perché
insistono sull'aspetto naturalistico e turistico di Fenestrelle?
E
non menzionano affatto le atrocità e i crimini commessi in questo
terribile luogo di morte?Anche Auschwitz e Guantanamo potrebbero
essere propagandati sotto l'aspetto naturalistico e turistico. Ma
questo non viene fatto, perché questi due pesi e due misure?
Non
lasciatevi incantare dalle belle immagini riprese dall'alto, non
lasciatevi influenzare dalla loro mistificazione. Fenestrelle era e
resta anche un grande campo di sterminio. Fenestrelle era e resta
anche un luogo di morte. Fenestrelle era e resta un inferno per
l'umanità. La loro propaganda, fatta con queste belle immagini, li
farà ancora cuocere nel brodo della menzogna.Fenestrelle,
un campo di sterminio, un luogo di atrocità, di massacri, che
vorrebbero ancora restare nascosti e impuniti. Fenestrelle, il campo
di sterminio più grande del mondo, che ci crediate o no. Qua, e in
altri analoghi campi di sterminio, furono annientati i soldati
Duosiciliani che rimasero fedeli al patto di fedeltà giurato al loro
popolo e alla loro vera Patria, il Regno delle due Sicilie.
Fenestrelle è il simbolo della Vergogna e della menzogna di uno
Stato massonico, spacciato per italiano, ma che è il più acerrimo
nemico di quel Popolo italiano che dice di rappresentare.
FENESTRELLE:
...che
siano commemorati, in questo luogo di morte, tutti gli Italiani che
furono ammazzati nel nome di una falsa e ipocrita unità d'Italia.
Qua regna la morte, qua in questo campo di sterminio c'è ancora la
Barbarie. Qua vivono ancora impunite la ferocia, la crudeltà e
l'infamia massonica. Qua la menzogna non viene smascherata ma
amplificata e fatta passare per verità.
La
spettacolarità delle immagini non cancella i crimini che furono
commessi in questo luogo di terrore e di sterminio, altro che
Auschwitz, altro che Guantanamo. I corpi dei trucidati venivano
sciolti nella calce viva, affinché non restasse traccia dei delitti
commessi. Fenestrelle è la vergogna e il disonore di quei criminali
massonici cosmopoliti che massacrando tantissimi Italiani, e
mettendo a ferro e fuoco tutta l'Italia, costruirono su di essa il
loro Stato, nel 1861.
come
disse
giustamente proprio il massone Edmondo De Amicis: Fenestrelle "una
sorta di gradinata titanica, come una cascata enorme di muraglie a
scaglioni, un ammasso gigantesco e triste di costruzioni, che offre
non so che aspetto misto di sacro e di barbarico, come una necropoli
guerresca o una rocca mostruosa, innalzata per arrestare un'invasione
di popoli, o per contener col terrore milioni di ribelli"...
Campo
di sterminio di Fenestrelle: una mostruosità, che non deve e non
può essere dimenticata.
L'Italia
non ha un sentimento nazionale e neppure una identità come nazione.
Molti ancora non se ne sono
resi conto ma è così. Il processo forzato di italianizzazione che
si sta portando avanti dal 1861 è una cosa che sta solo distruggendo
un patrimonio di lingue, di costumi, di tradizioni forse unico in
Europa. La più grande Cultura del mondo che viene lentamente
distrutta da un branco di accaparratori, di ladri, di disonesti che
predicano democrazia e libertà ma che sono solo capaci di
schiavizzare.
Che
cosa ho io, Duosiciliano della Calabria citeriore, in comune con un
tirolese di Sterzing, con un valdostano di Courmayer, con un sardo di
Decimomannu, con un piemontese di Fenestrelle???
Una
Nazione: "un popolo, una lingua, una storia, una bandiera"
– Ma l'Italia non è niente di tutto questo. Solo il glorioso
“Regno delle due Sicilie”, unito da millenni e da sempre, era uno
Stato ed una Nazione insieme, con Napoli magnifica capitale e con
Palermo città d'arte.
Dobbiamo
uscire dall'equivoco una volta per sempre e sostituire questo
concetto antistorico con le bandiere, con le lingue, con le diverse
identità dei popoli italiani all'interno di questo Stato che si
chiama Italia ma che non è una Nazione. Vogliamo far capire questa
cosa semplice anche a livello politico, nazionale ed europeo, se non
vogliamo essere destinati al fallimento e all'estinzione? (s. b.)
Ippolito Nievo (Padova, 30 novembre 1831 – mar Tirreno, 4 marzo 1861?), un Patriota per il Regno Massonico d'Italia, un Criminale per il Regno delle due Sicilie.
Il "Risorgimento d'Italia" è una enorme farsa. L'Italia era una terra, che anche se non unita politicamente, comunque piena di grandissime ricchezze, di grandi capacità economiche produttive, di genialità nell'arte, nella cultura, nelle scienze, etc..
Parlare di "Risorgimento italiano" è quindi non solo sbagliato, ma anche maliziosamente strumentale in moltissimi sensi. L'Italia come territorio geografico ovviamente, non doveva affatto risorgere perché a memoria di storici non era mai caduta, tramontata, sprofondata, etc.
Ma anche politicamente il concetto, avrebbe potuto avere senso solo se ci si fosse rifatti all'unità politica d'Italia imposta dai Romani, l'unica unità politica del passato nella plurimillenaria storia d'Italia. In effetti una componente ideologica e politica del movimento risorgimentale che si rifaceva alla unità d'Italia realizzata dai Romani della antica Repubblica Romana o dai Romani dell'Impero Romano, vi fu, e fu anche fortissima, tanto è vero che proprio a questo filone ideologico si rifà lo stesso inno di Mameli quando afferma in modo distorto e discutibilissimo dell'Italia... "che schiava di Roma Iddio la creò", e che poi culminò nel movimento ideologico politico del Fascismo di Mussolini che appunto si rifaceva proprio al quel filone risorgimentale che si riferiva alla "Unità Antica e Romana d'Italia" repubblicana e/o imperiale.
Anche se in teoria il movimento risorgimentale si fosse rifatto ideologicamente alla "Unità Romana d'Italia", repubblicana o imperiale, come in effetti poi fece il Fascismo di Mussolini che avrebbe avuto, ed ebbe, un senso giusto e fortissimo da essere destinato al fallimento della Seconda Guerra Mondiale. Per il "risorgimento" attuale, c'è qualcosa che proprio non quadra e puzza fortemente di truffa ed imposizione ideologica forzata, e perfino violenta, fortemente strumentale ed ostile allo stesso Popolo Italiano!
Tutti gli uomini che la Storia ci presenta come Patrioti ed Eroi appartengono alla mistificazione della verità.
Il concetto di "Risorgimento d'Italia" assume un suo vero ma ben sinistro significato, però solo se per "Italia" si intende non l'Italia, e per Italiani si intendono esclusivamente i Massoni d'Italia.
Ippolito Nievo, un patriota per l'"Italia massonica" unita. Un criminale per il Popolo Duosiciliano
Per la precisione ecco una storia che dimostra chiaramente che l'unità d'Italia è nata da complotti, falsi eroismi, ed intrighi internazionali. Tutto ruota intorno all'enigma di una nave svanita improvvisamente nel nulla, proprio nei giorni in cui sta per nascere il Regno d'Italia. Questa è anche la Storia di un valente scrittore, Ippolito Nievo, che si era imbarcato volontario e faceva parte della spedizione dei Mille, comandata da quell'avanzo di galera di Giuseppe Garibaldi.
Questa brutta storia inizia lunedì 4 marzo 1861. Nel porto di Palermo sono ormeggiati 11 battelli, 4 a vapore e due di questi sono pronti a salpare. Alle 12,20 il piroscafo Ercole molla gli ormeggi con destinazione Napoli. L'arrivo è previsto per la mattina seguente. Con tre ore di distacco parte il Pompei e sulla stessa rotta anche due tartane sgangherate dai nomi altisonanti: L'Angelo Raffaele e la Madonna del largo e un vascello di guerra inglese. Del piroscafo Ercole si perdono subito le tracce.
Il giorno dopo nel porto di Napoli c'è solo il Pompei, dell'Ercole nessuna traccia. Arrivano anche altre navi sgangherate ma dell'Ercole non si saprà più nulla. L'Ercole era un vapore che faceva la spola fra Palermo e Napoli, ma la cosa strana è che neppure la stampa denuncia la scomparsa. Ippolito Nievo era il contabile di quegli avanzi di galera al seguito di Garibaldi, ed era anche il responsabile di tutto il denaro e dell'oro avuto dalla massoneria inglese per finanziare la spedizione dei Mille, (per corrompere i generali dell'esercito borbonico), e di tutto l'oro depredato dal Banco di Sicilia. Che fine abbia fatto l'oro e che fine abbia fatto Nievo, nessuno lo sa. Del piroscafo Ercole sparirono le tracce per sempre, come anche di Nievo.
Ecco un altro giallo tutto italiano. Un mistero di questa falsa ed ipocrita unità d'Italia.
BASTA CON LE MENZOGNE STORICHE ! E' ora
di dire la verità su tutto quello che fu l'unità d'Italia. Il
glorioso e ricco Regno delle due Sicilie fu distrutto dall'orda
barbarica piemontese, soldataglia allobrogica che eseguiva gli ordini
di due criminali: Camillo Benso e Vittorio Emanuele II di Savoia.
Tutto il Regno delle due Sicilie fu messo a ferro e a fuoco dai banditi savoiardi, che nella loro crudeltà e nella loro ferocia
furono peggio degli Unni di Attila.
Bandiera del Regno delle due Sicilie sul Gran Sasso
Nel 1863 veniva promulgata la legge
Pica, dal nome del deputato abruzzese che la formulò per trasformare
le regioni meridionali in un immenso campo di combattimento, o meglio
ancora in un enorme lager dentro il quale i soldati del re sabaudo, i
“piemontesi”, con la scusa della lotta al brigantaggio uccisero,
stuprarono, squartarono, sgozzarono, misero a ferro e fuoco interi
paesi causando migliaia e migliaia di morti innocenti. Ci vollero
dieci anni per piegare definitivamente tutte le sacche di resistenza
dei partigiani lealisti al re Borbone sulle montagne abruzzesi,
lucane, campane, pugliesi, calabresi, e siciliane. Basterebbe questo
per capire l’enorme montagna di menzogne che ha accompagnato per
151 anni la storia del risorgimento italiano.
lapide nell'ex Lager di Fenestrelle, Piemonte
Altro che “fratelli
d’Italia”…
Poi ci sono testimonianze,
involontarie, che veramente sono al di sopra di ogni sospetto, come
ad esempio quelle tratte dal sito dell’Arma dei Carabinieri,
“fedelissima” per definizione al re savoia.
Ecco cosa si legge
nel sito ufficiale dell’Arma:
“La legge Pica permise la
repressione senza limiti di qualunque resistenza: si trattava, in
pratica, dell’applicazione dello stato d’assedio interno. Senza
bisogno di un processo si potevano mettere per un anno agli arresti
domiciliari i vagabondi, le persone senza occupazione fissa, i
sospetti fiancheggiatori di camorristi e briganti. Nelle province
dichiarate infestate da briganti ogni banda armata di più di tre
persone, complici inclusi, poteva essere giudicata da una corte
marziale. Naturalmente alla sospensione dei diritti costituzionali
(il concetto di diritti umani di fatto ancora non esisteva) si
accompagnarono misure come la punizione collettiva per i delitti dei
singoli e le rappresaglie contro i
villaggi“.
(http://www.carabinieri.it/Internet/Arma/Ieri/Storia/Vista+da/ Fascicolo+6/04_fascicolo+6.htm)
Nel 1864, Vincenzo Padula scriveva:
«Il brigantaggio è un gran male, ma male più
grande è la sua repressione. Il tempo che si dà la caccia ai
briganti è una vera pasqua per gli ufficiali, civili e militari; e
l’immoralità dei mezzi, onde quella caccia deve governarsi per
necessità, ha corrotto e imbruttito. Si arrestano le famiglie dei
briganti, ed i più lontani congiunti; e le madri, le spose, le
sorelle e le figlie loro, servono a saziare la libidine, ora di chi
comanda, ora di chi esegue quegli arresti».
La legge Pica, fra fucilazioni, morti in
combattimento ed arresti, eliminò da paesi e campagne circa 14.000
briganti o presunti tali: per effetto della legge 1409/1863 e del
complesso normativo ad essa connesso, fino a tutto il dicembre 1865,
si ebbero 12.000 tra arrestati e deportati, mentre furono 2.218 i
condannati. Nel solo 1865, furono 55 le condanne a morte, 83 ai
lavori forzati a vita, 576 quelle ai lavori forzati a tempo e 306
quelle alla reclusione ordinaria. Nonostante tale rigore, la legge
Pica non riuscì a portare i risultati che il governo si era
prefissi: l’attività insurrezionale e il brigantaggio, infatti,
perdurarono negli anni successivi al 1865, protraendosi fino al 1870.
bersagliere sabaudo con Brigante
CONCLUSIONE
“L’agosto
1863 un proclama di Vittorio Emanuele venne affisso in tutte le
città, paesi, borgate del Mezzogiorno. Era la legge Pica contro il
“brigantaggio”. Praticamente l’autorità militare assumeva il
governo delle province meridionali. La repressione diventava, a
questo punto, ancora piu’ acre e feroce di quanto non fosse stata
fin allora. La legge Pica rimase in vigore fino al 31 dicembre 1865.
Fu presentata come “mezzo eccezionale e temporaneo di difesa” e,
dall’opposizione parlamentare di sinistra valutata e combattuta
come una violazione dell’art. 71 dello Statuto del Regno poiché il
cittadino “veniva distolto dai suoi giudici naturali” per essere
sottoposto alla giurisdizione dei Tribunali Militari e alle procedure
del Codice Penale Militare. La legge passò comunque a larga
maggioranza. La ribellione doveva essere stroncata “col ferro e col
fuoco!”. Per effetto della legge Pica, a tutto il 31 dicembre 1865,
furono 12.000 gli arrestati e deportati, 2.218 i condannati. Nel solo
1865 le condanne a morte furono 55, ai lavori forzati a vita 83, ai
lavori forzati per periodi più o meno lunghi 576, alla reclusione
ordinaria 306. Le carceri erano piene, fitte, zeppe fino
all’inverosimile“. (Ludovico Greco,”Piemontisi,
Briganti e Maccaroni” – Guida Editore, Napoli, 1975)
Ecco uno stralcio dell'intervento in
Parlamento del deputato Angelo Manna, il 25 settembre 1990.
"L'ufficio storico dell'esercito
italiano custodisce e protegge le prove storiche che quella sacra
epopea che fu detta risorgimento non fu, se non una schifosa storia
di rapine e di massacri; e che fu scritta da un'orda barbarica nel
Regno di Napoli, che, oltre la vita e i beni, rubò al Sud e portò
nell'infrancesato Piemonte financo il nome di Italia."
“L'ufficio storico dello Stato italiano è l'armadio nel quale la
setta tricolore conserva e protegge i suoi risorgimentali scheletri
infami; Conserva e protegge le prove che Vittorio Emanuele II di
Savoia, ladro, usurpatore ed assassino e perciò galantuomo, nonché
il protobeccaio Benso Camillo, porco di stato e perciò statista
sommo, ordinarono ai propri sadici macellai di mettere a ferro e a
fuoco l'invaso reame libero ed indipendente e sovrano e di annetterlo
al Piemonte, grazie ad un plebiscito, che fu una truffa schifosa,
combinata da garibaldesi, soldataglia allobrogica e camorra
napoletana. L'ufficio dello stato maggiore dell'esercito italiano è
l'armadio nel quale l'unificazione tiene sotto chiave il proprio
fetore storico. Quello dei massacri bestiali, delle profanazioni e
dei furti sacrileghi, degli incendi dolosi, delle torture, delle
confische abusive, delle collusioni con Tore e Crescienzo,
all'anagrafe Salvatore De Crescenzo e della sua camorra, degli stupri
di fanciulle, delle giustizie sommarie, delle prebende e dei
privilegi dispensati a traditori, assassini e prostitute, come la
Sangiovannara. Quali studiosi hanno potuto aprire questi armadi
infami signor sottosegretario? I crociati postumi, gli scribacchini
diventati cattedratici per aver saputo rinnegare la propria origine,
e per aver saputo rinunciare alla ricerca della verità storica. Per
avere dimostrato di sapere essere i sacerdoti del sacro fuoco del
mendacio.”
Cesare Lombroso, una mente demoniaca, che si è autodefinito
l’inventore dell'Antropologia criminale, nasce a Verona il 6 novembre 1835 da
un'agiata famiglia ebraica. Nel 1852 si iscrive alla facoltà di medicina
dell'Università di Pavia, dove si laurea nel 1858.
Un personaggio squallido e perverso, una mente feroce e
satanica al servizio dei Savoia, che furono a loro volta criminali. Nella sua
patetica ed arrogante presunzione si autodefinisce un grande antropologo, un
grande saggio e un illustre scienziato offrendo così il suo contributo ai
regnanti sabaudi. La verità però è una sola: Marco Ezechia Lombroso, che
successivamente cambiò nome in Cesare (Verona, 6 novembre 1835 – Torino, 19
ottobre 1909), è stato un pseudo-medico, pseudo-antropologo, e pseudo-giurista italiano,
di origine ebraica, è considerato, da alcuni, pioniere e "padre"
della moderna criminologia, mentre in realtà è stato solo una mente perversa
con progetti criminali. E’ stato un grande razzista al servizio di una casa
regnante “ I Savoia”, i cui membri vengono ricordati dalla storia come una
banda di uomini privi di saggezza, privi di etica e di morale. I Savoia,
che
progettaronoe massacrarono un milione
di meridionali, sudditi liberi del Regno delle due Sicilie, sciogliendo i loro
corpi nella calce viva. Lombroso, questo criminale, profanatore di tombe di
origine ebraica è stato la vergogna di quel regno sabaudo e continua oggi ad
essere la vergogna torinese e piemontese. Questo essere immondo in gioventù
trafugava i crani dei cadaveri dai cimiteri di campagna per poi studiarne con
comodo la conformazione. Ai contadini che, ignari, gli chiedevano cosa
trasportasse con sé rispondeva: "Zucche". Così Cesare Lombroso, il
ragazzo dei cimiteri fece carriera. Questo scellerato fu osannato da vivo dai
criminali del regno sabaudo, ed adesso da morto dalle istituzioni piemontesi.
Tutto il lavoro malefico di questo Lombroso è la negazione della serietà
scientifica e culturale.
Cesare Lombroso: mente satanica, un criminale al servizio dei Savoia
La fama di Lombroso è legata soprattutto alla teoria dell'uomo
delinquente nato o atavico, individuo che reca nella struttura fisica i
caratteri degenerativi che lo differenziano dall'uomo normale e socialmente
inserito.L'interesse di Lombroso per i
poveri, gli emarginati, i folli è presente fin dagli anni giovanili, quando,
giovane medico, gira per le campagne lombarde, distribuendo opuscoli, stampati
a proprie spese, ai contadini vittime della pellagra. Nel 1859, arruolatosi nel
Corpo Sanitario Militare durante la campagna di repressione del brigantaggio, è
inviato per tre mesi in Calabria ed inizia, ancor di più, ad odiare le
popolazioni dell'Italia del Sud. Qui Lombroso affronta lo studio delle
popolazioni calabresi in rapporto al linguaggio e al folklore. L'interesse per
il fenomeno della delinquenza insorge nel 1864, osservando i tatuaggi dei
soldati e le frasi oscene tatuate che distinguono "il soldato disonesto in
confronto all'onesto". Lombroso comprende, però, che l'elemento del
tatuaggio non basta da solo per capire la natura del delinquente e che è necessario
definire i caratteri dell'anormale, del delinquente e del pazzo utilizzando il
metodo sperimentale della scienza positivista. Nel 1866 è nominato professore
straordinario dell'Università di Pavia. Il 10 aprile 1870 sposa Nina De
Benedetti. Dal matrimonio nasceranno cinque figli, tra cui Gina, secondogenita
e biografa del padre. Nel 1871 Lombroso ottiene la direzione del manicomio di
Pesaro dove vivrà una felice esperienza professionale, in quel periodo elabora
una proposta che sottopone alle autorità ministeriali: la creazione di manicomi
criminali destinati agli alienati che delinquono e agli alienati pericolosi.
L'anno dopo rientra a Pavia e inizia gli studi che lo porteranno alla
elaborazione della "teoria dell'uomo delinquente".
Fenestrelle (TO): il lager della vergogna
Museo Cesare Lombroso a Torino
Molte persone vanno a visitare questo vergognoso museo,
pagano anche il biglietto, per vedere delle teste mozzate. Teste mozzate di
Padri di famiglia e di Patrioti del Regno delle due Sicilie, che si sono
opposti alla barbarie e alla ferocia dei Piemontesi invasori ed assassini. Come
trofeo della vittoria vengono conservate queste teste degli Italiani del Sud ed
i Piemontesi non si vergognano di mostrare questi orrori. Lombroso con le sue
teorie sentenziò che gli abitanti delle due Sicilie erano una razza inferiore, paragonabili per natura e stile
di vita alle bestie. (Il Regno delle Due Sicilie comprendeva tutta l’Italia del
Sud: Campania con parte dell’odierno Lazio, Abruzzo, Puglia, Basilicata,
Calabria e Sicilia). Questa strampalata teoria la dedusse misurando i crani ed
altri resti umani degli insorgenti napolitani e dei poveracci che vennero
uccisi dai bersaglieri. Le teorie dello pseudoscienziato veronese furono
facilmente smentite da studi successivi e dichiarate dalla comunità scientifica
internazionale prive di ogni fondamento scientifico. Nonostante tutto queste
teorie sballate, con la complicità di un sistema scolastico basato sulla
falsità, faziosità e sulla mistificazione storica, si sono diffuse nella
società italiana, sia al nord diventando principio di tutti i preconcetti e
razzismo antimeridionale, sia a sud al fine di creare quel complesso di
inferiorità che hanno tanti meridionali. Tutti i governanti dal 1860 ad oggi
basandosi sui concetti razzisti di Lombroso hanno agito ai danni delle “Due
Sicilie” o perché i suoi componenti erano settentrionali e condizionati dal
razzismo o meridionali con complesso di inferiorità e spirito servile. E’
arrivato il momento di far conoscere la verità a tutti e di ribellarsi a tutte
le menzogne raccontate finora. Cesare Lombroso, ebreo, è stato un criminale ed
una mente perversa, malefica e satanica. Grazie alla famiglia Savoia più di un
secolo e mezzo fa ha trovato spazio nel raccontare tutte queste bestialità, ma
continua a trovarne ancora adesso in una Torino e in un Piemonte di oggi, dove
le persone vivono solo di anti meridionalità.
Una vergogna torinese: i Crani di Padri di famiglia e Patrioti del Regno delle due Sicilie, giudicati da Lombroso come i crani delle bestie
Il Lager di Fenestrelle: La ciclopica sabauda cortina
bastionata.(Fonte: MIGLIAIA DI SOLDATI BORBONICI DEPORTATI NEI LAGER DEL NORD
di Stefania Maffeo)
UNITA' D'ITALIA: i piemontesi massacrarono 1.000.000 di
INNOCENTI - (Migliaia di soldati borbonici deportati nei lager del nord di
Stefania Maffeo) - Dopo l' "invenzione" del "contrassegno per
marchiare gli ebrei con un panno sulla spalla" (vedi AMEDEO VIII DI
SAVOIA) - quindi un precursore dello "antisemitismo" hitleriano - nel
1863 un altro sabaudo inventava i "lager", e le "vasche di
calce" per scioglierci dentro i cadaveri dei reclusi soccombenti
borbonici. 5212 condanne a morte, 6564 arresti, 54 paesi rasi al suolo, 1
milione di morti. Queste le cifre della repressione consumata all'indomani
dell'Unità d'Italia dai Savoia. La prima pulizia etnica della modernità
occidentale operata sulle popolazioni meridionali dettata dalla Legge Pica,
promulgata dal governo Minghetti del 15 agosto 1863 " per la repressione
del brigantaggio nel Meridione"[1].
Questa legge istituiva, sotto l'egida savoiarda, tribunali
di guerra per il Sud ed i soldati ebbero carta bianca, le fucilazioni, anche di
vecchi, donne e bambini, divennero cosa ordinaria e non straordinaria. Un
genocidio la cui portata è mitigata solo dalla fuga e dall'emigrazione forzata,
nell'inesorabile comandamento di destino: "O briganti, o emigranti".
Il Professore Duccio Mallamaci davanti al museo Lombroso di Torino
Per vincere la resistenza dei prigionieri di guerra, già
trasportati in Piemonte e Lombardia, si ebbe ricorso ad uno spediente crudele e
disumano, che fa fremere. Quei meschinelli, appena coperti da cenci di tela, e
rifiniti di fame perché tenuti a mezza razione con cattivo pane e acqua e una
sozza broda, furono fatti scortare nelle gelide casematte di Fenestrelle e di
altri luoghi nei più aspri siti delle Alpi. Uomini nati e cresciuti in clima sì
caldo e dolce, come quello delle Due Sicilie, eccoli gittati a spasimar di
freddo e di stento tra le ghiacciaie. (Civiltà Cattolica, serie IV, vol. IX del
25-1-1861).La fortezza di
Fenestrelle era attiva dai primi del Settecento. Avamposto di confine dei
Savoia, ma anche carcere militare. Nel 1860 fu il luogo di pena dei soldati
pontifìci e borbonici catturati dai piemontesi. Edifìcio a scaloni, immerso
nella neve in inverno a quasi 2000 metri di altezza sulla sinistra del Chisone.
1938: Benito Mussolini fa chiudere il vergognoso museo razzista Lombroso di Torino
2009: con l'apertura del museo Lombroso ritorna la Barbarie a Torino (Il museo della Barbarie e dell'odio contro gli Italiani del Sud, ex Regno delle due Sicilie)
1938: Benito Mussolini fa chiudere il vergognoso museo razzista di antropologia criminale di Torino, intitolato all'ebreo Ezechia Lombroso, pseudo medico, che poi cambiò il suo nome in Cesare, come è tipico da millenni ed ancor oggi lo è per moltissimi ebrei al fine di poter meglio portare avanti i loro intrighi e loro manipolazioni, spacciandosi per Italiani in Italia, per Francesi in Francia, per Americani in America, etc., mascherando la loro vera origine etnica e religiosa per non destare sospetti e diffidenze tra i non ebrei.
2009: Il museo Lombroso di Torino viene riaperto dopo ben 71 anni, quando ormai nessuno più parlava, né tanto meno sapeva chi davvero fosse l'ebreo talmudico e razzista Ezechia Lombroso, pseudo medico e sedicente scienziato italiano. Sindaco di Torino, a quell'epoca, era il rothschildiano Sergio Chiamparino, a cui succedette nel maggio 2011 un altro rothschildiano di nome Piero Fassino.
Ben altri, che l'avido Rothschild ed i suoi ascari e golem "risorgimentali", furono quelli che amarono veramente l'Italia e gli Italiani e li vollero veramente uniti con pari dignità e nel senso migliore dei termini, e tra questi, anche se sfortunato, spicca più di tutti Benito Mussolini!
Ogni altro commento è inutile: 2009, Torino ritorna trionfalmente ad essere la città più satanica del mondo insieme a Londra e a New York. Triangolo satanico... Anche il territorio compreso tra Torino, Lione e Praga (ma alcuni sostengono tra le prime due e Berlino) viene chiamato triangolo satanico. Questo perché in esso vi è la maggior concentrazione di sette sataniche e la controparte anche di esorcisti. (salvatore brosal)