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mercoledì 19 luglio 2023

Giorgio Almirante sul presidenzialismo 1983


 

Almirante 1983.
Ascoltiamo quello che diceva Giorgio Almirante nel 1983, 40 anni fa.

Per assicurare stabilità al governo è importante che il presidente del Consiglio non sia espressione della partitocrazia ma venga nominato dal Presidente della Repubblica direttamente. E’ necessario però che il Presidente della Repubblica, a sua volta, non sia servo della Partitocrazia ma sia eletto direttamente dal Popolo. Ecco i lineamenti di una repubblica presidenziale moderna, aggiungendo che il parlamento stesso deve essere liberato dalla servitù alla partitocrazia. Allora noi vogliamo una sola camera che al 50% sia rappresentativa delle forze liberamente elette e per l’altro 50% sia rappresentativa del mondo del lavoro e della produzione.

              Giorgio Almirante, Movimento Sociale italiano - Destra Nazionale


- Destra Nazionale

martedì 20 dicembre 2016

L'Italia è una Repubblica nata senza sovranità ed è occupata militarmente dagli USA dal 1943

Basi militari Usa in Italia 
Grazie ai Patrigni costituzionali
8 settembre 1943 l'Italia muore come nazione sovrana e sul suo cadavere germogliano e crescono le menzogne massoniche. Si entra in piena dittatura, camuffata da democrazia, infatti con i loro brogli e imbrogli senza fine, e con i loro media completamente asserviti, fanno credere che agli Italiani vada bene così. 1948 fanno andare in vigore la costituzione scritta dai “Patrigni Costituzionali” e ancora una volta cercano di far credere agli Italiani che tutto vada bene così. E continuano a cercare di far credere che una Costituzione senza nessuna sovranità rallegri la penisola e che tutti siano contenti, ma non è affatto così. La stampa di regime parla di un benessere, inesistente, e cercano di illudere gli Italiani, facendo loro credere, di vivere in un paese finalmente libero e ricco. In realtà l'Italia viene grigliata a fuoco lento ma la stampa di regime, imperterrita, continua a mistificare la verità e a diffondere menzogne, facendole passare per verità. Agli italiani viene imposta una costituzione truffaldina che li priva della sovranità e molti dei propagandisti del regime, o senza averla neppure letta, o senza averla capita, o in totale malafede la difendono e la spacciano per la più bella del mondo.
Si impone di votare per candidati che, per dettato costituzionale, art.67, una volta eletti possono tradire impunemente gli elettori. Ed è proprio con questo perfido e demagogico articolo che vengono messi i fondamenti e le premesse del crescendo di tutte le degenerazioni politiche da allora fino al disastro dei nostri giorni. Parlamentari, che appunto perché eletti senza vincolo di mandato dei loro elettori, ma pesantemente influenzati, condizionati, ricattati e corrotti dalle varie logge massoniche eleggeranno a loro volta un Presidente della Repubblica, (art. 83), che per forza di cose, non potrà mai rappresentare veramente gli interessi del Popolo italiano, ma rappresenterà ovviamente gli interessi delle logge massoniche che lo hanno imposto. (vedi ad esempio Napolitano che nel 2011 ha imposto il governo massonico, antidemocratico e antipopolare di Monti). Avverrà così che il presidente della Repubblica nominerà il Presidente del Consiglio dei ministri, e su proposta di questo, i ministri (art. 92). E saranno tutti espressione degli interessi della massoneria e non del popolo. (vedi ad esempio governi Renzi e Gentiloni, nominati da Mattarella). Il Governo, nominato da un simile Presidente della Repubblica, avrà sicuramente la fiducia delle due camere, traditrici degli elettori e asservite alla massoneria.
Col Porcellum vengono abolite anche le preferenze. La legge n. 270 del 21 dicembre 2005, comunemente nota come legge Calderoli o Porcellum, è una legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza e liste bloccate che ha disciplinato l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica in Italia nel 2006, 2008 e 2013. Nel gennaio 2014, con sentenza n. 1/2014, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale parziale della legge, annullando il premio di maggioranza e introducendo la possibilità di esprimere un voto di preferenza. La legge elettorale proporzionale così risultante, soprannominata Consultellum, è rimasta in vigore per l'elezione della Camera fino alla sua sostituzione con l'Italicum a decorrere dal 1º luglio 2016, e rimane tuttora in vigore per l'elezione del Senato.
Con la riforma costituzionale del 2005 Forza Italia, Lega Nord, CCD, CDU, nuovo PSI e PRI proposero il premierato (presidente del consiglio eletto dal popolo) e Senato delle regioni, oltre alla riduzione drastica di tutti gli inutili idioti: senatori e deputati; La proposta di legge prevedeva inoltre nuove elezioni ad ogni caduta di governo. il popolo sovrano, però, disse no nel referendum 2006. Bisogna andare avanti come vuole la costituzione, questo rifiuto tossico che ci sta avvelenando. Ogni legislatura ha avuto più governi, a volte anche 6. Tutto naturalmente a discrezione del Presidente della Repubblica, non eletto dal popolo italiano. Tutto a discrezione delle camere, che danno o negano la fiducia. Così vuole la costituzione, la più bella e la più inutile del mondo. In 2 legislature (IV e VI) Moro ha fatto 5 volte il presidente del consiglio. Quando il suo governo era sfiduciato e cadeva, il presidente della repubblica decideva di ridargli l'incarico. Il Presidente del Consiglio doveva però soddisfare e sottostare ai ricatti di alcuni parlamentari. Altro che rappresentanti del popolo, ma rappresentanti dei propri interessi. D'altra parte questa costituzione, che abbiamo ereditato dai patrigni costituzionali, lo prevede: Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. Il presidente del Consiglio faceva un rimpasto del nuovo governo, aumentavano i ministeri e i sottosegretari e si andava avanti così. Se il nuovo governo riceveva la fiducia dal Parlamento si continuava e si continuavano a prendere gli italiani per i fondelli. Ieri come oggi, oggi come domani. Viva Viva la costituzione. Guai a chi la tocca o la ritocca. Vae victis! La repubblica italiana è nata senza sovranità ed è pure occupata militarmente da moltissime basi militari statunitensi dal 1943. (salvatore brosal)

martedì 25 ottobre 2016

la profezia di Bettino Craxi: "Dietro la longa manus della cosiddetta globalizzazione si avverte il respiro di nuovi imperialismi, sofisticati e violenti, di natura essenzialmente finanziaria e militare". Estratti dal libro “Io parlo, e continuerò a parlare”

Benedetto Craxi, detto Bettino (Milano, 24 febbraio 1934 – Hammamet, 19 gennaio 2000), è stato un politico italiano, Presidente del Consiglio dei Ministri dal 4 agosto 1983 al 17 aprile 1987 e Segretario del Partito Socialista Italiano dal 1976 al 1993. È stato uno degli uomini politici più rilevanti della cosiddetta Prima Repubblica: intraprese un'azione di rinnovamento del PSI e della sinistra italiana che lo portò a scontrarsi, anche duramente, con le resistenze al cambiamento da parte del Partito Comunista Italiano e all'interno del suo stesso partito. È stato il primo socialista ad aver rivestito l'incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri: la sua attività di governo portò il Paese al di fuori della grave situazione economica e finanziaria dovuta alla "crisi del petrolio" e all'inserimento dell'Italia nel ristretto novero delle nazioni del G7.

"Dietro la longa manus della cosiddetta globalizzazione si avverte il respiro di nuovi imperialismi, sofisticati e violenti, di natura essenzialmente finanziaria e militare".
"Il regime avanza inesorabilmente. Lo fa passo dopo passo, facendosi precedere dalle spedizioni militari del braccio armato. La giustizia politica è sopra ogni altra l’arma preferita. Il resto è affidato all’informazione, in gran parte controllata e condizionata, alla tattica ed alla conquista di aree di influenza. Il regime avanza con la conquista sistematica di cariche, sottocariche, minicariche, e con una invasione nel mondo della informazione, dello spettacolo, della cultura e della sottocultura che è ormai straripante.
Bettino Craxi
Non contenti dei risultati disastrosi provocati dal maggioritario, si vorrebbe da qualche parte dare un ulteriore giro di vite, sopprimendo la quota proporzionale per giungere finalmente alla agognata meta di due blocchi disomogenei, multicolorati, forzati ed imposti. Partiti che sono ben lontani dalla maggioranza assoluta pensano in questo modo di potersi imporre con una sorta di violenta normalizzazione. Sono oggi evidentissime le influenze determinanti di alcune lobbies economiche e finanziarie e di gruppi di potere oligarchici.
A ciò si aggiunga la presenza sempre più pressante della finanza internazionale, il pericolo della svendita del patrimonio pubblico, mentre peraltro continua la quotidiana, demagogica esaltazione della privatizzazione. La privatizzazione è presentata come una sorta di liberazione dal male, come un passaggio da una sfera infernale ad una sfera paradisiaca. Una falsità che i fatti si sono già incaricati di illustrare, mettendo in luce il contrasto che talvolta si apre non solo con gli interessi del mondo del lavoro ma anche con i più generali interessi della collettività nazionale. La “globalizzazione” non viene affrontata dall’Italia con la forza, la consapevolezza, l’autorità di una vera e grande nazione, ma piuttosto viene subìta in forma subalterna in un contesto di cui è sempre più difficile intravedere un avvenire, che non sia quello di un degrado continuo, di un impoverimento della società, di una sostanziale perdita di indipendenza.
I partiti dipinti come congreghe parassitarie divoratrici del danaro pubblico, sono una caricatura falsa e spregevole di chi ha della democrazia un’idea tutta sua, fatta di sé, del suo clan, dei suoi interessi e della sua ideologia illiberale. 
George Soros, ebreo ungherese nato il 12 agosto 1930, denominato lo squalo da Bettino Craxi, nel 1992 si pappò da solo più di 15mila miliardi di debito pubblico italiano. 
Fa meraviglia, invece, come negli anni più recenti ci siano state grandi ruberie sulle quali nessuno ha indagato. Basti pensare che solo in occasione di una svalutazione della lira, dopo una dissennata difesa del livello di cambio compiuta con uno sperpero di risorse enorme ed assurdo dalle autorità competenti, gruppi finanziari collegati alla finanza internazionale, diversi gruppi, speculando sulla lira (Soros) evidentemente sulla base di informazioni certe, che un’indagine tempestiva e penetrante avrebbe potuto facilmente individuare, hanno guadagnato in pochi giorni un numero di miliardi pari alle entrate straordinarie della politica di alcuni anni. Per non dire di tante inchieste finite letteralmente nel nulla.
D’Alema ha detto che con la caduta del Muro di Berlino si aprirono le porte ad un nuovo sistema politico. Noi non abbiamo la memoria corta. Nell’anno della caduta del Muro, nel 1989, venne varata dal Parlamento italiano una amnistia con la quale si cancellavano i reati di finanziamento illegale commessi sino ad allora. La legge venne approvata in tutta fretta e alla chetichella. Non fu neppure richiesta la discussione in aula. Le Commissioni, in sede legislativa, evidentemente senza opposizioni o comunque senza opposizioni rumorose, diedero vita, maggioranza e comunisti d’amore e d’accordo, a un vero e proprio colpo di spugna. La caduta del Muro di Berlino aveva posto l’esigenza di un urgente “colpo di spugna”. Sul sistema di finanziamento illegale dei partiti e delle attività politiche, in funzione dal dopoguerra, e adottato da tutti anche in violazione della legge sul finanziamento dei partiti entrata in vigore nel 1974, veniva posto un coperchio.
Bettino Craxi, presidente del Consiglio con Ronald Reagan, presidente USA nel 1985
La montagna ha partorito il topolino. Anzi il topaccio. Se la Prima Repubblica era una fogna, è in questa fogna che, come amministratore pubblico, il signor Prodi si è fatto le ossa. I parametri di Maastricht non si compongono di regole divine. Non stanno scritti nella Bibbia. Non sono un’appendice ai dieci comandamenti. I criteri con i quali si è oggi alle prese furono adottati in una situazione data, con calcoli e previsioni date. L’andamento di questi anni non ha corrisposto alle previsioni dei sottoscrittori. La situazione odierna è diversa da quella sperata. Più complessa, più spinosa, più difficile da inquadrare se si vogliono evitare fratture e inaccettabili scompensi sociali. Poiché si tratta di un Trattato, la cui applicazione e portata è di grande importanza per il futuro dell’Europa Comunitaria, come tutti i Trattati può essere rinegoziato, aggiornato, adattato alle condizioni reali ed alle nuove esigenze di un gran numero ormai di paesi aderenti.
Questa è la regola del buon senso, dell’equilibrio politico, della gestione concreta e pratica della realtà. Su di un altro piano stanno i declamatori retorici dell’Europa, il delirio europeistico che non tiene contro della realtà, la scelta della crisi, della stagnazione e della conseguente disoccupazione.
Affidare effetti taumaturgici e miracolose resurrezioni alla moneta unica europea, dopo aver provveduto a isterilire, rinunciare, accrescere i conflitti sociali, è una fantastica illusione che i fatti e le realtà economiche e finanziarie del mondo non tarderanno a mettere in chiaro.
La pace si organizza con la cooperazione, la collaborazione, il negoziato, e non con la spericolata globalizzazione forzata. Ogni nazione ha una sua identità, una sua storia, un ruolo geopolitico cui non può rinunciare. Più nazioni possono associarsi, mediante trattati per perseguire fini comuni, economici, sociali, culturali, politici, ambientali. Cancellare il ruolo delle nazioni significa offendere un diritto dei popoli e creare le basi per lo svuotamento, la disintegrazione, secondo processi imprevedibili, delle più ampie unità che si vogliono costruire.
Dietro la longa manus della cosiddetta globalizzazione si avverte il respiro di nuovi imperialismi, sofisticati e violenti, di natura essenzialmente finanziaria e militare."
(Bettino Craxi, estratti dal libro “Io parlo, e continuerò a parlare”, ripresi da “Il Blog di Lameduck” il 19 maggio 2015. Il libro, edito da Mondadori nel 2014, cioè 14 anni dopo la morte di Craxi, raccoglie scritti del leader socialista risalenti alla seconda metà degli anni ‘90. Scritti che oggi appaiono assolutamente profetici).
la tomba di Bettino Craxi ad Hammamet