martedì 25 ottobre 2016

la profezia di Bettino Craxi: "Dietro la longa manus della cosiddetta globalizzazione si avverte il respiro di nuovi imperialismi, sofisticati e violenti, di natura essenzialmente finanziaria e militare". Estratti dal libro “Io parlo, e continuerò a parlare”

Benedetto Craxi, detto Bettino (Milano, 24 febbraio 1934 – Hammamet, 19 gennaio 2000), è stato un politico italiano, Presidente del Consiglio dei Ministri dal 4 agosto 1983 al 17 aprile 1987 e Segretario del Partito Socialista Italiano dal 1976 al 1993. È stato uno degli uomini politici più rilevanti della cosiddetta Prima Repubblica: intraprese un'azione di rinnovamento del PSI e della sinistra italiana che lo portò a scontrarsi, anche duramente, con le resistenze al cambiamento da parte del Partito Comunista Italiano e all'interno del suo stesso partito. È stato il primo socialista ad aver rivestito l'incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri: la sua attività di governo portò il Paese al di fuori della grave situazione economica e finanziaria dovuta alla "crisi del petrolio" e all'inserimento dell'Italia nel ristretto novero delle nazioni del G7.

"Dietro la longa manus della cosiddetta globalizzazione si avverte il respiro di nuovi imperialismi, sofisticati e violenti, di natura essenzialmente finanziaria e militare".
"Il regime avanza inesorabilmente. Lo fa passo dopo passo, facendosi precedere dalle spedizioni militari del braccio armato. La giustizia politica è sopra ogni altra l’arma preferita. Il resto è affidato all’informazione, in gran parte controllata e condizionata, alla tattica ed alla conquista di aree di influenza. Il regime avanza con la conquista sistematica di cariche, sottocariche, minicariche, e con una invasione nel mondo della informazione, dello spettacolo, della cultura e della sottocultura che è ormai straripante.
Bettino Craxi
Non contenti dei risultati disastrosi provocati dal maggioritario, si vorrebbe da qualche parte dare un ulteriore giro di vite, sopprimendo la quota proporzionale per giungere finalmente alla agognata meta di due blocchi disomogenei, multicolorati, forzati ed imposti. Partiti che sono ben lontani dalla maggioranza assoluta pensano in questo modo di potersi imporre con una sorta di violenta normalizzazione. Sono oggi evidentissime le influenze determinanti di alcune lobbies economiche e finanziarie e di gruppi di potere oligarchici.
A ciò si aggiunga la presenza sempre più pressante della finanza internazionale, il pericolo della svendita del patrimonio pubblico, mentre peraltro continua la quotidiana, demagogica esaltazione della privatizzazione. La privatizzazione è presentata come una sorta di liberazione dal male, come un passaggio da una sfera infernale ad una sfera paradisiaca. Una falsità che i fatti si sono già incaricati di illustrare, mettendo in luce il contrasto che talvolta si apre non solo con gli interessi del mondo del lavoro ma anche con i più generali interessi della collettività nazionale. La “globalizzazione” non viene affrontata dall’Italia con la forza, la consapevolezza, l’autorità di una vera e grande nazione, ma piuttosto viene subìta in forma subalterna in un contesto di cui è sempre più difficile intravedere un avvenire, che non sia quello di un degrado continuo, di un impoverimento della società, di una sostanziale perdita di indipendenza.
I partiti dipinti come congreghe parassitarie divoratrici del danaro pubblico, sono una caricatura falsa e spregevole di chi ha della democrazia un’idea tutta sua, fatta di sé, del suo clan, dei suoi interessi e della sua ideologia illiberale. 
George Soros, ebreo ungherese nato il 12 agosto 1930, denominato lo squalo da Bettino Craxi, nel 1992 si pappò da solo più di 15mila miliardi di debito pubblico italiano. 
Fa meraviglia, invece, come negli anni più recenti ci siano state grandi ruberie sulle quali nessuno ha indagato. Basti pensare che solo in occasione di una svalutazione della lira, dopo una dissennata difesa del livello di cambio compiuta con uno sperpero di risorse enorme ed assurdo dalle autorità competenti, gruppi finanziari collegati alla finanza internazionale, diversi gruppi, speculando sulla lira (Soros) evidentemente sulla base di informazioni certe, che un’indagine tempestiva e penetrante avrebbe potuto facilmente individuare, hanno guadagnato in pochi giorni un numero di miliardi pari alle entrate straordinarie della politica di alcuni anni. Per non dire di tante inchieste finite letteralmente nel nulla.
D’Alema ha detto che con la caduta del Muro di Berlino si aprirono le porte ad un nuovo sistema politico. Noi non abbiamo la memoria corta. Nell’anno della caduta del Muro, nel 1989, venne varata dal Parlamento italiano una amnistia con la quale si cancellavano i reati di finanziamento illegale commessi sino ad allora. La legge venne approvata in tutta fretta e alla chetichella. Non fu neppure richiesta la discussione in aula. Le Commissioni, in sede legislativa, evidentemente senza opposizioni o comunque senza opposizioni rumorose, diedero vita, maggioranza e comunisti d’amore e d’accordo, a un vero e proprio colpo di spugna. La caduta del Muro di Berlino aveva posto l’esigenza di un urgente “colpo di spugna”. Sul sistema di finanziamento illegale dei partiti e delle attività politiche, in funzione dal dopoguerra, e adottato da tutti anche in violazione della legge sul finanziamento dei partiti entrata in vigore nel 1974, veniva posto un coperchio.
Bettino Craxi, presidente del Consiglio con Ronald Reagan, presidente USA nel 1985
La montagna ha partorito il topolino. Anzi il topaccio. Se la Prima Repubblica era una fogna, è in questa fogna che, come amministratore pubblico, il signor Prodi si è fatto le ossa. I parametri di Maastricht non si compongono di regole divine. Non stanno scritti nella Bibbia. Non sono un’appendice ai dieci comandamenti. I criteri con i quali si è oggi alle prese furono adottati in una situazione data, con calcoli e previsioni date. L’andamento di questi anni non ha corrisposto alle previsioni dei sottoscrittori. La situazione odierna è diversa da quella sperata. Più complessa, più spinosa, più difficile da inquadrare se si vogliono evitare fratture e inaccettabili scompensi sociali. Poiché si tratta di un Trattato, la cui applicazione e portata è di grande importanza per il futuro dell’Europa Comunitaria, come tutti i Trattati può essere rinegoziato, aggiornato, adattato alle condizioni reali ed alle nuove esigenze di un gran numero ormai di paesi aderenti.
Questa è la regola del buon senso, dell’equilibrio politico, della gestione concreta e pratica della realtà. Su di un altro piano stanno i declamatori retorici dell’Europa, il delirio europeistico che non tiene contro della realtà, la scelta della crisi, della stagnazione e della conseguente disoccupazione.
Affidare effetti taumaturgici e miracolose resurrezioni alla moneta unica europea, dopo aver provveduto a isterilire, rinunciare, accrescere i conflitti sociali, è una fantastica illusione che i fatti e le realtà economiche e finanziarie del mondo non tarderanno a mettere in chiaro.
La pace si organizza con la cooperazione, la collaborazione, il negoziato, e non con la spericolata globalizzazione forzata. Ogni nazione ha una sua identità, una sua storia, un ruolo geopolitico cui non può rinunciare. Più nazioni possono associarsi, mediante trattati per perseguire fini comuni, economici, sociali, culturali, politici, ambientali. Cancellare il ruolo delle nazioni significa offendere un diritto dei popoli e creare le basi per lo svuotamento, la disintegrazione, secondo processi imprevedibili, delle più ampie unità che si vogliono costruire.
Dietro la longa manus della cosiddetta globalizzazione si avverte il respiro di nuovi imperialismi, sofisticati e violenti, di natura essenzialmente finanziaria e militare."
(Bettino Craxi, estratti dal libro “Io parlo, e continuerò a parlare”, ripresi da “Il Blog di Lameduck” il 19 maggio 2015. Il libro, edito da Mondadori nel 2014, cioè 14 anni dopo la morte di Craxi, raccoglie scritti del leader socialista risalenti alla seconda metà degli anni ‘90. Scritti che oggi appaiono assolutamente profetici).
la tomba di Bettino Craxi ad Hammamet



La profezia di Craxi: L' Europa sarà un inferno. Dovevamo rinegoziare Maastricht




21 commenti:

  1. Grande Uomo-Grande Politico!!

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  2. La sua triste fine, mi riempie di amarezza. E' stato demolito perché era Scomodo, non si prestava alle imposizioni che arrivavano da oltreoceano.

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  3. Per me è stato un grande uomo politico fatto fuori dai poteri forti internazionali. L.N.

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  4. Nessuno lo ha difeso e nessuno ha difeso le sue idee…

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  5. Grande statista,a cyui sono tate caricate le malefatte di un gruppodicialtroni.
    la storia farà gustizia.

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  6. Non era assolutamente da difendere. Ma solo perchè ha provato ad opporsi al colonizzatore USA ed aver cercato di fare la lira pesante, nei confronti dei politici attuali deve essere rivalutato.

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  7. Craxi degli anni 80-90 dipinto dalla stampa come il peggiore dei mali,pensate a cosa ci siamo ridotti,ascoltate Renzi-Boschi-Picierno e chiedete umilmente scusa.

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  8. Quella di Craxi è stata una autentica crocifissione dove i "politici" hanno svolto il ruolo di Ponzio Pilato

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    1. è vero noi stiamo rischiando di diventare il 51 esimo stato degli usa anzi lo siamo gia'.

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  10. Chiedo anticipatamente scusa per la lunghezza.

    Mai in vita mia ebbi simpatia per Bettino Craxi.
    Un uomo davvero notevole, che impose all'Italia le sue idee e soprattutto i suoi mediocri sgherri con un'impudenza inaccettabile.
    Io c'ero. Non c'era un condominio, a quei tempi, a cui il craxiano di turno non imponesse un Presidente socialista, con il ricatto, la sicumera, la prepotenza. Il suo essere "ago della bilancia" lo impose con una spietatezza della quale trovo il pari solo oggi con Renzi.
    Questo lo rese odioso a tutti: ai comunisti spodestati dall'occasione (che in realtà avevano forse perso per paura di vincere), ai democristiani spodestati e basta, dalla loro stessa usura ed incapacità a rinnovarsi. Ma decisiva fu la gente, caricata a molla dai Di Pietro, da tutta la magistratura lanciata contro la politica corrotta.
    Ed era corrotta, altroché se lo era! Solo che al confronto con oggi, sembravano tutte educande.
    Bettino era un grande politico, ed aveva idee interessanti, viste con l'occhio di oggi (allora ero un soldatino comunista, giovane e molto ideologizzato, molte cose non le capivo, e moltissime non le sapevo); con un solo problema: un partito al 10-12%, che da lì non si schiodò mai.
    Perché, vedete, il problema non è avere le buone idee, una grande visione, un carattere di ferro, una indomita tenacia.
    Il problema, in democrazia, è convincere gli altri, le singole persone, essere capaci di tenersele accanto, fargli intravvedere quello che tu vedi. Costruire il consenso...questo è il problema.
    Oggi nessuno vuole costruire il consenso. Tutti vanno alla ricerca dello spot che ti fa alzare l'audience, del punto in più nel sondaggio. Fu Craxi l'inventore di questo modo di fare, in Italia, non Berlusconi.
    I suoi nuovi epigoni devono capirlo, altrimenti, a forza di fare strame della base stessa della democrazia, sarà questa a diventare superflua. Sarà lei la vittima. Ci vuole il coraggio della verità, della propria verità, della testimonianza contro tutto e tutti.
    Naturalmente, c'è sempre l'altra possibilità: fottere, infinocchiare, ingannare, illudere di aver trovato l'Uomo della Provvidenza. Dura quel che dura - si veda il Pentolaro. Anche Craxi, piaccia o no ai suoi nuovi epigoni, fece lo stesso errore.
    Scorciatoie. Cercare le scorciatoie.
    Poi, viene il momento della sconfitta, e la sua eredità, di Craxi, la prese e la sfruttò, quasi senza merito, un suo amico, tale Silvio Berlusconi. Già da allora, metà dei berlusconiani erano ex socialisti. Ancora adesso ne è pieno, e bisogna riconoscere che è gente con una notevole capacità di cogliere l'onda, di capire le dinamiche, di sfruttarle spietatamente.
    Ma anche loro: balle a ripetizione, ed ecco come poi va a finire.

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    1. la tua è una analisi quasi perfetta. Un solo appunto da fare: Craxi voleva dare all'Italia quella sovranità perduta l'8 settembre del 1943. Lo dimostrò mostrandosi forte sui fatti di Sigonella nel 1985, umiliando di brutto l'imperialismo strafottente degli USA. Inoltre ha cercato di fare capire a tutti, diventando anche antipatico per questo e venendo attaccato da tutti gli organi di stampa, che in democrazia i voti di mille imbecilli non possono sovvertire un giusto progetto di uno statista a favore del popolo (mille voti di persone imbecilli non possono avere più peso di un voto di una persona intelligente. In democrazia non sempre la maggioranza è nel giusto. Tutti coloro che si schierano davvero dalla parte del popolo vengono attaccati dalla cabala imperialista ebraico-talmudica e fanno una brutta fine. Alcuni esempi: John Kennedy, Bob Kennedy, Enrico Mattei, Aldo Moro, Mu'ammar Gheddafi e lo stesso Craxi. Grandi uomini ammazzati perchè si ribellarono ai poteri forti del sistema occulto. E' triste vedere oggi che un imbecille debba governare il paese e una persona intelligente lavorare come barista.

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    2. In democrazia, inevitabilmente, il voto di mille imbecilli vale più di una persona intelligente, e NE SOVVERTONO IL PROGETTO, INEVITABILMENTE. E' questo che stavo cercando di dire. E' un grosso problema, è IL problema.
      Ma è anche l'unico problema che si risolve facendo crescere i cittadini e non fregandoli, accettando la complessità del gioco.
      Tutte le persone che hai citato hanno avuto le stesse luci, le stesse ombre. Non ne faccio una questione moralistica, questo errore l'ho già fatto allora.

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  11. Dopo gli anni di piombo è seguito un periodo oscuro , quello di Tangentopoli che ha portato alla privatizzazione di tutto il sistema IRI ,che negli ultimi venti anni aveva acquisito industrie decorre e obsolete per garantire i posti di lavoro, senza alcun rinnovamento e tecnico. Già nel 1970 molte industrie erano fallimentari e avevano bisogno di investimenti. La prima sanatoria nazionale servì per mettere in sesto molte aziende sull'orlo del fallimento. Poi siamo passati ai fatti della polonia con il papa polacco, dimenticando i nostri problemi sociali. Nasci il bipolarismo, ma nel rispetto del maggioritario con una sola preferenza . Con Berlusconi finuscela democrazia con le liste bloccate . A questo punto le lobbies internazionale hanno avuto modo di penetrare nella vita sociale del paese Italia distruggendo la libertà democratica . Ora le direttive arrivano dalla Germania e dagli Stati Uniti. Se non usciamo dalla NATO NON CI SALVEREMO MAI.

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    1. pare che il papa polacco, il servo dei fratelli maggiori, fosse un grande attore. Pare che la sua elezione sia stata manovrata e forzatamente voluta e che l'attentato che subì il 13 maggio 1981 sia stato una grande farsa. Ho trovato questo articolo in rete. Guardatelo: https://unmondodimare.blogspot.it/2016/09/lattentato-al-papa-13-maggio-1981-vero.html

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    2. Gentile signora, innanzitutto le foto dell'articolo da lei indicato potrebbero benissimo essere state manipolate. Ma soprattutto ricordo a tutti che la Vita del Santo Padre dopo l'attentato è stata un calvario di sofferenza, malattie e problemi di salute. Allora prima di sparare cavolate atte ad infangare non si capisce bene a che scopo, provate a riflettere un po' di più, che magari sennò la Vita vi potrebbe ricambiare allo stesso modo. Grazie. Giusy

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    3. Gentile signora, innanzitutto le foto dell'articolo da lei indicato potrebbero benissimo essere state manipolate. Ma soprattutto ricordo a tutti che la Vita del Santo Padre dopo l'attentato è stata un calvario di sofferenza, malattie e problemi di salute. Allora prima di sparare cavolate atte ad infangare non si capisce bene a che scopo, provate a riflettere un po' di più, che magari sennò la Vita vi potrebbe ricambiare allo stesso modo. Grazie. Giusy

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  12. Non ero mai stato socialista ma votai questo partito perché c'era Lui che mi dava fiducia.Non solo non si è piegato ai diktat degli americani per Sigonella: C'è inoltre da rammentare quando fu accusato di finanziamenti illeciti al suo partito in sede parlamentare si alzo' e disse se c'era qualche partito che dimostrasse di non averli avuti, nessuno si alzo'.

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  13. Bettino sempre nel mio cuore quante volte ho lottato per il Partito Socialista tante campagne elettorali il lungo e in largo del Paese ti voglio bene quanti ricordi insieme a mio padre convegni,dibattiti,congressi ecc noi Socialisti siamo e saremo sempre la parte migliore del riformismo italiano ed Europeo....oggi solo dilettanti!!!!

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