori”. La nascita degli Stati Uniti d’America ha portato anche al massacro dei nativi di quelle terre, conosciuti come “indiani d’America” ed ormai quasi estinti. Non possono essere taciute o dimenticate le stragi degli Armeni o la deportazione di milioni di uomini e donne africani, schiavizzati per secoli. 
Il Risorgimento d’Italia nasconde massacri, ingiustizie, ladrocini ed oppressioni che ancora oggi, dopo oltre 150 anni, continuano ad essere occultate. Il progetto intero del “Giardino del Dialogo”, così come il libro che ne è il supporto cartaceo, le targhe e gli argomenti delle singole targhe, è e non potrà che essere in continua evoluzione. Tutti i contributi che perverranno per il miglioramento, l’aggiornamento e l’evoluzione delle targhe e dei capitoli sono i benvenuti e, con il ringraziamento dei promotori del progetto, avranno la giusta ed approfondita attenzione. Vogliamo consegnare questo progetto alle nuove generazioni. Che comprendano che la libertà non si ottiene mai una volta per tutte, e meno che mai è gratuita, ma va verificata e difesa giorno per giorno, iniziando dalle piccole cose. La globalizzazione in atto è una grandissima opportunità e, nel contempo, un enorme limite. Sta a noi, soprattutto ai giovani, attuarla per il miglioramento vero della vita di ognuno e del mondo intero, che non sono due cose distinte e separate, perché l’individuo è sempre la base ed il nucleo dell’intera umanità. (Pasquale Totaro)


Comune di Motta Santa Lucia, 29 maggio 2016 nasce il primo Giardino mondiale del dialogo