sabato 22 luglio 2023

bisogna assolutamente fermare questa invasione barbarica ma lo Stato non c'è...


 BISOGNA ASSOLUTAMENTE FERMARE QUESTA INVASIONE BARBARICA. Lo Stato non c'è.

Il folle progetto criminale della cabala satanica rothschildiana continua. C’è un attacco spietato all’Italia e all’Europa che dura almeno da 300 anni. Lo sbarco di questi clandestini a Lampedusa ha lo scopo primario di distruggere la Cultura italiana, quella europea  e tutti i valori della Cristianità. Almeno tremila anni di cultura mediterranea sono in pericolo. Il meticciato è un totale fallimento. Uomini di diverse razze e culture non possono convivere; purtroppo con la caduta del Fascismo e del Nazionalsocialismo i predicatori di questa finta, inutile e deleteria falsa democrazia stanno procedendo alla distruzione totale di millenni di Storia. Bisogna assolutamente fermare questa invasione barbarica.

  invasione programmata dalla Cabala sulle coste italiane per distruggere la Cultura europea 




venerdì 21 luglio 2023

Francesca Totolo: sono una donna bianca etero...

 Francesca Totolo, scrittrice: 

Confesso: sono una donna bianca ed etero, mangio “carne tradizionale”, utilizzo l’aria condizionata per rinfrescarmi e il metano per riscaldarmi, adoro sentire il rumore del motore della mia auto diesel quando tiro le marce, pretendo che gli “uomini biologici” non utilizzino bagni e spogliatoi riservati alle donne, ritengo che l’utero in affitto sia un abominio e che esistano soltanto due generi, esigo di poter girare per le città italiane senza venire molestata dagli immigrati, credo che la “riconversione ecologica” serva soltanto a impoverire le persone e a distruggere la piccola e media impresa mentre fa ingrassare le multinazionali, penso che la moda di definire tutti “negazionisti” sia l’arma per soffocare il dibattito. 

Tra qualche anno, potrei finire in carcere per questa mia confessione.

                  Francesca Totolo, scrittrice

 

mercoledì 19 luglio 2023

Giorgio Almirante sul presidenzialismo 1983


 

Almirante 1983.
Ascoltiamo quello che diceva Giorgio Almirante nel 1983, 40 anni fa.

Per assicurare stabilità al governo è importante che il presidente del Consiglio non sia espressione della partitocrazia ma venga nominato dal Presidente della Repubblica direttamente. E’ necessario però che il Presidente della Repubblica, a sua volta, non sia servo della Partitocrazia ma sia eletto direttamente dal Popolo. Ecco i lineamenti di una repubblica presidenziale moderna, aggiungendo che il parlamento stesso deve essere liberato dalla servitù alla partitocrazia. Allora noi vogliamo una sola camera che al 50% sia rappresentativa delle forze liberamente elette e per l’altro 50% sia rappresentativa del mondo del lavoro e della produzione.

              Giorgio Almirante, Movimento Sociale italiano - Destra Nazionale


- Destra Nazionale

lunedì 17 luglio 2023

Dott. Stefano Montanari: feti umani nei vaccini

 

Dott. Stefano Montanari:

nei vaccini ci sono cellule di feti abortiti. Si chiede ad una donna gravida di abortire per prendere le cellule fetali umane. Il bambino (il feto) deve essere sano. Sono aborti a pagamento che di solito vengono richieste da società che danno alla donna gravida 550 dollari per abortire. Il feto deve avere meno di tre mesi perché più il feto è giovane più i suoi tessuti sono capaci di riprodursi in maniera efficiente. 

Questi feti devono essere vivi e vengono poi sezionati. Questa cosa viene fatta senza anestesia perché l’anestesia potrebbe rovinare il tessuto fetale. Il feto è molto sensibile al dolore e si contorce mentre viene sezionato. Quindi dal feto si tolgono i polmoni, si toglie il cuore e tutte le parti che poi vengono vendute. Ci stanno tariffe per ognuno di questi organi. E’ una cosa che non viene fatta in segreto perché le ditte farmaceutiche ammettono tranquillamente di praticare questa cosa anche se non se ne parla. L’aborto è per molti fedeli il peccato più grave che si possa commettere.


DIRITTO CANONICO:

Can. 1397 - Chi commette omicidio, rapisce oppure detiene con la violenza o la frode una persona, o la mutila o la ferisce gravemente, sia punito a seconda della gravità del delitto con le privazioni e le proibizioni di cui nel can. 1336; l'omicidio poi contro le persone di cui nel can. 1370, è punito con le pene ivi stabilite.

Can. 1398 - Chi procura l'aborto ottenendo l'effetto incorre nella scomunica latae sententiae.

           Dott. Stefano Montanari


            feti umani vivi abortiti


domenica 16 luglio 2023

stiamo andando verso un'unica religione mondiale?


Un lungo processo di secolarizzazione è in atto da almeno tre secoli e sta tentando di sostituire la fede religiosa dei popoli. La verità vince sempre sulla menzogna anche là dove appare irrimediabilmente sconfitta. Ogni tentativo di sovrapporre alla fede originale dei Popoli una ideologia umana è destinato a fallire. Così ogni volta che il terrore finisce si torna a pregare: la verità vince sempre sulla menzogna.

Provare ad ibridare le religioni fra loro è un goffo tentativo che porterà alla sconfitta di satana. Ci ha provato Karol Wojtyla, incarnando lo spirito demoniaco del concilio Vaticano II, ad Assisi il 27 ottobre del 1986. Ci sta provando anche in modo più spregiudicato Jorge Mario Bergoglio, eretico ed apostata, affermando in modo spudorato che Dio non è cattolico, fino ad arrivare alla firma di Abu Dhabi e all'intronizzazione di una divinità pagana: la pachamama in Vaticano.

Nell'agosto del 2019 è stato formato l'alto comitato per la fratellanza umana composto da leader di diverse religioni.

                     Abu Dhabi


lunedì 19 giugno 2023

Kevin Carter, fotografo sudafricano morto suicida

 

                                                                   Kevin Carter, fotografo sudafricano

Kevin Carter (Johannesburg, 13 settembre 1960 – Johannesburg, 27 luglio 1994) è stato un giornalista e fotografo sudafricano, diventato famoso per le sue controverse fotografie sulle condizioni umanitarie in Africa negli anni novanta che gli hanno dato fama internazionale. Una sua fotografia gli fece vincere il Premio Pulitzer, poiché ritrasse un bambina malnutrita inseguita da un avvoltoio, e fu una fotografia che testimonio la carestia in Sudan del 1993. Attivo come fotografo amatoriale fin dal decennio del 1970, nel 1983 si unì insieme ad altri fotoreporter con cui creo il Bang Bang Club, un'associazione di fotografi che testimoniavano i problemi e le atrocità dei problemi del mondo, in particolare delle terre africane, quali violenza povertà e malnutrizione. 

Kevin Carter godette poco del suo successo poiché cadde in un profondo stato depressivo. La depressione di Kevin Carter iniziò quando, durante una intervista in un celebre programma radiofonico, qualcuno lo chiamò per chiedergli che fine avesse fatto la bambina. Carter rispose semplicemente:

"Non ho aspettato di scoprirlo dopo quella foto perché avevo un volo...". 

L'interlocutore gli rispose: "Lasciate che vi dica una cosa: quel giorno c'erano due avvoltoi e uno aveva una macchina fotografica". Tali parole lo tormentarono per il resto della vita portandolo alla depressione e successivamente al suicidio. Kevin Carter potrebbe essere ancora vivo e molto più famoso se avesse preso in braccio la bambina e l'avesse portata in salvo presso un centro di alimentazione dove l'avrebbero sfamata o almeno portata in un luogo sicuro.

Episodi come questi accadono ogni giorno. Il mondo glorifica, magnifica e celebra il cinismo a spese di chi soffre. Kevin Carter avrebbe potuto portare via la bambina da quel posto, ma non l'ha fatto. Ebbe abbastanza tempo per scattare quella foto ma non il tempo per salvare quella bambina. Il senso della vita dovrebbe essere riposto nella nostra capacità di incidere positivamente su altre vite. L'umanità non può cedere il passo al calcolo, al 'guadagno' che possiamo trarre dalle circostanze e dalle persone. Ciò che abbiamo a disposizione dovrebbe essere da noi impiegato per rendere il mondo in cui viviamo un posto migliore per tutti e non soltanto uno spazio in cui dar sfogo alle nostre personali ambizioni, ai nostri interessi particolari, al nostro egoismo. 


                                                la bambina e l'avvoltoio, foto di Kevin Carter

                     

 
momenti di vita: questa foto fu scattata da Kevin Carter nel 1993 in Sudan


  foto di Kevin Carter

Kevin Carter nacque a Johannesburg in Sudafrica nel 1960 da una famiglia della medio borghesia sudafricana, durante il periodo di maggiore diffusione delle leggi dell'apartheid in Sudafrica, che pur opprimendo la popolazione nativa africana nera, permetteva ai bianchi sudafricani di avere un ottimo tenore di vita, e la famiglia Carter, grazie al benessere diffuso tra la popolazione bianca, viveva in un quartiere ricco abitato però da soli bianchi, mentre nelle zone vicine c’erano i quartieri poveri della popolazione nera, che vivevano in povertà totale, e se si avvicinavano al quartiere ricco dei bianchi, venivano allontanati secondo le leggi dell'apartheid. Kevin Carter però pur essendo giovanissimo, restò colpito dalla violenza e dallo schiavismo della società sudafricana, e dalla violenza di quegli anni, in cui l'Umkhonto  we Sizwe, l'ala armata dell'ANC iniziò a usare la forza nella lotta contro la segregazione dei neri, mentre la polizia e l’esercito sudafricano usavano la violenza contro i detenuti politici e contro le organizzazioni africane ribelli; Kevin Carter rimase inorridito quando vide che il mondo non era a conoscenza della dittatura della società africana, per questi motivi si avvicinò agli ideali di Mandela, diventando membro dell’African National Congress, e cominciò a prendere parte alle manifestazioni di protesta contro il governo razzista, dove chiedeva uguaglianza e diritti sociali per tutti. La sua lotta contro l'emarginazione dei neri e delle popolazioni non bianche del Sudafrica, gli fece però rischiare più volte l’arresto da parte della polizia sudafricana, ed il suo idealismo democratico fece sì che molti sudafricani bianchi lo considerassero un estremista pericoloso.

Dopo gli studi superiori iniziò quelli per diventare un farmacista, ma dovette abbandonarli quando venne arruolato per costrizione nell'esercito sudafricano, dove fece parte dell'aviazione per quattro anni. Ne seguì un periodo in cui venne impegnato nelle guerre dello stato sudafricano, in cui le violenze vissute gli causarono un periodo di depressione, durante il quale tentò di togliersi la vita. Congedato dalle armate sudafricane, decise di cambiare vita e dedicarsi alla fotografia. Abbandonò presto le fotografie sportive con cui aveva cominciato nel 1983 per dedicarsi alla testimonianza delle guerre e delle crudeltà che stavano avvenendo in quegli anni intorno a lui.

I fotoreportages

Nel 1984 venne assunto dal Johannesburg Star dove conobbe tra gli altri Greg Marinovich, Ken Oosterbroek e Joao Silva con cui costituì un gruppo che sarebbe stato chiamato Bang Bang Club. Comincia così a documentare le crudeltà che la guerra civile aveva portato in Sudafrica: esecuzioni sommarie, uccisioni a colpi di machete e il cosiddetto “necklacing”. Carter è stato il primo giornalista a pubblicare un articolo sull'esecuzione chiamata "supplizio dello pneumatico" in Sudafrica nella metà degli anni ottanta.

Esecuzione della tortura dello pneumatico: l’esecuzione di questa tortura è abbastanza semplice: si legano mani e piedi delle vittime e poi si mette loro al collo uno pneumatico, a volte forzandolo sulle spalle per immobilizzarle, proprio come una collana. Poi si cosparge la gomma di benzina e le si dà fuoco. La morte è lenta e terribile, si viene bruciati vivi.

Successivamente, dirà di quelle immagini: "Ero sconvolto vedendo cosa stavano facendo. Ero spaventato per quello che io stavo facendo. Ma poi le persone hanno iniziato a parlare di quelle immagini... così ho pensato che forse le mie azioni non sono state poi così cattive. Essere stato un testimone di qualcosa di così orribile non fu necessariamente un male." Questo lavoro creò un dilemma interiore in Carter poiché da un lato era sconvolto dalla crudezza delle immagini che ritraeva e dalla sua freddezza nello scattarle, dall'altro era consapevole che in questo modo poteva far accendere l'attenzione globale sulla situazione sudafricana e sperare di poter far cambiare qualcosa.


Il Premio Pulitzer

In seguito a una serie di problemi con la redazione del giornale, dovuti anche al suo abuso di droghe, Carter decise di prendersi un periodo di pausa e nel marzo del 1993 si recò in Sudan per documentare la guerra civile in corso e la carestia che aveva sconvolto il paese. È qui che scattò la sua foto più famosa: il ritratto di un bambino denutrito che accasciato a terra cerca di raggiungere il centro di aiuti e sullo sfondo un avvoltoio che lo osserva quasi ne stesse aspettando la morte. Immediatamente la foto fece il giro del mondo apparendo nelle copertine delle riviste più importanti e permettendo a Carter di vincere un Pulitzer. Allo stesso tempo dette vita a una serie di polemiche che indagavano il ruolo del fotografo nello scatto della foto. La gente cominciò ad interrogarsi sul destino del bambino e sulla moralità della fotografia.

Carter non fu mai chiaro su quello che successe al momento dello scatto e raccontò diverse versioni della vicenda. Secondo alcune versioni avrebbe aiutato quella che si sarebbe rivelata una bambina, secondo altre avrebbe aspettato per 20 minuti il momento migliore per scattare mentre egli stesso afferma di aver fatto solo il suo lavoro di fotografo e testimone, consapevole di non poter far nulla per cambiare le sorti della bambina. Certo è che lo scandalo mediatico che si creò turbò profondamente Carter che, tormentato dall'immagine della bambina che gli ricorda la figlia piccola che riusciva a vedere solo raramente, cadde di nuovo in una profonda depressione. La sua popolarità crebbe rapidamente quando il New York Times acquistò la foto nel marzo 1993 facendola diventare uno dei simboli della devastazione africana. Questo non fece che aggravare la sua situazione portandolo a peggiorare il suo abuso di droghe al punto che quando gli telefonarono per comunicargli la vincita del premio Pulitzer nel 1994 non capì cosa stesse succedendo e furono costretti a ripetergli più volte la comunicazione.

La morte

Il 18 aprile dello stesso anno, durante una spedizione per fotografare un'esplosione di violenza nelle vicinanze di Johannesburg, Ken Oosterbroek, il migliore amico di Kevin, venne ferito e ucciso durante una sparatoria mentre Marinovich riportò gravi ferite. Carter apprese la notizia dalla radio in quanto aveva abbandonato la spedizione per partecipare ad un'intervista e ne fu completamente sconvolto, ancor più perché non era presente in quel momento. La situazione per Carter divenne insostenibile al punto che decise di farla finita. Il 27 luglio 1994 guidò il suo pickup fino ad un parco dove giocava da bambino e lì si intossicò con il monossido di carbonio del tubo di scarico, morendo suicida all'età di 33 anni. Nella nota che lasciò scritta scriveva di non poter più sostenere la depressione, la mancanza di soldi e la persecuzione dei ricordi degli omicidi e dei cadaveri e del dolore che aveva visto, dei bambini affamati. La sua speranza era quella di essere abbastanza fortunato da raggiungere l'amico Ken.




domenica 11 giugno 2023

La Verità vincerà sempre

    Paolo Ferraro, magistrato
 So benissimo che tutta questa situazione vi spaventa e non sapete più a chi credere. Mi piacerebbe però una volta almeno ascoltaste il mio parere, di un fesso che continua a ripetervi da tempo immemore che siamo sotto dittatura. Ho parlato per anni di signoraggio, della truffa del debito pubblico e di come le tasse siano illegittime, della 500 lire di Moro e della solfa delle brigate rosse, del ventaglio di partiti che vi danno l’illusione della scelta, tutti però asserviti allo stesso ed unico padrone. Ho “predetto” la “piddizzazione” del Mó-vi-mento 5stelle di Sion quando ancora postavate in copertina le frasi del Dibba e osannavate la Taverna, senza mai riuscire a farvi penetrare nella zucca che è un movimento creato ad arte per incanalare il dissenso. Fino a quando, purtroppo, non ci avete sbattuto il grugno. Continuo a ripetervi che anche Fusaro, a mio avviso, era ed è un “Beppe Grillo” in incubazione, come suole il sistema agire, tenendo sempre a portata di mano personaggi “in panchina” da far entrare in un secondo tempo, sul campo dove si gioca(no) la vostra vita. Ho cercato inutilmente di farvi ragionare sulla Storia mendace che vi viene propagandata da Media e carta stampata asserviti. Ho tentato invano di farvi comprendere come ciò che vi si manifesta come “antifascismo” e “antinazismo”, non avrebbero avuto senso se non fossero esistiti partiti civetta quali Casapound e Forza Nuova (non me ne vogliano i militanti, di sicuro in buona fede). Ora, avendo anche “previsto” il blocco del Paese, credete io abbia la sfera magica? Tutto ciò che ho fatto l’ho fatto al costo di fatica, sacrifici, tempo personale.

12 profili fatti sparire, pagine informative, censurato su nuovi social, chat Telegram, denunce cartacee e via PEC, chiusura di 3 canali video, faccia, dignità, famiglia, amici. Ho creato con un fedele amico un’associazione, L’Ordine di Hagal, studiamo, promuoviamo conferenze, produciamo articoli e documenti.. ma non vorrei dare l’impressione di piangermi addosso, non rimpiango niente, anzi.
Ricominciate da zero, solo così sarete in grado di ricomporre un puzzle a cui il Sistema sottrae giorno dopo giorno pezzi sempre più importanti. Vogliatevi bene, vogliate ancor più bene ai vostri figli. Personalmente ve ne voglio e non vi lascerò soli, altrimenti non sarei mai tornato su questo disgustoso, patetico, pericoloso e controllato social (Facebook), dove non si insegna nulla, a parte falsità e menzogne. Spero riusciate a fare distinzione, soprattutto per ciò che sta avvenendo e che avverrà in futuro, tra chi vi prende e vi ha sempre preso in giro e chi, invece, vi ha sempre parlato con il cuore. Il video qui proposto è stato montato e presentato in occasione della nostra prima conferenza, in cui abbiamo avuto il piacere e l’onore di ospitare Fabiuccio Maggiore, laureatosi  in economia presentando (rarissimo caso in Italia) una tesi sul Signoraggio. Nel video le dichiarazioni agghiaccianti di Kennedy, del Magistrato Paolo Ferraro, di Veltroni e la Gruber, anche di un Montesano inedito e, ultimo ma non ultimo, di Udo Ulfkotte, il giornalista tedesco che si confessò in diretta Tv, prima di essere ammazzato. 
Al vostro giudizio e alla vostra coscienza:

video:   la verità vincerà sempre  

Il video qui proposto è stato montato e presentato in occasione della prima conferenza, tenuta a Capua, da “L’ordine di Hagal”, conferenza in cui abbiamo avuto il piacere e l’onore di ospitare Fabiuccio Maggiore, laureato in economia esponendo (unico in Italia) la sua tesi sul Signoraggio Bancario. Nel video ascolterete le dichiarazioni agghiaccianti di Kennedy, del Magistrato Paolo Ferraro, di Veltroni, la Gruber, anche di un Montesano inedito e, ultimo ma non ultimo, di Udo Ulfkotte, il giornalista tedesco che si confessò in diretta Tv, prima di essere eliminato. Vi lascio al vostro giudizio e alla vostra coscienza. (Sotto trovate il link alla denuncia contro lo Stato e i Media per l'attuale truffa "coronavirus", la più grande mai realizzata dopo l'11 settembre 2001)