Visualizzazione post con etichetta diritti umani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta diritti umani. Mostra tutti i post

mercoledì 21 ottobre 2020

Che succede in Italia? L'avv. Polacco continua la sua battaglia per la giustizia - attenzione alle mascherine che ci propinano

 

Ogni giorno c'è qualcosa di nuovo e di tragico. Si procede alla distruzione sistematica dell'Italia, finanziariamente e psicologicamente. Non vengono risparmiati neppure i bambini. Non frega niente a nessuno di questa sofferenza che gli Italiani stanno vivendo.

Attenzione alle mascherine al titanio. Sono pericolosissime.

Il presidente Mattarella ha convocato il consiglio supremo di difesa della Repubblica italiana. (Equilibri strategici militari) Che vorrà significare tutto questo???

Altra motizia triste: non è possibile prenotare nessun viaggio dal 13 dicembre in poi con Trenitalia.

TRENTUNENNE SANO RISCHIA DI MORIRE. Diego non aveva patologia e si allenava.Sparite le foto dal suo profilo fb.

lunedì 28 settembre 2020

Le lotte dell'avv. Polacco: il presidente dell'INPS si triplica lo stipendio - Ingiustizie e abusi


 Viviamo in piena dittatura ormai. Si riducono i parlamentari ma non si riducono i privilegi di tutti i vari presidenti in Italia, che non sono stati mai eletti ma nominati da una entità occulta. Muore la democrazia e avanza la strafottenza di una dittatura sempre più atroce. Le Battaglie dell'avvocato Polacco. Il presidente dell'INPS, Pasquale Tridico, non eletto ma nominato, si triplica lo stipendio. Una vergogna senza fine. Studenti terrorizzati dal rientro a scuola da un governo non eletto ma nominato.

mercoledì 6 maggio 2020

i decreti anticostituzionali che hanno sequestrato anche l'innocenza

La voce del Popolo Italiano si è fatta sentire tramite la grande denuncia fatta contro chi ha sequestrato persino l'innocenza. Un premier, non eletto da nessuno, ha oltrepassato tutti i limiti del buonsenso con decreti assurdi e minacce violente. Il governo Conte, premier non eletto da nessuno, è stato denunciato da migliaia e migliaia di Italiani che sono stati sequestrati e condannati agli arresti domiciliari senza aver commesso nessun reato. Bambini innocenti sono stati segregati in casa da decreti illegittimi e anticostituzionali. Gravi problemi sono stati causati alle famiglie, ai lavoratori e all'Italia intera per una pandemia che non esiste. Parlano i numeri, parla la scienza, parlano le leggi. Molti Italiani hanno seguito il consiglio dell'avvocato Edoardo Polacco presentando denuncia-querela presso le stazioni di Carabinieri o presso la Polizia di Stato contro i reati commessi da questo governo. Ci hanno raccontato un cumulo di bugie. Hanno sequestrato i nostri bimbi e i nostri anziani in casa per troppo tempo. Siamo stati minacciati tutti. Siamo stati violentati. Siamo stati messi agli arresti domiciliari senza aver commesso nessun reato. Hanno mistificato la verità e amplificato la menzogna spacciandola per verità. Non hanno rispettato neppure i morti. Hanno fatto passare le bare della tragedia di Lampedusa del 2013 per le bare di Bergamo 2020. Criminali... (sa. - br.)

domenica 13 ottobre 2019

Ecuador nel caos - un urlo d'aiuto da una italo-latinoamericana - 12 ottobre 2019


Ecuador 12 ottobre 2019
Italiani, sono una italo-latinoamericana, sono in Ecuador. Qui ci stanno uccidendo. Stanno attaccando gli indigeni con armi da fuoco. Non guardate la televisione. Sono tutte bugie, ci stanno uccidendo. Stanno passando sopra i diritti umani. Hanno lanciato bombe dove c'erano i bambini, perché le comunità indigene sono venute perché pensavano che era una marcia pacifica, perché ingenuamente pensavano che i governanti ci avrebbero ascoltati. Avrebbero ascoltato la comunità ai popoli, invece niente ci hanno ingannato. Sono venuti con bandiera bianca dicendo che si univano al Popolo. E tutto un botto hanno lanciato bombe, bombe lacrimogene contro i bambini, bombe da caccia contro le persone. Hanno massacrato donne e bambini. Sono più di 20 morti. Hanno messo il coprifuoco di notte per non fare uscire la gente, ma invece invadono le case dove le persone stanno a riposare, dove si nascondono, dove sono rifugiati i bambini. Lanciano bombe lacrimogene alle due del mattino quando i bambini dormono, quando nessuno può reagire. Ecuador non vuole cadere nell'inganno del fondo monetario internazionale. Stiamo resistendo e ci rispondono uccidendoci. Ci sono bambini morti. I bambini stavano con i loro indigeni. Vi domanderete perché c'erano i bambini, perché erano venuti in una protesta pacifica con famiglie. Abbiamo bisogno d'aiuto umanitario, abbiamo bisogno di guerra mediatica di far sapere al mondo la verità. Spegnete i televisori, sono tutte bugie. Per favore condividete con tutti. Fate sapere al mondo quello che sta succedendo qua.

mercoledì 23 marzo 2016

Vergognatevi voi, che avete bisogno di una schiera di aguzzini per farvi difendere da uno come me. Clement Duval

Clement Duval
Non sono un ladro né un assassino: sono semplicemente un ribelle. Non vi riconosco il diritto di interrogarmi, perché qui,  sono io l'accusatore. Accuso questa società matrigna e corrotta, in cui l'orgia, l'ozio e la rapina trionfano impuniti e anzi venerati, sulla miseria  e sul dolore degli sfruttati. Voi cianciate  di furti, voi mi chiamate ladro come se un lavoratore che ha dato alla società trent'anni della sua avvilente fatica per poi non avere neppure il pane per sfamarsi, un cencio per coprirsi, un canile in cui rifugiarsi, potesse mai essere un ladro. Voi sapete bene che mentite, voi sapete meglio di me che è furto lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, che se al mondo vi sono dei ladri, questi vanno cercati tra coloro che oziando gozzovigliano a spese dei miserabili, i quali producono tutto, con le proprie mani martoriate. 
Voi stessi sareste capaci di condividere ciò che sto per dirvi: che scopo dell'essere umano è la libertà e il benessere. Ma la prima non può trionfare se non grazie alla rivolta contro chi devasta la civile convivenza perseguendo soltanto il proprio profitto, e il secondo si realizzerà soltanto con la violenta distruzione degli intollerabili privilegi di un'oligarchia razziatrice. E' per questo che sono anarchico. Perché ho il diritto di essere libero riconoscendo come limite alla mia libertà la libertà altrui. E ho consacrato ogni mio pensiero, ogni mia parola e ogni mio sforzo, tutta la vita, a debellare i vostri insani principi di autorità e proprietà, aspirando a distruggere il vecchio ordine sociale, perché non ritengo assurdo né utopico che dalle nostre menti, dai nostri cuori e dalle nostre braccia possa scaturire un mondo migliore, dove libertà e benessere siano il frutto dell'eguaglianza e dell'armonia, in una società che bandisca lo sfruttamento e persegua le regole della solidarietà e della reciprocità, in nome del rispetto della vita umana che voi, difendendo i più sordidi interessi delle classi privilegiate, soffocate con leggi che insegnano e propagano il disprezzo e la sopraffazione. Sareste così temerari da negare tutto ciò? A smentirvi basterebbero le brutali statistiche delle quali cito solo qualche esempio: nelle fabbriche di vernici o di specchi, i lavoratori sono avvelenati  dai sali di piombo e di mercurio, falciati a migliaia nel vigore degli anni, quando sappiamo che la scienza ha dimostrato che questi micidiali sistemi di produzione potrebbero, con poca spesa e minimo sacrificio, essere sostituiti da metodi e prodotti inoffensivi. 
Le fabbriche di giocattoli intossicano con eguale disinvoltura gli operai che li confezionano e i bambini a cui sono destinati, per non parlare delle miniere, bolge orrende dove migliaia di disgraziati, estranei al mondo, al sole, a un barlume d'affetto, sono destinati all'abbrutimento per fare la fortuna di un ignobile pugno di parassiti. Tutto il vostro sistema di produzione è un insulto alla vita, e un crimine contro l'umanità. E lo sfruttamento dell'uomo non è ancora il più feroce e cinico: che dire dello sfruttamento della donna, verso la quale la vostra società è addirittura più spietata? Oh, io le ho viste, e tante, gagliarde, nel fiore della giovinezza, piene di salute, arrivare dalle campagne avare alla città piovra. Rideva nei loro occhi la speranza, con sana freschezza nutrivano la fiducia di giungere finalmente nella terra promessa del lavoro, della prosperità, del benessere. Le ho riviste qualche tempo dopo, uscire dai vostri ergastoli senz'aria e senza luce che chiamate fabbriche, lavorando dieci, dodici o quattordici ore per il pane, sognando un'agiatezza che l'onesta fatica  non concederà mai, le ho riviste anemiche, stanche, esauste, nauseate da un lavoro schiavista e dal vostro cinismo. Le ho riviste a tarda notte nelle taverne dei sobborghi, sul lastricato, tra le pozzanghere, guadagnarsi il pane e un rifugio ricorrendo al più orrendo mercimonio. Le ho riviste nelle celle delle gendarmerie, schedate, bollate dal marchio dell'infamia, queste poverette che la vostra società ipocrita relega al margine. Le ho viste intristirsi, inasprirsi sotto la sferza della fatica e della miseria, non credere più nella vita, non credere più nell'avvenire, non credere più nell'amore, proprio loro che all'amore si erano concesse sorridendo  e avevano salutato la nuova culla  con lacrime di gioia. 
E sotto quell'accidia ho visto germinare le delusioni che si trasformano in disperazione, scatenando violenze e l'abbandono della famiglia, questo istituto a vostro dire sacro di cui vi autoproclamate sacerdoti, custodi e paladini. E in cuor mio, non vi ho più perdonato. Sono un operaio che non ha sopportato a capo chino, e prima, ero carne da cannone, tornato dalla bassa macelleria del 1870 straziato dalle ferite e spezzato dai reumatismi. Nei tristi androni dell'ospedale ho avuto tempo, molto tempo, per riflettere su quanto la patria aveva voluto da me e quanto la patria mi aveva dato. Prima mi avete annebbiato il cervello di menzogne, odio e furore selvaggio, per poi farmi avventare in nome dell'onore e della gloria della Francia, tra rulli di tamburi e squilli di fanfare, contro il nemico. Il nemico? 
Li ho visti faccia a faccia, i nemici: erano poveracci come noi, che avanzano verso la carneficina mesti, docili, inconsapevoli quanto noi di essere strumento di calcoli che di là come di qua dalla frontiera rinsaldavano i diritti feudali di vita e di morte sui sudditi. Il nemico è qui. Dentro le frontiere segnate dal capriccio e dalla bramosia di profitto dei governi. L'umanità che soffre e lavora, quella è la nostra patria. Il nemico, è l'oligarchia ladra che si ingozza sul nostro sudore. Non ci ingannate più. Voi ci avete spediti al di là del mare contro popoli che chiedevano soltanto di mantenere inviolato il proprio focolare. In nome della nostra civiltà ci avete incitato allo stupro, al saccheggio, alla strage, per sete di conquista. E dopo tanto orrore e ferocia, avete la sfrontatezza di giudicare i disgraziati che vedendosi negato il diritto a una dignitosa esistenza, hanno avuto almeno il coraggio di andarsi a prendere il necessario là dove abbonda il superfluo?  
Ecco perché mi trovo qui: per avere gridato forte e chiaro ciò che Proudhon si è limitato a pronunciare a bassa voce davanti a un'accademia di benpensanti. Che la proprietà, se non nasce dal lavoro, se non germoglia dal risparmio, dall'abnegazione, dall'onesto vivere, è un furto. Voi avete fatto della proprietà  un'istituzione egoista e una pratica selvaggia a cui tributate venerazione, mentre i miserabili devono a essa i dolori, l'odio e le maledizioni. Io non tendo la mano a chiedere l'elemosina. Io pretendo che mi sia riconosciuto il diritto a riprendermi ciò che mi è stato  tolto da una congrega di accaparratori, ladri e corrotti. Non mi ingannate più. E, in cuor mio, non vi perdono.